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Sentiero dell'Inglese

Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco

Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco Trekking, storia e spiritualità nel cuore della Calabria greca Share Contenuto 1. Pietrapennata: dove il tempo si è fermato2. I martisi3. Tra le case e il silenzio del borgo4. Verso Staiti: dove la montagna incontra il mare5. Staiti: Un luogo fuori dal tempo6. Il Museo dei Santi Italo-Greci7. Le porte parlanti di Staiti8. Sul Sentiero dell’Inglese9. Tra pinete e memorie bizantine10. La Rocca di Sant’Ippolito11. Edward Lear: un viaggio nel tempo12. L’anima dei cammini dell’Aspromonte13. Scopri altri itinerari in Aspromonte14. Fonti e approfondimenti15. FAQ – Domande frequenti Scheda tecnica 🥾 Durata percorso: 5–6 ore (anello Pietrapennata–Staiti–Alica–Pietrapennata)📏 Lunghezza: circa 15 km⛰️ Dislivello: +650 m⏱️ Difficoltà: media💧 Acqua: portare almeno 2 litri a persona (assenza di fonti lungo il percorso)☀️ Periodo consigliato: primavera e autunno, per clima mite e giornate limpide📸 Attrezzatura: scarponi da trekking, bastoncini, cappello, GPS o app cartografica offline⚠️ Sicurezza: segnaletica presente ma in alcuni tratti sbiadita; meglio procedere in gruppo o con guida locale. Pietrapennata: dove il tempo si è fermato Proseguendo il nostro viaggio tra i sentieri selvaggi e silenziosi dell’Aspromonte, arriviamo a Pietrapennata, un pittoresco borgo calabrese immerso nel cuore della provincia di Reggio Calabria, a pochi chilometri da Palizzi. Silenzioso e discreto, perfetto per chi cerca pace e autenticità lontano dai circuiti turistici più affollati. Adagiato a 670 metri di altitudine, ai piedi del Monte Punta di Gallo, custodisce un fascino rurale e paesaggistico unico.  I martisi Secondo la tradizione orale, questo suggestivo borgo calabrese sarebbe stato fondato dai Cavalieri di Malta, un dettaglio che ancora oggi caratterizza la sua identità storica e culturale. Non a caso, gli abitanti di Pietrapennata sono tuttora conosciuti come i “martisi”. Lago Costantino: la mia prima grande avventura Leggi di più No posts found Da Bova alla Fiumara Amendolea: Viaggio tra antichi sentieri Leggi di più No posts found Tra le case e il silenzio del borgo Prima di intraprendere il nostro cammino, ci immergiamo tra le viuzze di Pietrapennata. Nonostante oggi conti pochissimi abitanti, Pietrapennata emana un’energia autentica e magnetica. Il silenzio del borgo, regala una sensazione di isolamento rigenerante, ideale per chi ama il trekking e l’escursionismo. Da qui partono sentieri panoramici, tra cui quello che conduce al suggestivo Monastero dell’Alica (o “della Lica”). Verso Staiti: dove la montagna incontra il mare Lasciato alle spalle il borgo, imbocchiamo la panoramica SP165, un cammino che si snoda tra curve sospese sulla valle. È un tragitto breve, ma intenso: pochi chilometri bastano perché il paesaggio cominci a mutare. Abbandoniamo l’asfalto imboccando una pista secondaria che rivela da subito tutta la sua essenza mediterranea. Da un lato le pendici dei rilievi pre-aspromontani cedono il posto a terrazzamenti profumati di erbe selvatiche; dall’altro, l’immenso blu del Mar Ionio si apre all’orizzonte e sembra non avere confini. In lontananza, aggrappato al fianco della Rocca Giambatore, appare Staiti, prossimo capitolo del nostro viaggio. Staiti: Un luogo fuori dal tempo Staiti si presenta come un piccolo gioiello medievale. Con le sue radici bizantine e il lascito dei monaci basiliani, è uno dei borghi più autentici dell’Aspromonte greco. Esploriamo il suo lato più intimo, fatto di silenzi, panorami e ospitalità sincera. Fuori dalle rotte del turismo di massa, rappresenta la Calabria autentica, quella che seduce chi la scopre e che invita a restare. I belvedere offrono viste mozzafiato sulla fiumara di Bruzzano e il silenzio del borgo diventa quasi un rito d’ascolto.  Il Museo dei Santi Italo-Greci Tra le gemme di Staiti spicca il Museo dei Santi Italo-Greci, dedicato alla memoria dei monaci che vissero questi luoghi come eremi di preghiera e meditazione. Il museo si inserisce in un più ampio progetto di recupero delle tradizioni greco-ortodosse e si affianca al Sentiero delle Chiese Bizantine, un itinerario a cielo aperto decorato da bassorilievi che narrano episodi e simboli della spiritualità calabrese. Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno Leggi di più No posts found Le porte parlanti di Staiti Ma Staiti non è solo passato. Camminando tra le vie del centro, ci si imbatte nelle porte Staitesi, un originale progetto di arte urbana che trasforma semplici ingressi in spazi di riflessione. Un lavoro svolto dal Servizio Civile 2018, con la collaborazione del Presidente della Pro-loco di Staiti. Superfici vissute su cui parole e colori diventano messaggi sociali, parte di un itinerario urbano che unisce arte e viaggio. Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Leggi di più No posts found Sul Sentiero dell’Inglese Dal centro di Staiti, seguiamo la segnaletica bianco-rossa che indica il Sentiero dell’Inglese, uno dei percorsi escursionistici più noti del Sud Italia. Procediamo lungo una via panoramica che inizia a salire di quota fino a diventare in breve sterrata. Mentre il silenzio del paesaggio ci avvolge, una piccola Panda 4×4 compare all’improvviso. È la gente del posto, ci salutano con un sorriso e ci regalano un prezioso consiglio per il ritorno: ‘Seguite sempre il mare’ Un invito che racchiude l’essenza di questi luoghi: autentici, selvaggi e spirituali, dove l’orientamento non è solo geografico ma anche interiore. Tra pinete e memorie bizantine Proseguiamo lungo il sentiero, lasciamo la strada sterrata principale nei pressi di una giovane pineta per addentrarci in una pista secondaria immersa nella macchia mediterranea, tra felci, ginestre e profumi di terra umida.Poco più avanti, tra antichi terrazzamenti e muretti a secco, appaiono i ruderi dell’antico monastero della Madonna dell’Alica (o della Lica), di cui restano ancora visibili le mura e il campanile. Secondo gli storici, l’edificio risalirebbe al XII secolo e sarebbe appartenuto a un complesso monastico di origine bizantina. La Rocca di Sant’Ippolito Lasciata alle spalle la chiesa, il sentiero risale dolcemente la collina, regalandoci scorci su Bova e sulle maestose cime aspromontane. In questo paesaggio incontaminato, a dominare la scena naturale, si staglia la Rocca di Sant’Ippolito, un imponente pinnacolo roccioso alto circa venticinque metri. Oggi questa rocca è meta ambita dagli amanti dell’arrampicata sportiva, che dall’alto trovano una ricompensa straordinaria: una vista panoramica mozzafiato che abbraccia boschi fitti, vallate profonde e, in lontananza, l’azzurro del mare. Edward

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Monte La Croce

Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse

Alla scoperta di Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Scopri panorami mozzafiato, antichi sentieri e misteri geologici: un’emozionante avventura ti aspetta a due passi da Reggio Calabria! L’itinerario prende vita tra i suggestivi Comuni di Motta San Giovanni e Montebello Ionico, a pochi chilometri dalla Città di Reggio Calabria. Qui, scenari di straordinaria bellezza rivelano l’atmosfera unica di una terra che si racconta attraverso i luoghi, dove il tempo rallenta e il paesaggio diventa un rifugio di silenzi e di pace. Da Santolario a Monte La Croce Il nostro viaggio inizia dalla località di Santolario (nella frazione di Lazzaro, Comune di Motta San Giovanni). Un percorso scosceso si fa strada lungo una dorsale che segna l’inizio di un’avventura inattesa.Lasciamo alle nostre spalle la fresca brezza marina e la straordinaria bellezza della costa reggina mentre con entusiasmo ci avviciniamo alla sommità di Monte La Croce. Giunti in vetta il panorama permette di cogliere con maggiore intensità ogni dettaglio e sfumatura del paesaggio naturale circostante. Un susseguirsi di cime sempre più prominenti vengono improvvisamente collegate da un itinerario immaginario che nella nostra mente prende forma e concretezza, tracciando un’avventura che cresce in altezza ed intensità. E mentre il sole inizia a scaldarci, le montagne sembrano trasformarsi diventando non solo un obiettivo, ma compagne di viaggio di un cammino sempre più avvincente ed emozionante. È la bellezza di un passaggio che cresce dentro di noi, di una natura che non si limita a essere sfondo, ma diventa parte del nostro stesso percorso. Fossili marini e rocce monumentali Proseguiamo, dunque, la nostra esplorazione percorrendo uno sterrato che ci conduce a valle. Durante il cammino la nostra attenzione viene attratta dalla presenza di fossili marini e piccole cavità ricavate nella roccia, ripari naturali per la fauna che abita queste terre. Giunti in località Fale monumentali blocchi di roccia variamente sovrapposti giacciono immobili evocando lontane analogie con le più celebri e imponenti pietre di Stonehenge. [the_ad id=”20193″] Falde della Madonna. Una sottile magia alimenta la nostra sfida Davanti a noi il massiccio di Falde della Madonna si staglia imponente, un colosso di pietra silenzioso che cattura lo sguardo e accende l’immaginazione. La sua presenza è magnetica, quasi ancestrale, e ci invita a un dialogo intimo con l’ambiente che ci ospita.Salirvi richiederebbe più tempo di quanto ne abbiamo a disposizione, ma la mente inizia a disegnare i contorni della prossima avventura fatta di sogni, di strategie e di quella sottile magia che alimenta ogni nostra sfida. Un viaggio così non si misura in chilometri, ma in emozioni Un nuovo giorno si profila all’orizzonte e con esso, la voglia inesauribile di scoprire. Qui, tra rocce e leggende, la storia si intreccia con quella del paesaggio, in una narrazione senza fine in cui la meraviglia è protagonista assoluta.Durante l’avvicinamento, lo scenario muta in un quadro vivo e pulsante. Le suggestive Rocche di Stinò, di Molaro, di Prastarà e, in lontananza, l’intrigante profilo di Pentedattilo si mostrano in tutta la loro maestosità. Luoghi di leggende e resilienza caratterizzati da imponenti conformazioni rocciose di incredibile suggestione e fascino. Un viaggio così non si misura in chilometri, ma in emozioni. Terrazzamenti, simboli di resilienza e ingegnosità In questo angolo di mondo, la natura appare arida, quasi ostile, con una bellezza cruda e selvaggia che disegna ogni promontorio. Il percorso si snoda tra ripidi “gadduni” (valloni) ed un’intricata vegetazione di “buccisse”. Un intreccio visivo segnato dalle cicatrici di incendi che hanno alterato, a volte irrimediabilmente, il paesaggio e la sua antica vocazione agricola e pastorale. Sui versanti scoscesi sorgono ancora oggi i resti di antichi terrazzamenti, mosaici agricoli che narrano una memoria collettiva di ingegno e resistenza. Posti lungo le dorsali più accidentate e apparentemente impraticabili, questi manufatti trasformavano l’impossibile in opportunità, frenando il lavaggio, contrastando le frane e preservando il fragile equilibrio ambientale. Queste opere non sono solo un retaggio del passato, ma simboli di resilienza e ingegnosità, che continuano a raccontare la storia di una comunità legata alla sua terra. Un misterioso monolite testimone di una storia geologica antichissima La nostra esplorazione prosegue conducendoci tra queste alture dove, ad ogni passo, il panorama si apre ad una visione mozzafiato.Dalla vetta, il nostro sguardo si volge al Monte La Croce, punto di partenza del nostro viaggio, alla nostra destra il comune di Motta San Giovanni domina con eleganza e rigore l’intera valle, mentre, all’interno di una vertiginosa veduta, un rivolo d’acqua percorre lentamente il letto della Fiumara di Lazzaro.Ed è proprio da questa posizione che scorgiamo in lontananza, un monolite dalla forma peculiare, immobile testimone di una storia geologica antichissima.Spinti dalla forza irresistibile di un nuovo obiettivo, decidiamo di rimandare ad altra data la scoperta di quel luogo. Inizia la vera sfida: Tra affacci vertiginosi e paesaggi selvaggi Non potendo lasciare che la nostra indagine restasse incompiuta, ripartiamo dopo qualche tempo, determinati a svelare il mistero del monolite. Il nostro cammino ci conduce su una lingua di terra che domina la località di Cacalupo offrendo un’ottima prospettiva per comprendere le forme dei rilievi circostanti e orientare i nostri passi.Proseguiamo su uno sterrato che ci guida sul promontorio di Contrada Malasca. La vegetazione cambia sfumatura e il paesaggio si fa ancora più selvaggio, mentre scendiamo verso la località Farmacina. È qui che inizia la vera sfida: una discesa lungo un crinale fragile e scosceso, dove il terreno accidentato si fonde con una vista vertiginosa. Le prache: profonda connessione tra l’uomo e la sua terra Ma non è solo la natura a raccontare storie! Camminando, ci imbattiamo in affascinanti costruzioni rurali, testimonianze silenziose della storia del luogo. Le pietre di queste strutture, chiamate “prache”, sono disposte con un’abilità semplice e spontanea. Poste in opera senza leganti e connessioni, svelano la tecnica e l’ingegno dell’architettura popolare. Rocce di modeste dimensioni, spesso estratte dal luogo stesso della costruzione, venivano abilmente assemblate per la realizzazione di antichi abituri e ricoveri di animali. Il risultato è un’armonia di linee essenziali che dialogano perfettamente con il paesaggio, fondendo funzione e bellezza, economia e semplicità. Ogni struttura sembra respirare con il territorio

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Avventure sul Monte Pollino. Scrigno di biodiversità, dove la natura regna sovrana e il paesaggio è un'opera d'arte vivente.

Monte Pollino

Monte Pollino Dal leggendario Patriarca al Nevaio più a sud d’Europa. Preparati a vivere un’avventura magica e indimenticabile sul Monte Pollino! Il Parco Nazionale del Pollino: Cuore selvaggio dell’Italia meridionale Questa nuova avventura si sviluppa nel Parco Nazionale del Pollino, cuore selvaggio dell’Italia meridionale. Un tesoro naturalistico che abbraccia due splendide regioni: la Calabria e la Basilicata. Scrigno di biodiversità, dove la natura regna sovrana e il paesaggio è un’opera d’arte vivente. Qui, tra le vette più imponenti del Sud, potrete immergervi in una natura incontaminata, circondati da panorami mozzafiato e paesaggi che tolgono il respiro. Preparatevi a vivere un’esperienza magica e indimenticabile! [the_ad id=”21416″] La ‘Catasta’, hub turistico e culturale del Parco Se state pianificando una vacanza nel Parco Nazionale del Pollino, non perdete l’occasione di fare tappa alla ‘Catasta‘. Immersa nel suggestivo piano di Campotenese, si presenta con struttura in legno di notevoli dimensioni che sorprende per l’originalità della sua forma. Prima opera del parco ispirata alla vita di montagna, hub turistico e culturale, centro polivalente animato da numerose iniziative che celebrano la bellezza di questo luogo. Qui troverete un’accoglienza sincera e calorosa. Dopo un caffè rigenerante e una degustazione di deliziose frolle artigianali, è tempo di salutare il personale e continuare il nostro viaggio. Da Colle Impiso al Piano di Gaudolino La nostra avventura parte da Colle Impiso a 1573 metri d’altitudine. Da lì, ci immergiamo in un sentiero che procede su un falsopiano che costeggia il valloncello di Vigianello e il rassicurante mormorio del torrente Frida. Giunti alla sorgente di Spezzavummula risaliamo il dolce declivio che progressivamente ci guida fino al suggestivo Piano di Gaudolino (1684 mt). Un chilometraggio sorprendentemente ridotto per i nostri standard sportivi reso tuttavia faticoso dal pesante equipaggiamento che le nostre spalle devono sostenere. [the_ad id=”20193″] Il bivacco immerso nei boschi di Gaudolino L’ampia e rigogliosa valle del Gaudolino, posta alle pendici dell’imponente cima innevata del Pollino, ci accoglie con un’esplosione di colori cancellando magicamente la fatica del tragitto. Con spirito di avventura, prepariamo il nostro campo base all’interno di in un bivacco immerso tra i boschi sul versante occidentale del Pollino condividendo l’euforia di questa straordinaria esperienza. Alla scoperta del leggendario Patriarca Dopo una fredda e ventosa notte di trepidante attesa, il sole finalmente ci sorride e ci accompagna in una giornata primaverile carica di aspettative. Ci prepariamo quindi per un’avventura straordinaria alla scoperta del leggendario Patriarca, un maestoso Pino Loricato millenario, simbolo di forza e resilienza. Un monumentale albero di circa 1000 anni, un fossile vivente, ricadente nel Comune di Morano Calabro in località Pollinello a circa 1900 m. s.l.m. La struttura di questo colossale albero presenta una circonferenza alla base di 6.2 m ed un’altezza di circa 16 mt rendendo onore all’appellativo che gli viene attribuito. Avventure sul Pollino: Strepitosi affacci e doline custodite tra le pieghe dei monti Proseguiamo la nostra salita godendo di uno strepitoso affaccio sul Dolce Dorme, la cima più elevata del massiccio del Pollino. Una lingua di terra ci ospita per una breve sosta, offre un suggestivo panorama sull’intera valle e si perde all’orizzonte a cavallo tra la Calabria e la Basilicata. Alle nostre spalle un impegnativo declivio ci separa dal nostro obiettivo: la vetta del Monte Pollino. Non ci arrendiamo, ogni passo ci avvicina alla meta, nonostante il peso del viaggio e dell’attrezzatura. Dalla sommità del Pollino, che si eleva in una posizione centrale rispetto alle altre, si palesano le doline (depressioni del terreno di forma circolare o ovale) testimoni della straordinaria diversità di questo territorio, ricco di storia e di segreti custoditi tra le pieghe dei suoi monti. [the_ad id=”20193″] Il nevaio del Pollino: cuore gelido del Parco Tra queste suggestive e inusuali formazioni il Nevaio del Pollino, uno dei nevai posti più a sud d’Europa, all’interno del quale la neve persiste talvolta anche nei mesi estivi senza sciogliersi completamente. Aggiriamo la cavità scrutandone con curiosità e interesse il suo cuore gelido. Un’estesa coperta di neve copre l’intera dorsale occidentale, candida e suggestiva come l’ambiente che la preserva. Le sue distese ghiacciate sono il rifugio di creature alpine rare e piante preziose, mentre un silenzio mistico e contemplativo avvolge ogni piccolo movimento. Pini Loricati: Giganti silenziosi, tenaci e selvaggi Il nostro rientro è un’avventura intrapresa lungo una ripida discesa, dove lo sguardo si perde in affacci vertiginosi sulle rocce dolomitiche. In questa maestosa cornice emergono silenziosi, solitari e scultorei Pini Loricati. Simboli di tenacia e bellezza selvaggia, endemici della Calabria e della Basilicata, crescono tra le rocce e possono vivere centinaia di anni.Il loro nome, “loricato”, richiama alla mente l’idea di una corazza, una protezione robusta che riveste il tronco, testimoniando la resistenza di questi giganti di fronte alle avversità del tempo. Ogni passo lungo questo sentiero è un incontro con la sontuosità della natura che risveglia la meraviglia e la reverenza per la sua inossidabile resilienza. Cielo stellato: Ultima notte Arrivati al campo base, la tenue luce primaverile cede rapidamente il passo ad un manto di stelle, uno spettacolo che raramente si può godere tra le luci artificiali della città. Il Borgo di Civita: Antica perla arbëresh incastonata nel cuore del Parco del Pollino Al sorgere del nuovo giorno siamo pronti per il nostro ritorno. Ogni passo è carico di ricordi, ogni respiro ci riporta alla bellezza e alla sfida di questa esperienza indimenticabile.Immersi nella magia del luogo, optiamo per una sosta in auto nel pittoresco Borgo di Civita, antica perla arbëresh incastonata nel cuore del Parco del Pollino. Tra le strette viuzze di questo villaggio, il tempo sembra sospeso, un’esperienza unica che ci trasporta in un’atmosfera di autenticità e fascino senza tempo. [the_ad id=”20193″] La Timpa del Demanio e il torrente Raganello Incastonata come gemma preziosa su una dolce altura di fronte al maestoso monte Timpa del Demanio, danza sull’orlo del precipizio a guardia delle meraviglie del Pollino. A separare i due rilievi una stretta fenditura, nella quale scorre placido il torrente Raganello. Dalle sue terrazze, l’occhio si perde nell’abbraccio verde delle valli circostanti, mentre nell’aria si diffonde un profumo inebriante di erbe e fiori selvatici.

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Cascate Teresa e Paola | Esperienze Attive

Cascate Teresa e Paola

Cascate Teresa e Paola Viaggio nel cuore incontaminato del torrente Calivi. Un’immersione totale nella natura selvaggia tra gole profonde, acqua e rocce In questa nuova esplorazione ci avventureremo all’interno del torrente Calivi, con l’obiettivo di raggiungere e documentare le suggestive Cascate Teresa e Paola. Un percorso che promette non solo bellezza paesaggistica, ma anche un contatto diretto con una natura viva e autentica di questi luoghi. Cuore selvaggio dell’Aspromonte Ci troviamo nel cuore dell’Aspromonte settentrionale, nel territorio di Santa Cristina d’Aspromonte, distante circa 70 chilometri dal capoluogo Reggio Calabria. Qui, a 513 metri sul livello del mare, la montagna si mostra nella sua veste più intima e misteriosa, fatta di silenzi e atmosfere sospese. In questo contesto, la natura conserva il suo stato primordiale, il tempo scorre lento, quasi sospeso. Tutto appare immutato, lasciando intatto il fragile equilibrio che lega profondamente l’uomo al suo ambiente naturale. Teresa e Paola, l’enigma dei toponimi Il primo aspetto che colpisce è proprio il toponimo attribuito a questi due salti: Teresa e Paola. Nonostante l’apparente leggerezza suggerita dai nomi, l’approccio alle cascate richiede un impegno notevole e molta prudenza, specialmente durante la fase di ritorno. Alla ricerca di risposte Spinti dalla curiosità di approfondire l’origine dei nomi associati a queste cascate, decidiamo di effettuare una breve sosta nel vicino Comune di Santa Cristina d’Aspromonte. Nel tentativo di trovare risposte, ci rivolgiamo ad alcuni residenti del luogo raccogliendo testimonianze dirette e frammenti di ricordi tramandati nel tempo. Dai racconti emerge che tale denominazione sarebbe stata assegnata da una guida escursionistica proveniente dal vicino Comune di Careri. Resta tuttavia avvolto nel mistero il motivo per cui queste meraviglie naturali siano state battezzate proprio con due nomi femminili: Teresa e Paola. La storia o la leggenda che potrebbe collegare i due nomi alle cascate rimane, per ora, irrisolta. La voce del paese: gli ‘Schiccioli du pellegrinu’ Proseguendo nelle nostre ricerche, emergono nuovi dettagli che arricchiscono ulteriormente le nostre indagini. Scopriamo, infatti, che gli abitanti del posto, per tradizione e con un pizzico di poesia, chiamano queste cascate più verosibilmente con l’appellativo dialettale di “Schiccioli du pellegrinu”. Un nome evocativo, che nel nostro immaginario richiama antichi percorsi, di cammini solitari e storie dimenticate che si perdono nel tempo.  Un sorprendente parco acquatico naturale Parzialmente soddisfatti dalle risposte raccolte, lasciamo alle spalle l’abitato per raggiungere in auto il punto di partenza della nostra avventura. Bastano pochi minuti di strada per ritrovarci di fronte all’ingresso di un autentico parco acquatico naturale. In questo labirinto di gurne e cascatelle, il cammino si trasforma in un’intensa immersione contemplativa, lasciandoci con la sensazione di toccare, almeno per un istante, la parte più intima e segreta di questo luogo. Il fascino della cascata Teresa e il suo laghetto primordiale Dopo un’entusiasmante camminata di circa tre ore, giungiamo alla prima cascata, conosciuta anche come ‘U schicciu i Teresa’. Davanti ai nostri occhi, l’acqua compie un salto di circa 20 metri per riversarsi in un ampio e profondo laghetto creando uno scenario suggestivo, quasi primordiale. È il momento perfetto per concedersi un bagno rigenerante. La temperatura piacevole dell’acqua, unita alla calda giornata estiva, rende questa pausa non solo meritata, ma anche necessaria per riprendere fiato e godere appieno della magia del luogo. L’ascesa al secondo salto Ricaricate le energie, ripartiamo decisi a raggiungere la seconda cascata. Con mani e piedi ci arrampichiamo sul versante idrografico sinistro del torrente, aiutandoci con radici, rocce e piccole sporgenze naturali. Giunti in cima, un sentiero stretto ci guida rapidamente, attraverso una fitta lecceta, sul greto del torrente a monte della cascata ‘Teresa’, aprendoci la via verso un nuovo spettacolo d’acqua e roccia. La sosta rigenerante alla cascata Paola Proseguiamo il cammino per altri trenta minuti, tra massi levigati e giochi di luce che filtrano tra gli alberi. Ed ecco che, come un segreto ben custodito, appare la cascata Paola. Anche qui la natura ha plasmato un ampio e profondo laghetto, una vera oasi che invita a tuffarci di nuovo. Un bagno rinfrescante scioglie la tensione dell’ascesa e regala un’ultima pausa prima di intraprendere la via del ritorno. Un’esperienza indimenticabile di natura e divertimento In conclusione, l’esplorazione delle cascate Teresa e Paola si rivela un’avventura intensa e gratificante, immersa nella selvaggia bellezza del torrente Calivi. Laghetti trasparenti, salti d’acqua spettacolari e percorsi che richiedono un impegno fisico notevole danno vita ad un’esperienza unica. Una giornata trascorsa tra fatica, risate e meraviglia, che lascia un ricordo indelebile e un forte senso di connessione con la natura più autentica. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata.  Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Serro Castellace e la Rotta degli abissi No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino

Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Iniziamo il nostro viaggio nell’agro sud reggino percorrendo antiche mulattiere modellate dagli zoccoli di cavalli che ci hanno preceduto. Un percorso che si snoda nella storia e nella natura, ricco di emozioni e di inaspettate scoperte. Borgo Cerasara: Un borgo incantato Giungiamo su un piccolo colle, un gioiello nascosto situato tra le frazioni di Croce Valanidi e Bovetto. Questa sella di roccia arenaria custodisce al proprio interno fossili di organismi marini e fluviali, una storia vecchia milioni di anni. Proseguendo a valle incontriamo il pittoresco borgo abbandonato di Cerasara. Un piccolo tesoro adagiato sul pianoro antistante al torrente Pernasiti. Ci addentriamo in un paesaggio che sembra sospeso fuori dal tempo, accompagnati dal silenzio della valle, che ci guida verso un mondo inaspettato. In questo angolo nascosto, il tempo sembra essersi magicamente fermato e ogni dettaglio racconta storie di un passato remoto e affascinante. Il misterioso tunnel di arenaria Durante la nostra esplorazione, nascosto dalla vegetazione, scopriamo un piccolo tunnel misterioso scavato nell’arenaria. Un passaggio enigmatico che collega il paese al vallone adiacente. Esplorazione tra le antiche abitazioni del villaggioProseguiamo il nostro viaggio esplorando le abitazioni circostanti, testimoni silenziose del lento incedere del tempo. Queste strutture resistono stoicamente all’abbandono conservando al loro interno un vero e proprio museo di civiltà contadina. Queste abitazioni, spesso realizzate con materiali locali come pietra e mattoni, mostrano una forte connessione con la storia e la cultura del posto. Questi dettagli non sono solo elementi architettonici, ma vere e proprie finestre sul ricco patrimonio culturale e storico del luogo. Il frantoio nascosto: Una testimonianza del passato Nascosto tra le rovine scopriamo un antico frantoio, un vero e proprio simbolo del passato. Questa antica struttura, sepolta tra le rovine e circondata da mistero, è una testimonianza tangibile della vita e del lavoro di un tempo. Con la sua macina in pietra e l’atmosfera carica di storie, ci offre uno sguardo intimo e suggestivo sulla storia e la cultura del luogo. Incontri inaspettati Mentre stiamo per concludere il nostro viaggio, un inaspettato richiamo dalla cima del versante opposto ci sorprende. Amici escursionisti, attirati dalla nostra presenza nella valle (e dal vivace zampettio dell’immancabile Lilli), ci raggiungono per unirsi a noi. Ecco come trasformiamo ogni escursione in un’esperienza unica e speciale! Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Mocissà e la Valle delle Mummie Mocissà e la Valle delle Mummie Esplora Monte Mocissà e… Continua a leggere… I calanchi di San Lorenzo I calanchi di San Lorenzo Un viaggio straordinario e avventuroso… Continua a leggere… Load More

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