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San Pantaleone

Valle grecanica osservata dalla vetta

Monte Cataluce

Monte Cataluce Viaggio nel cuore segreto del basso Ionio reggino: da Rocca di Varva a Monte Cataluce! Share Contenuto 1. Un territorio da raccontare: il basso Ionio reggino2. Nel territorio di San Lorenzo3. Rocche, volti e mito: la pareidolia nel paesaggio4. Dalla Rocca di Varva a Monte Cataluce: l’inizio del cammino5. Adattamento, concentrazione e pazienza6. Monoliti, affacci e sentieri dimenticati7. La vetta e l’incertezza del tempo8. Tra frane e antichi passaggi9. Terrazzamenti, rovi e memoria agricola10. Contrada Modafferi: silenzio e suggestione11. Il ritorno sul Sentiero dell’Inglese12. La notte, le fiumare e le luci della valle13. Un incontro che vale il viaggio14. Perché visitare Monte Cataluce?15. Domande frequenti16. Avvertenza Scheda tecnica Dove si trova Monte Cataluce?Monte Cataluce si trova nel territorio di San Lorenzo, nella provincia di Reggio Calabria, nel cuore del basso Ionio reggino, all’interno dell’area grecanica della valle dell’Amendolea.Monte Cataluce è un percorso adatto a tutti?Sì, Monte Cataluce può essere frequentato da escursionisti di diversi livelli lungo i percorsi ordinari. Tuttavia, l’itinerario descritto in questo articolo si sviluppa al di fuori dei tracciati escursionistici convenzionali e presenta condizioni di potenziale rischio. Leggere attentamente le avvertenze in fondo all’articolo. Dettagli tecnici🥾 Durata percorso: 6-7 ore (Rocche di Varva–Monte Cataluce)📏 Lunghezza: circa 11 km⛰️ Dislivello: +600 m⏱️ Difficoltà: EE💧 Acqua: portare almeno 1 litro a persona (assenza di fonti lungo il percorso)📸 Attrezzatura: Bastoncini, frontale, abbigliamento tecnico, GPS o app cartografica offline Un territorio da raccontare Prosegue la mappatura del basso Ionio reggino, un lavoro di esplorazione lento e consapevole che intreccia cammino, osservazione e racconto. Un viaggio attraverso luoghi iconici e profondamente identitari, dove la natura aspra e la memoria del territorio convivono lungo sentieri spesso dimenticati. Nel territorio di San Lorenzo Ci troviamo nel territorio di San Lorenzo, entroterra ionico della provincia di Reggio Calabria. Qui la natura domina incontrastata, tra rilievi aspri, silenzi profondi e tracce di un tempo che sembra essersi fermato. Un territorio che più volte ha incrociato il nostro cammino, rendendoci protagonisti di esperienze intense, imprevedibili e profondamente legate all’identità di questi luoghi. Serro Castellace e la Rotta degli abissi Leggi di più No posts found Rocche, volti e miti: la pareidolia nel paesaggio L’area è caratterizzata da grandi rocce, che stimolano l’immaginazione. Qui, la mente associa spontaneamente le forme naturali a volti umani, figure mitologiche o animali, in un fenomeno noto come pareidolia (dal greco εἴδωλον “immagine” e παρά “vicino“). Non è un caso isolato. Dinamiche simili caratterizzano numerosi luoghi emblematici della Calabria, rafforzando il legame profondo tra paesaggio, percezione e narrazione del territorio. Da Monte Sprea alle Rocche di Prastarà Leggi di più No posts found Mocissà e la Valle delle Mummie Leggi di più No posts found Dalla Rocca di Varva a Monte Cataluce: l’inizio del cammino Ripartiamo dalla suggestiva Rocca di Varva, con l’obiettivo di raggiungere la vetta di Monte Cataluce. La bellezza di questi luoghi si mostra intima e riservata, trasformando ogni passo in un’esperienza preziosa.Sulla strada incontriamo un anziano signore, custode spontaneo di queste terre. La sua accoglienza autentica ci ricorda che qui non si è semplici visitatori, ma ospiti accolti come parte di una comunità viva. Ci salutiamo con un arrivederci, certi che questo incontro tornerà nel nostro racconto. Adattamento, concentrazione e pazienza Il cammino si snoda lungo uno sterrato ai piedi di Monte Urda, reso insidioso dalle recenti piogge. Il terreno fangoso obbliga a muoversi con cautela su cordoli stretti, cercando appoggi tra rocce e cespugli. Ogni passo richiede equilibrio e attenzione. È l’essenza dell’escursionismo autentico, quello che non concede scorciatoie, fatto di adattamento, concentrazione e pazienza. Armo Leggi di più No posts found Monoliti, affacci e sentieri dimenticati Proseguiamo lungo il sentiero che unisce Rocca di Varva a San Pantaleone, tra monoliti e affacci panoramici che raccontano l’identità aspra di questo territorio.In direzione Barone, intercettiamo una traccia secondaria che ci conduce progressivamente alle pendici di Monte Cataluce. La risalita del costone, brullo e ciottoloso, regala sensazioni crescenti fino alla vetta. Nonostante il luogo sia già noto, la vista dall’alto restituisce la sensazione di una conquista. La vetta e l’incertezza del tempo Dall’alto si aprono nuove prospettive sulla Fiumara Amendolea e sull’intera valle grecanica. Ma il cielo cambia rapidamente. Rombolii lontani annunciano l’arrivo di nuove piogge.Decidiamo di rientrare affrontando l’incognita del percorso alternativo, con lo spirito rocambolesco e determinato che da sempre anima i nostri itinerari in montagna. Tra frane e antichi passaggi Carte alla mano, ci addentriamo in un vallone apparentemente ordinario, alla ricerca di un antico collegamento tra due promontori. La traccia, che dall’alto sembrava chiara, scompare tra frane e smottamenti.La discesa è ripida, il terreno fangoso e instabile. Avvicinandoci al torrente a fondo valle, il pantano limaccioso trattiene gli scarponi opponendo resistenza ad ogni passo. Sopra di noi, il fragore dei tuoni anticipa un cambiamento imminente, accompagnando il nostro arrivo sul greto. Assicurazione per escursionisti: dove, come e perché? Leggi di più No posts found Terrazzamenti, rovi e memoria agricola Risaliamo la dorsale tra rovi intricati e una vegetazione impenetrabile, nel tentativo di raggiungere antichi terrazzamenti. Ciò che un tempo era un passaggio sicuro oggi richiede uno sforzo intenso, quasi epico.Il progressivo abbandono ha lasciato campo libero a una natura rigogliosa e dominante. Tra pianori, un tempo coltivati ad aranci e ulivi, si percepisce ancora la memoria delle comunità agricole che modellavano il territorio con tenacia e resilienza. Contrada Modafferi: silenzio e suggestione Dopo una camminata intensa, raggiungiamo contrada Modafferi. Il paesaggio si apre lentamente rivelando i resti di un di un antico caseggiato adagiato su un imponente masso. Ai piedi della roccia si apre una grotta di ampie dimensioni, un tempo probabilmente adibita a stalla.Il silenzio che avvolge il luogo, l’umidità e l’immobilità del paesaggio regalano un’emozione intensa e sorprendentemente suggestiva. Il ritorno sul Sentiero dell’Inglese Tra ulivi e piccoli scorci di campagna incontaminata attraversiamo l’antico abitato dove poche case resistono al tempo. Reti per la raccolta delle olive e attrezzi agricoli testimoniano ancora una presenza discreta dell’uomo e segnalano al contempo una via d’uscita sicura nelle vicinanze.Proseguendo lungo il sentiero, giungiamo in località Grotta, tappa del primo sopralluogo e incontro felice con gli abitanti del posto.

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Rocca di Varva: natura, geologia e benessere

Rocca di Varva: tra natura, geologia e benessere Un cammino esperienziale tra uliveti, silenzi e rocce antiche nel cuore del basso Ionio reggino Share Contenuto 1. Un viaggio tra natura e geologia nel basso ionio reggino2. Un percorso ad anello tra ulivi, vigneti e panorami mozzafiato3. Un cammino silenzioso e terapeutico4. Rocca di Varva: il monolite del tempo5. Le rocce conglomeratiche del basso ionio reggino6. Verso la Fiumara lungo il Sentiero dell’Inglese7. Sosta nel Borgo Grotta: accoglienza e autenticità8. Il ritorno tra silenzi sospesi9. Scopri altri itinerari nelle vicinanze10. Fonti e approfondimenti11. FAQ – Domande frequenti Scheda tecnica 🥾 Durata percorso: 5–6 ore (anello San Pantaleone–Grotta–Condofuri)📏 Lunghezza: circa 10 km⛰️ Dislivello: +450 m⏱️ Difficoltà: media💧 Acqua: portare almeno 2 litri a persona (assenza di fonti lungo il percorso)☀️ Periodo consigliato: primavera e autunno, per clima mite e giornate limpide📸 Attrezzatura: scarponi da trekking, bastoncini, cappello, GPS o app cartografica offline⚠️ Sicurezza: segnaletica presente, tuttavia meglio procedere in gruppo o con guida locale. Un viaggio tra natura e geologia nel basso ionio reggino C’è un luogo, nel cuore del basso ionio reggino, dove la natura racconta la storia della Terra. Tra uliveti secolari, vigne profumate e macchia mediterranea, il paesaggio diventa un intreccio di geologia, memoria e leggenda. Un percorso ad anello tra ulivi, vigneti e panorami mozzafiato Poco distante dal borgo di San Pantaleone, una piccola frazione del Comune di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria, parte un sentiero che conduce alla suggestiva Rocca di Varva. Il percorso segue una tranquilla via interpoderale, che conserva in alcuni tratti il fascino autentico della campagna rurale. Un cammino silenzioso e terapeutico Oltrepassata una piccola strada che costeggia il cimitero del borgo, il sentiero si fa più intimo e ci guida alle pendici del Monte Urda. Il silenzio del luogo invita alla lentezza, alla meditazione, a un cammino che diventa quasi “terapia”. Camminare lentamente, senza fretta, diventa un gesto consapevole, un modo naturale per ridurre lo stress e rigenerare corpo e mente. Il silenzio in cammino Camminare lentamente, in silenzio e facendo attenzione a non far rumore, permette di calmare la mente durante lo spostamento del corpo, secondo un processo che ti consente di arrivare a destinazione con la mente più lucida rispetto a quando hai iniziato. In più scoprirai le percezioni ampliarsi Rocca di Varva: il monolite del tempo Man mano che si procede, all’orizzonte appare una grande roccia isolata: la Rocca di Varva, un monolite naturale che si eleva come un antico guardiano tra i campi. Osservata da diverse angolazioni, la roccia muta colore con la luce: dorata all’alba, rossastra al tramonto, come se volesse raccontare il passare del tempo attraverso le sfumature della terra.È un luogo ideale per chi ama la fotografia naturalistica, il geoturismo e le esperienze di trekking a contatto con l’autenticità dei paesaggi calabresi. Serro Castellace e la Rotta degli abissi Leggi di più No posts found Le rocce calcarenitiche del basso ionio reggino Le rocce che compongono la Rocca di Varva sono formate da antichi processi di sedimentazione, testimonianze preziose della storia geologica di questa parte della Calabria. Queste formazioni calcarenitiche raccontano il passato di un territorio che ha saputo conservare la propria identità naturale e selvaggia. Un patrimonio unico che contribuisce a rendere il paesaggio del basso ionio reggino uno dei più affascinanti e suggestivi del Sud Italia. Verso la Fiumara lungo il Sentiero dell’Inglese Proseguendo il cammino, orientando lo sguardo verso l’alveo del Torrente Pisciato (o Zoparia), il sentiero si fa più selvaggio. Intercettiamo un tratto del celebre Sentiero dell’Inglese, percorso storico-naturalistico che attraversa la Bovesia. Da qui, la vista si apre come un anfiteatro naturale sulla Fiumara di Condofuri che più in basso confluisce nella Fiumara dell’Amendolea. Ogni passo è un’immersione nel silenzio, nella memoria e nella bellezza autentica della Calabria greca. Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Leggi di più No posts found Sosta nel Borgo Grotta: accoglienza e autenticità Il percorso ci conduce poi verso Grotta, una piccola località collinare del comune di Condofuri. Questo borgo rurale, nel cuore dell’Area Grecanica, ci accoglie con la sua genuina semplicità e ogni incontro diventa racconto. Le case in pietra, i profumi della campagna, il calore spontaneo della sua gente, ci invitano, silenziosamente, a restare ancora un po’. Dopo una breve sosta, tra chiacchiere e sorrisi, riprendiamo il cammino procedendo verso l’alveo ciottoloso della Fiumara di Condofuri. Il ritorno tra silenzi sospesi Il sentiero del ritorno attraversa le località Calammati e Canna. Dall’alto gustiamo panorami che si aprono su San Lorenzo, Monte Scafi, Condofuri con la sua fiumara e il borgo antico di Bova. Si cammina lentamente, quasi a voler prolungare la magia del viaggio, mentre il profumo della campagna guida gli ultimi passi verso il punto di partenza. Chi visita questi territori porta con sé un frammento di silenzio, di bellezza e di verità. La Rocca di Varva resta lì, maestosa e immobile, a ricordarci che ogni viaggio in questi luoghi continua dentro di noi, nel ricordo di una terra che parla all’anima e custodisce il mistero del tempo. Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Leggi di più No posts found Scopri altri itinerari nelle vicinanze Se questo cammino ti ha ispirato, continua a leggere qui: Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! I canyon di Motta San Giovanni: Tesori naturali a bassa quota Pellaro e il Vallone Palombaro I canyon di Motta San Giovanni: Tesori naturali a bassa quota Mocissà e la Valle delle Mummie Da Monte Sprea alle Rocche di Prastarà Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Dalla Fiumara Amendolea a Gallicianò Da Bova a Roghudi Vecchio Da Bova alla Fiumara Amendolea: Viaggio tra antichi sentieri I calanchi di San Lorenzo Fonti e approfondimenti San Lorenzo: uno degli ultimi borghi ad abbandonare la lingua greca Sentiero dell’Inglese Edward Lear: diario di un viaggio a piedi (L’altro Aspromonte) Edward Lear e la Calabria del XIX secolo A San Lorenzo si punta sul turismo esperienziale Erbe

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Serro Castellace e la Rotta degli abissi

Serro Castellace e la Rotta degli abissi San Pantaleone: Alla scoperta del cuore selvaggio della Provincia di Reggio Calabria Share Contenuto 1. San Pantaleone: Un Borgo incantato tra mare e monti2. Il panoramico affaccio sulla costa ionica3. Fiumare: confini naturali di un territorio ricco di suggestioni4. Il sentiero invisibile: eventi imponderabili e sorprese inaspettate5. Vastità e bellezza: Alla scoperta dei pianori di Curtura e Ghalipari6. La lenta discesa nel Torrente Bocatofrima7. La maestosità di Serro Castellace: un obiettivo da conquistare8. La magia dell’arrivo: sospesi tra cielo e terra9. La ‘Rotta degli abissi’10. Pinnacoli e paesaggi ciclopici11. L’Ultima sfida: l’ascesa notturna verso Serro Pistacavallo12. San Pantaleone: un’avventura che rimane nel cuore San Pantaleone: Un Borgo incantato tra mare e monti Nel cuore della Provincia di Reggio Calabria, sorge San Pantaleone, suggestiva frazione del Comune di San Lorenzo, incastonata tra la bellezza aspra dell’entroterra e la vastità del Mar Ionio. Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Leggi di più No posts found Il panoramico affaccio sulla costa ionica Questo incantevole borgo, situato a 650 metri sul livello del mare, ci accoglie con la sua caratteristica piazza, un autentico balcone naturale affacciato su una valle rigogliosa.Da questo punto privilegiato, il panorama si estende in tutta la sua magnificenza, offrendo spettacolari vedute della costa ionica reggina. Non si tratta solo di uno scorcio di rara bellezza, ma di un vero punto di riferimento per chi esplora la zona, fungendo da bussola visiva per un viaggio che unisce natura e storia. Fiumare: Confini naturali di un territorio ricco di suggestioni Alla nostra destra, in lontananza, si snoda il corso sinuoso della fiumara di Melito, o Tuccio, mentre alla sinistra il paesaggio è dominato dall’elegante abbraccio della fiumara di Condofuri con la fiumara Amendolea, confini naturali di un territorio ricco di suggestioni, pronto per essere scoperto. Bastoni da trekking: consigli per l’acquisto Leggi di più No posts found Il sentiero invisibile: Eventi imponderabili e sorprese inaspettate È da qui che ha inizio la nostra avventura. Superiamo il piccolo centro abitato, lasciando alle spalle le antiche mura del villaggio, per immergerci in un paesaggio incontaminato dove il tempo sembra essersi fermato. Un sentiero, quasi invisibile, si stacca dalla strada principale, conducendoci lontano dai percorsi battuti. La nostra mappa, quindi, diventa un’alleata preziosa ed orienta i nostri passi lungo un sentiero poco accessibile. Gli obiettivi sono chiari, ma sappiamo che durante il cammino non mancheranno eventi imponderabili e sorprese inaspettate. Eppure, nonostante le incertezze, ci sentiamo pronti ad affrontare questa nuova sfida, certi che l’esperienza accumulata sarà la chiave per sostenere questa nuova avventura. Vastità e bellezza: Alla scoperta dei pianori di Curtura e Ghalipari Ogni passo è lento ma carico di significato, mentre attraversiamo i vasti pianori di Curtura. Da queste alture, lingue di terra si estendono come un trampolino vertiginoso proiettandosi verso il fondovalle. Qui, ampie incisioni si evidenziano con forza e grandezza nel paesaggio circostante, creando uno scenario naturale di rara bellezza come quello che incontriamo in località Ghalipari. Un cammino che si svela gradualmente e che si fa memoria, una connessione che cresce in intensità e che crea un legame intimo con il luogo. La lenta discesa nel Torrente Bocatofrima In questi posti la presenza umana è assente da tempo, il richiamo di cani pastore incuriositi dal nostro passaggio è più di sorpresa che di minaccia. Attraversiamo senza timore i resti di antichi insediamenti, testimonianze silenti di un passato ormai lontano, mentre la nostra discesa, lenta e costante, ci conduce sul letto del Torrente Bocatofrima. Trekking con il cane: 12 consigli utili per affrontare al meglio l’avventura Leggi di più No posts found La maestosità di Serro Castellace: Un obiettivo da conquistare Ci troviamo alle pendici di Serro Castellace, un promontorio imponente composto da una profonda spaccatura centrale che ne limita il passaggio. Sopra di noi, maestose cime si ergono come sentinelle di un paesaggio primordiale, quasi invalicabili nella loro imponenza. Eppure, queste vette segnano il nostro obiettivo, un traguardo che ci spinge ad avanzare con determinazione, pronti a sfidare la natura nella speranza di raggiungerle.Non ci arrendiamo alle evidenze e, seppur le circostanze consiglierebbero di desistere, cerchiamo un varco che ci consenta di raggiungere la sommità. Un passaggio si apre tra grovigli di spine e arbusti e aumenta progressivamente in dislivello e fatica. Il passo costante si misura con il ritmo del nostro respiro sempre più frequente e affannato. Mani e piedi superiamo gli ostacoli più audaci evitando imprudenze su verticali esposte. Ci siamo! La magia dell’arrivo: Sospesi tra cielo e terra Il nostro impegno viene ripagato da una prezioso arrivo. Giungiamo sulla sommità di Castellace un pianoro che domina l’intera area, posto su una costola di terra spartiacque del Torrente Bocatofrima e quello di Misacrifa. Qui, il panorama è un premio che toglie il fiato: Serro Carafi, Monte Culisirti, Monte Cappella, Saracene e le Colline di Grosso si mostrano come un dipinto vivente. La ‘Rotta degli abissi’ Attraversiamo il vasto pianoro, percorrendo la linea del crinale che marca il suo bordo. Ai nostri lati, il paesaggio si apre a picco, mentre il promontorio si sviluppa su un morbido falsopiano verdeggiante, tracciando una rotta che sembra condurci direttamente negli abissi. Ci avviciniamo lentamente al bordo di una frattura imponente, segno di un’evidente trasformazione naturale. Una separazione netta che, in tempi passati, univa questo straordinario rilievo in un’unica lingua di terra. Pinnacoli e paesaggi ciclopici Crolli e smottamenti ne hanno lacerato la sua configurazione originaria dando vita a visioni ciclopiche, straordinarie nella loro maestosità e potenza. Imponenti pinnacoli, di roccia sedimentaria si ergono verso il cielo, come gigantesche lance di pietra, rivelando una forza primordiale e una vastità che incanta e sbalordisce. La maestosità di queste formazioni, scolpite dal tempo e dagli elementi, offre uno spettacolo straordinario di bellezza e potenza. L’Ultima sfida: L’ascesa notturna verso Serro Pistacavallo Dopo una breve sosta, decidiamo di riprendere il cammino, tornando sui nostri passi alla ricerca di una via di fuga che ci permette di raggiungere il versante opposto prima che cali la notte.

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