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Rocca di Varva: natura, geologia e benessere

Rocca di Varva: tra natura, geologia e benessere Un cammino esperienziale tra uliveti, silenzi e rocce antiche nel cuore del basso Ionio reggino Share Contenuto 1. Un viaggio tra natura e geologia nel basso ionio reggino2. Un percorso ad anello tra ulivi, vigneti e panorami mozzafiato3. Un cammino silenzioso e terapeutico4. Rocca di Varva: il monolite del tempo5. Le rocce conglomeratiche del basso ionio reggino6. Verso la Fiumara lungo il Sentiero dell’Inglese7. Sosta nel Borgo Grotta: accoglienza e autenticità8. Il ritorno tra silenzi sospesi9. Scopri altri itinerari nelle vicinanze10. Fonti e approfondimenti11. FAQ – Domande frequenti Scheda tecnica 🥾 Durata percorso: 5–6 ore (anello San Pantaleone–Grotta–Condofuri)📏 Lunghezza: circa 10 km⛰️ Dislivello: +450 m⏱️ Difficoltà: media💧 Acqua: portare almeno 2 litri a persona (assenza di fonti lungo il percorso)☀️ Periodo consigliato: primavera e autunno, per clima mite e giornate limpide📸 Attrezzatura: scarponi da trekking, bastoncini, cappello, GPS o app cartografica offline⚠️ Sicurezza: segnaletica presente, tuttavia meglio procedere in gruppo o con guida locale. Un viaggio tra natura e geologia nel basso ionio reggino C’è un luogo, nel cuore del basso ionio reggino, dove la natura racconta la storia della Terra. Tra uliveti secolari, vigne profumate e macchia mediterranea, il paesaggio diventa un intreccio di geologia, memoria e leggenda. Un percorso ad anello tra ulivi, vigneti e panorami mozzafiato Poco distante dal borgo di San Pantaleone, una piccola frazione del Comune di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria, parte un sentiero che conduce alla suggestiva Rocca di Varva. Il percorso segue una tranquilla via interpoderale, che conserva in alcuni tratti il fascino autentico della campagna rurale. Un cammino silenzioso e terapeutico Oltrepassata una piccola strada che costeggia il cimitero del borgo, il sentiero si fa più intimo e ci guida alle pendici del Monte Urda. Il silenzio del luogo invita alla lentezza, alla meditazione, a un cammino che diventa quasi “terapia”. Camminare lentamente, senza fretta, diventa un gesto consapevole, un modo naturale per ridurre lo stress e rigenerare corpo e mente. Il silenzio in cammino Camminare lentamente, in silenzio e facendo attenzione a non far rumore, permette di calmare la mente durante lo spostamento del corpo, secondo un processo che ti consente di arrivare a destinazione con la mente più lucida rispetto a quando hai iniziato. In più scoprirai le percezioni ampliarsi Rocca di Varva: il monolite del tempo Man mano che si procede, all’orizzonte appare una grande roccia isolata: la Rocca di Varva, un monolite naturale che si eleva come un antico guardiano tra i campi. Osservata da diverse angolazioni, la roccia muta colore con la luce: dorata all’alba, rossastra al tramonto, come se volesse raccontare il passare del tempo attraverso le sfumature della terra.È un luogo ideale per chi ama la fotografia naturalistica, il geoturismo e le esperienze di trekking a contatto con l’autenticità dei paesaggi calabresi. Serro Castellace e la Rotta degli abissi Leggi di più No posts found Le rocce calcarenitiche del basso ionio reggino Le rocce che compongono la Rocca di Varva sono formate da antichi processi di sedimentazione, testimonianze preziose della storia geologica di questa parte della Calabria. Queste formazioni calcarenitiche raccontano il passato di un territorio che ha saputo conservare la propria identità naturale e selvaggia. Un patrimonio unico che contribuisce a rendere il paesaggio del basso ionio reggino uno dei più affascinanti e suggestivi del Sud Italia. Verso la Fiumara lungo il Sentiero dell’Inglese Proseguendo il cammino, orientando lo sguardo verso l’alveo del Torrente Pisciato (o Zoparia), il sentiero si fa più selvaggio. Intercettiamo un tratto del celebre Sentiero dell’Inglese, percorso storico-naturalistico che attraversa la Bovesia. Da qui, la vista si apre come un anfiteatro naturale sulla Fiumara di Condofuri che più in basso confluisce nella Fiumara dell’Amendolea. Ogni passo è un’immersione nel silenzio, nella memoria e nella bellezza autentica della Calabria greca. Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Leggi di più No posts found Sosta nel Borgo Grotta: accoglienza e autenticità Il percorso ci conduce poi verso Grotta, una piccola località collinare del comune di Condofuri. Questo borgo rurale, nel cuore dell’Area Grecanica, ci accoglie con la sua genuina semplicità e ogni incontro diventa racconto. Le case in pietra, i profumi della campagna, il calore spontaneo della sua gente, ci invitano, silenziosamente, a restare ancora un po’. Dopo una breve sosta, tra chiacchiere e sorrisi, riprendiamo il cammino procedendo verso l’alveo ciottoloso della Fiumara di Condofuri. Il ritorno tra silenzi sospesi Il sentiero del ritorno attraversa le località Calammati e Canna. Dall’alto gustiamo panorami che si aprono su San Lorenzo, Monte Scafi, Condofuri con la sua fiumara e il borgo antico di Bova. Si cammina lentamente, quasi a voler prolungare la magia del viaggio, mentre il profumo della campagna guida gli ultimi passi verso il punto di partenza. Chi visita questi territori porta con sé un frammento di silenzio, di bellezza e di verità. La Rocca di Varva resta lì, maestosa e immobile, a ricordarci che ogni viaggio in questi luoghi continua dentro di noi, nel ricordo di una terra che parla all’anima e custodisce il mistero del tempo. Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Leggi di più No posts found Scopri altri itinerari nelle vicinanze Se questo cammino ti ha ispirato, continua a leggere qui: Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! I canyon di Motta San Giovanni: Tesori naturali a bassa quota Pellaro e il Vallone Palombaro I canyon di Motta San Giovanni: Tesori naturali a bassa quota Mocissà e la Valle delle Mummie Da Monte Sprea alle Rocche di Prastarà Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Dalla Fiumara Amendolea a Gallicianò Da Bova a Roghudi Vecchio Da Bova alla Fiumara Amendolea: Viaggio tra antichi sentieri I calanchi di San Lorenzo Fonti e approfondimenti San Lorenzo: uno degli ultimi borghi ad abbandonare la lingua greca Sentiero dell’Inglese Edward Lear: diario di un viaggio a piedi (L’altro Aspromonte) Edward Lear e la Calabria del XIX secolo A San Lorenzo si punta sul turismo esperienziale Erbe

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Calanchi di San Lorenzo e Gole della Poiana.

I calanchi di San Lorenzo

I calanchi di San Lorenzo Un viaggio straordinario e avventuroso alla scoperta di monumentali formazioni geologiche naturali  I Calanchi di San Lorenzo: Museo a cielo aperto Incastonati tra i comuni di Melito Porto Salvo e San Lorenzo, a soli 40 km da Reggio Calabria, i Calanchi di San Lorenzo rappresentano uno dei paesaggi più suggestivi del basso ionio reggino. Questo museo a cielo aperto è formato da imponenti creste e canyon in argilla, modellati nel tempo dall’azione combinata di acqua, vento ed erosione. Visitare i calanchi significa entrare in contatto diretto con la geologia del territorio, immergendosi in un ambiente naturale ricco di forme e colori. L’area è una meta ideale per trekking, fotografia naturalistica ed escursioni outdoor, adatta a chi cerca paesaggi unici e itinerari di esplorazione nella natura. Il canale in località Farco La nostra esplorazione ha inizio dal crinale del Monte Sant’Antonio, spartiacque tra i torrenti Falco e Dalila. Superando piccoli ostacoli, ci inoltriamo all’interno di una fitta vegetazione raggiungendo un canale nascosto in località Farco.  Scalata sulle creste di argilla: l’esplorazione verticale Grazie a piccole fratture nella roccia, ci arrampichiamo sulle creste di queste originali formazioni naturali. Dalla sommità dell’arido cocuzzolo, la valle verde si fonde con il blu intenso del Mar Ionio, in un contrasto cromatico che lascia senza fiato. I calanchi Questi monumentali affioramenti conglomeratici (trubi), sono testimoni imponenti di un processo naturale affascinante: l’erosione del terreno. Un fenomeno noto come calanco che si manifesta in pochi periodi dell’anno, quando le piogge torrenziali scavano le rocce argillose degradandole. La scarsa copertura vegetale, infatti, lascia il terreno vulnerabile al ruscellamento creando profondi solchi lungo i fianchi delle montagne o dei colli.  La parete di roccia porosa Proseguendo verso il Monte Bisalata, costeggiando il torrente Misacrifa, incontriamo una parete porosa dal fascino singolare: una roccia che sembra respirare, scavata, screpolata, viva.Ai suoi piedi un tracciato d’argilla compatta ci guida fino al suggestivo pianoro in località Ambricorta. Il rigoglioso pianoro di Serro Carafi Procediamo il nostro giro giungendo sul rigoglioso pianoro di Serro Carafi, una lingua di terra che si affaccia sull’omologa valle. Sotto di noi, tre pinnacoli rocciosi emergono come sentinelle di pietra, custodendo il segreto del promontorio. Difficile riprende il cammino, ma il ritorno riserva ancora piacevoli soprese e un’ultima meraviglia. Le misteriose Gole della Poiana La nostra ostinata curiosità e l’irrefrenabile desiderio di ricerca ci spinge, talvolta, oltre i confini delle nostre stesse possibilità fisiche. Un ultimo obiettivo sembra alla nostra portata e allora, anima e corpo, decidiamo di affrontare un ripido declivio seguendo la brulla dorsale di Monte Cofolito. Giunti a valle ci introduciamo all’interno di un torrente asciutto percorrendo a ritroso il suo corso alla ricerca delle misteriose Gole della Poiana. Superiamo agevolmente i tronchi e le rocce che ostacolano il passaggio immergendoci completamente nella bellezza e nella grandiosità di questo luogo. All’improvviso, un tunnel scavato dagli elementi appare davanti a noi: un varco naturale generato dall’erosione, dal tempo e dall’ostinazione della natura. Il ritorno: la fatica che diventa memoria Una breve esplorazione tra le ombre del traforo ed è già tempo di rientrare. La salita è ripida, il dislivello importante, ma il sentiero ci riporta in vetta dove il viaggio era cominciato. Avventura indimenticabile L’esplorazione dei Calanchi di San Lorenzo e delle Gole della Poiana si rivelano un’avventura indimenticabile, ricca di paesaggi mozzafiato, sorprese inaspettate e sfide stimolanti. Non un semplice trekking, ma un viaggio nella geologia viva. Una storia scritta nella roccia e nei nostri passi. Un itinerario tra sfide, meraviglia e scoperta, che lascia il desiderio irriducibile di ritornare. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! 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