Le Prache di Casalnuovo e il Vallone Marte-Gigliola

Le Prache di Casalnuovo e il Vallone Marte-Gigliola Canyon nascosti dell’Aspromonte tra forre, cascate e creste selvagge Share Contenuto 1. L’Aspromonte come laboratorio di esplorazione lenta2. Il sopralluogo come forma di conoscenza del territorio3. Casalnuovo di Africo: un borgo sospeso nel tempo4. Il percorso verso Casalnuovo: tra sentieri e paesaggi rurali5. Storia e memoria: le alluvioni che segnarono Casalnuovo6. Punto di partenza: i ruderi e il Vallone Casalnuovo7. Vallone Maro Francesco e i corsi d’acqua effimeri8. Moka: l’incontro con i cani pastore9. Le Prache di Casalnuovo10. Un ambiente selvaggio scolpito dall’acqua11. Sul crinale di Monte Linsito12. Il pianoro di Previtera e il ritorno a Casalnuovo13. Verso Bova: trekking tra creste e valloni14. La cresta rocciosa tra il Vallone Marte e l’orizzonte ionico15. Il passaggio dal bosco alla pietra16. La cascata nascosta nel vallone Marte-Gigliola17. La discesa nel canyon e la magia della cascata18. Il ritorno e l’incontro con la montagna19. Avvertenza L’Aspromonte come laboratorio di esplorazione lenta La curiosità, spesso, ci conduce verso luoghi estremi, verso ciò che resta ai margini delle mappe più frequentate. Non è incoscienza ma un rapporto diretto con il territorio, un legame autentico con la montagna e con la sua memoria. Il sopralluogo come forma di conoscenza del territorio Il sopralluogo, nel linguaggio di chi frequenta questi posti, non ha nulla di spettacolare, è un movimento lento e metodico, fatto di piccoli spostamenti, di ritorni sugli stessi percorsi, di osservazioni ripetute. Ogni passaggio aggiunge un dettaglio nuovo ed è proprio qui che il cammino diventa anche una forma di conoscenza. Casalnuovo di Africo: un borgo sospeso nel tempo L’ultima esplorazione ci conduce a Casalnuovo, frazione del comune di Africo, in provincia di Reggio Calabria. Il borgo, oggi disabitato, si trova su una rupe a circa 700 metri di altitudine, sulla destra idrografica del torrente Apòscipo.Per chi si avventura lungo i sentieri di trekking in Calabria, Casalnuovo rappresenta una tappa significativa, non solo per il paesaggio, ma per ciò che resta della sua storia. Il percorso verso Casalnuovo: tra sentieri e paesaggi rurali Raggiungere Casalnuovo significa intraprendere un percorso che è già parte dell’esperienza stessa. Si segue inizialmente lo stesso itinerario che conduce ad Africo, attraversando paesaggi aspri e panoramici. Lungo la strada, la presenza di capre e mucche non sono elementi di contorno ma parte integrante del paesaggio. Superati i Campi di Bova, nei pressi del Monte Lestì (conosciuto anche come Monte Grosso), la via si apre a una biforcazione. Qui il tragitto cambia direzione deviando verso i resti dell’antico borgo di Casalnuovo. Storia e memoria: le alluvioni che segnarono Casalnuovo Come accadde per Africo, anche Casalnuovo fu profondamente segnato dalle alluvioni del 1951 e del 1953. Tra il 15 e il 20 ottobre 1951, piogge persistenti provocarono frane devastanti; fango, detriti e pietre scesero a valle, causando vittime e la distruzione di intere aree abitate. Da allora, questi luoghi conservano una memoria viva, che si percepisce ancora camminando tra i resti dell’antico abitato.Già nel 1797, lo storico Lorenzo Giustiniani descriveva Casalnuovo come un villaggio agricolo e pastorale, abitato da circa 600 persone, dedite anche alla produzione della seta. Secondo la tradizione riportata da Costantino Romeo, il territorio affonda le radici in un antico insediamento chiamato Tignano, da cui deriverebbe il nome “tignanisi”. Punto di partenza: i ruderi e il Vallone Casalnuovo L’escursione inizia tra i ruderi dell’antico paese. Davanti a noi si apre la frana di Punt.ne Casazri e il Vallone Casalnuovo, all’interno del quale scorrono le acque del torrente omonimo. Il territorio si articola in una rete complessa di impluvi e incisioni secondarie, tipiche di un ambiente modellato da piogge intense e dinamiche idrogeologiche attive. Vallone Maro Francesco e i corsi d’acqua effimeri Alla nostra destra si apre il vallone Maro Francesco, una profonda incisione valliva attraversata da un corso d’acqua che prende vigore nei periodi di piogge intense. Non è raro, in Aspromonte, incontrare toponimi che evocano vicende di vite tragicamente interrotte, quasi a sottolineare il legame profondo tra comunità e ambiente. skip render: ucaddon_post_list Moka: l’incontro con i cani pastore Poco prima del nostro avvio, dal nulla, ci fanno visita due cani pastore. Uno di loro, una graziosa cagnolina, quasi avesse già deciso di accompagnarci, si accoda al gruppo e inizia a seguirci lungo il sentiero, con l’andatura tranquilla di chi conosce già la strada. La batteziamo “Moka“, per quella macchia scura color caffè che le incornicia l’occhio sinistro e le dona uno sguardo dolce e curioso. A controllare ogni movimento, però, c’è anche Lilli, la nostra cagnolina. Diffidente e territoriale, segue con attenzione la nuova arrivata, sorvegliando le distanze e fissando con simpatica gelosia il confine entro cui è disposta a tollerare le attenzioni di Moka verso il gruppo. Le Prache di Casalnuovo Con l’aiuto di un drone individuiamo dall’alto un passaggio tra la vegetazione più fitta, unico varco possibile per proseguire. Lasciata la strada sterrata,  intercettiamo una traccia secondaria immersa nella macchia aspromontana. La discesa verso il torrente richiede attenzione. Il terreno, friabile e a tratti esposto, obbliga a muoversi con cautela tra rocce, arbusti e vecchi segni di passaggio. Dopo un breve avvicinamento raggiungiamo finalmente le acque del Maro Francesco, nel cuore di uno dei luoghi più sorprendenti e meno conosciuti dell’Aspromonte. Un ambiente selvaggio scolpito dall’acqua Questo tratto, noto come Prache di Casalnuovo, segnalato anche nel catasto forre della Calabria dagli appassionati di canyoning, conserva un carattere selvaggio e autentico. Placche levigate, gole scolpite dall’acqua e una sequenza di salti che raggiungono i quindici metri modellano un ambiente luminoso e dinamico, osservabile da diversi punti lungo il canyon. All’interno l’acqua scorre con un fragore continuo, riflettendo una sensazione inattesa di calore. Sul crinale di Monte Linsito Proseguiamo il nostro cammino seguendo una sottile traccia lasciata dagli animali, risalendo lentamente il versante opposto della valle. Il sentiero, appena accennato tra erba e pietre, ci guida fino al crinale del Monte Linsito.Raggiungiamo così un piccolo pianoro in località Previtera. Qui veniamo sorpresi dalla presenza di una numerosa famiglia di maiali neri, immobili a osservare con diffidenza il nostro passaggio. Il pianoro di

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