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Reggio Calabria

Edward Lear e la Calabria del XIX secolo

Edward Lear e la Calabria del XIX secolo La Calabria dell’Ottocento: tra mito, natura e mistero Share Contenuto 1. La terra del Sud che affascinò i viaggiatori stranieri2. La “Calabria Ulteriore Prima”: il volto antico dell’estremo Sud3. Edward Lear: l’artista inglese che scoprì la Calabria4. Un viaggio di scoperta nel cuore del Mediterraneo5. Il viaggio in Calabria del 1847: alla scoperta dell’Aspromonte6. “Diario di un viaggio a piedi”: la Calabria raccontata da Lear7. Il Santuario di Polsi: il cuore spirituale dell’Aspromonte8. L’eredità di Edward Lear e la riscoperta moderna della Calabria selvaggia9. Fonti e approfondimenti La terra del Sud che affascinò i viaggiatori stranieri Nel cuore del XIX secolo, la Calabria si presentava come una terra ancora sconosciuta. Viaggiatori stranieri provenienti da tutta Europa giungevano fin qui attratti dal fascino magnogreco, dalle tradizioni popolari e dal mito romantico del brigantaggio, simbolo di un Sud arcaico e ribelle. Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Leggi di più No posts found La “Calabria Ulteriore Prima”: il volto antico dell’estremo Sud Un territorio aspro, ma ricco di storia e cultura All’epoca, la parte meridionale della regione era conosciuta come “Calabria Ulteriore Prima”: un territorio aspro, ma ricco di storia e cultura.Artisti e intellettuali dell’Ottocento intrapresero lunghi viaggi per conoscerne usi, costumi e paesaggi, animati dal desiderio di raccontare l’anima più autentica dell’Italia meridionale. Fonte: Diario di un viaggio a piedi Calabria 1847 / Edward Lear – Parallelo 38, 1976 Edward Lear: l’artista inglese che scoprì la Calabria Un inglese tra arte e curiosità mediterranea Tra i grandi protagonisti di questi viaggi c’è Edward Lear (1812–1888), figura emblematica della letteratura satirica. Pittore, illustratore, poeta e musicista, Lear è ricordato per la sua doppia anima: artista paesaggista e autore di testi ironici e giocosi, come A Book of Nonsense (1846) e Laughable Lyrics. Fu apprezzato persino dalla famiglia reale inglese, tanto da insegnare disegno alla regina Vittoria. Un viaggio di scoperta nel cuore del Mediterraneo Prima di giungere in Italia, Lear aveva esplorato Grecia, Albania, le Isole Ionie e la Corsica, pubblicando diari illustrati di straordinaria bellezza.Tra le sue opere naturalistiche più famose si ricorda Illustrations of the Family of Psittacidae or Parrots, dedicata ai pappagalli tropicali. Il viaggio in Calabria del 1847: alla scoperta dell’Aspromonte Da Reggio Calabria ai sentieri dell’entroterra Nel 1847, partendo dalla Sicilia, Edward Lear sbarcò a Reggio Calabria, pronto a esplorare una regione ancora ignota ai viaggiatori europei.Accompagnato dall’amico John Proby e dalla guida locale Ciccio con il suo asino, percorse a piedi le vallate dell’Aspromonte, attraversando borghi grecofoni, fiumare e uliveti secolari. L’esperienza durò dal 25 luglio al 5 settembre e segnò profondamente l’artista, che rimase affascinato dalla cordialità e ospitalità dei calabresi, considerate un’eredità sacra delle antiche civiltà classiche. Lago Costantino: la mia prima grande avventura Leggi di più No posts found “Diario di un viaggio a piedi”: la Calabria raccontata da Lear Un capolavoro della letteratura di viaggio Nel 1852 Lear pubblicò a Londra “Journals of a Landscape Painter in Southern Calabria”, tradotto in Italia come “Diario di un viaggio a piedi”.Quest’opera rappresenta una pietra miliare della letteratura di viaggio ottocentesca, offrendo uno dei primi resoconti illustrati della Calabria meridionale. Attraverso acquerelli e incisioni, Lear immortalò paesaggi aspri e struggenti, scene di vita contadina e panorami sospesi tra cielo e mare.Il suo sguardo, al tempo stesso poetico e realistico, restituisce una Calabria viva, intrisa di dignità e di antiche tradizioni.  Fonte: Diario di un viaggio a piedi Calabria 1847 / Edward Lear – Parallelo 38, 1976 – (Palizzi) Il Santuario di Polsi: il cuore spirituale dell’Aspromonte Tra le tappe più evocative spicca il Santuario di Santa Maria di Polsi, antico cuore spirituale dell’Aspromonte. Immerso in un paesaggio aspro e incontaminato, crocevia tra devozione popolare e natura primordiale, ancora oggi conserva l’aura di sacralità descritta dall’artista. Senza dubbio, Santa Maria di Polsi è una delle più notevoli scene che io abbia mai visto; l’edificio è pittoresco, ma non molto antico, senza pretese di gusto architettonico; ed è situato in alto sopra il grande torrente, che viene in giù dalla vera cima dell’Aspromonte, la cui vetta – Montalto – è il tetto e la corona del paesaggio. Il carattere perpendicolare dello scenario è sorprendente, le rupi boscose da sinistra a destra lo chiudono come le quinte di un teatro; e poiché nessun altro edificio è in vista, l’incanto e la solitudine di questo luogo è completo”. L’eredità di Edward Lear e la riscoperta moderna della Calabria selvaggia L’itinerario percorso da Edward Lear è oggi diventato un noto percorso di trekking e di esplorazione culturale chiamato: “Il Sentiero dell’Inglese“. Il cammino attraversa i paesaggi selvaggi e affascinanti del Parco Nazionale dell’Aspromonte e della Calabria Grecanica, guidando i moderni viaggiatori verso luoghi che Lear descrisse con meraviglia nelle sue pagine. Il suo “Diario di un viaggio a piedi” è considerato una finestra letteraria e artistica sulla Calabria del XIX secolo, ancora capace di emozionare studiosi, turisti e amanti della storia.  Fonti e approfondimenti – Edward Lear – Edward Lear: diario di un viaggio a piedi – Il lungo Cammino del Sentiero dell’Inglese – Edward Lear: Sguardi nuovi per vecchi sentieri – Il Sentiero dell’Inglese: in viaggio con Edward Lear nell’anima della Calabria – Edward Lear (1812-1888). Nuovi ‘ritratti’ di paesi e paesaggi di Calabria – Il Sentiero dell’inglese – WWF Progetto C.A.D.I.S.P.A.Ospitalità diffusa in Aspromonte orientale – Per la Calabria selvaggia Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Rocca di Varva: natura, geologia e benessere Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco Lago Costantino: la mia prima grande avventura Cascata di Mazzulisà Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome

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San Pantaleone

Serro Castellace e la Rotta degli abissi

Serro Castellace e la Rotta degli abissi San Pantaleone: Alla scoperta del cuore selvaggio della Provincia di Reggio Calabria Share Contenuto 1. San Pantaleone: Un Borgo incantato tra mare e monti2. Il panoramico affaccio sulla costa ionica3. Fiumare: confini naturali di un territorio ricco di suggestioni4. Il sentiero invisibile: eventi imponderabili e sorprese inaspettate5. Vastità e bellezza: Alla scoperta dei pianori di Curtura e Ghalipari6. La lenta discesa nel Torrente Bocatofrima7. La maestosità di Serro Castellace: un obiettivo da conquistare8. La magia dell’arrivo: sospesi tra cielo e terra9. La ‘Rotta degli abissi’10. Pinnacoli e paesaggi ciclopici11. L’Ultima sfida: l’ascesa notturna verso Serro Pistacavallo12. San Pantaleone: un’avventura che rimane nel cuore San Pantaleone: Un Borgo incantato tra mare e monti Nel cuore della Provincia di Reggio Calabria, sorge San Pantaleone, suggestiva frazione del Comune di San Lorenzo, incastonata tra la bellezza aspra dell’entroterra e la vastità del Mar Ionio. Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Leggi di più No posts found Il panoramico affaccio sulla costa ionica Questo incantevole borgo, situato a 650 metri sul livello del mare, ci accoglie con la sua caratteristica piazza, un autentico balcone naturale affacciato su una valle rigogliosa.Da questo punto privilegiato, il panorama si estende in tutta la sua magnificenza, offrendo spettacolari vedute della costa ionica reggina. Non si tratta solo di uno scorcio di rara bellezza, ma di un vero punto di riferimento per chi esplora la zona, fungendo da bussola visiva per un viaggio che unisce natura e storia. Fiumare: Confini naturali di un territorio ricco di suggestioni Alla nostra destra, in lontananza, si snoda il corso sinuoso della fiumara di Melito, o Tuccio, mentre alla sinistra il paesaggio è dominato dall’elegante abbraccio della fiumara di Condofuri con la fiumara Amendolea, confini naturali di un territorio ricco di suggestioni, pronto per essere scoperto. Bastoni da trekking: consigli per l’acquisto Leggi di più No posts found Il sentiero invisibile: Eventi imponderabili e sorprese inaspettate È da qui che ha inizio la nostra avventura. Superiamo il piccolo centro abitato, lasciando alle spalle le antiche mura del villaggio, per immergerci in un paesaggio incontaminato dove il tempo sembra essersi fermato. Un sentiero, quasi invisibile, si stacca dalla strada principale, conducendoci lontano dai percorsi battuti. La nostra mappa, quindi, diventa un’alleata preziosa ed orienta i nostri passi lungo un sentiero poco accessibile. Gli obiettivi sono chiari, ma sappiamo che durante il cammino non mancheranno eventi imponderabili e sorprese inaspettate. Eppure, nonostante le incertezze, ci sentiamo pronti ad affrontare questa nuova sfida, certi che l’esperienza accumulata sarà la chiave per sostenere questa nuova avventura. Vastità e bellezza: Alla scoperta dei pianori di Curtura e Ghalipari Ogni passo è lento ma carico di significato, mentre attraversiamo i vasti pianori di Curtura. Da queste alture, lingue di terra si estendono come un trampolino vertiginoso proiettandosi verso il fondovalle. Qui, ampie incisioni si evidenziano con forza e grandezza nel paesaggio circostante, creando uno scenario naturale di rara bellezza come quello che incontriamo in località Ghalipari. Un cammino che si svela gradualmente e che si fa memoria, una connessione che cresce in intensità e che crea un legame intimo con il luogo. La lenta discesa nel Torrente Bocatofrima In questi posti la presenza umana è assente da tempo, il richiamo di cani pastore incuriositi dal nostro passaggio è più di sorpresa che di minaccia. Attraversiamo senza timore i resti di antichi insediamenti, testimonianze silenti di un passato ormai lontano, mentre la nostra discesa, lenta e costante, ci conduce sul letto del Torrente Bocatofrima. Trekking con il cane: 12 consigli utili per affrontare al meglio l’avventura Leggi di più No posts found La maestosità di Serro Castellace: Un obiettivo da conquistare Ci troviamo alle pendici di Serro Castellace, un promontorio imponente composto da una profonda spaccatura centrale che ne limita il passaggio. Sopra di noi, maestose cime si ergono come sentinelle di un paesaggio primordiale, quasi invalicabili nella loro imponenza. Eppure, queste vette segnano il nostro obiettivo, un traguardo che ci spinge ad avanzare con determinazione, pronti a sfidare la natura nella speranza di raggiungerle.Non ci arrendiamo alle evidenze e, seppur le circostanze consiglierebbero di desistere, cerchiamo un varco che ci consenta di raggiungere la sommità. Un passaggio si apre tra grovigli di spine e arbusti e aumenta progressivamente in dislivello e fatica. Il passo costante si misura con il ritmo del nostro respiro sempre più frequente e affannato. Mani e piedi superiamo gli ostacoli più audaci evitando imprudenze su verticali esposte. Ci siamo! La magia dell’arrivo: Sospesi tra cielo e terra Il nostro impegno viene ripagato da una prezioso arrivo. Giungiamo sulla sommità di Castellace un pianoro che domina l’intera area, posto su una costola di terra spartiacque del Torrente Bocatofrima e quello di Misacrifa. Qui, il panorama è un premio che toglie il fiato: Serro Carafi, Monte Culisirti, Monte Cappella, Saracene e le Colline di Grosso si mostrano come un dipinto vivente. La ‘Rotta degli abissi’ Attraversiamo il vasto pianoro, percorrendo la linea del crinale che marca il suo bordo. Ai nostri lati, il paesaggio si apre a picco, mentre il promontorio si sviluppa su un morbido falsopiano verdeggiante, tracciando una rotta che sembra condurci direttamente negli abissi. Ci avviciniamo lentamente al bordo di una frattura imponente, segno di un’evidente trasformazione naturale. Una separazione netta che, in tempi passati, univa questo straordinario rilievo in un’unica lingua di terra. Pinnacoli e paesaggi ciclopici Crolli e smottamenti ne hanno lacerato la sua configurazione originaria dando vita a visioni ciclopiche, straordinarie nella loro maestosità e potenza. Imponenti pinnacoli, di roccia sedimentaria si ergono verso il cielo, come gigantesche lance di pietra, rivelando una forza primordiale e una vastità che incanta e sbalordisce. La maestosità di queste formazioni, scolpite dal tempo e dagli elementi, offre uno spettacolo straordinario di bellezza e potenza. L’Ultima sfida: L’ascesa notturna verso Serro Pistacavallo Dopo una breve sosta, decidiamo di riprendere il cammino, tornando sui nostri passi alla ricerca di una via di fuga che ci permette di raggiungere il versante opposto prima che cali la notte.

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Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa!

Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! Scopri il mistero della ‘casa sulla casa’: un’architettura stravagante che incanta e sorprende tra viti, olivi e panorami mozzafiato Share Quante volte ci mettiamo in cammino con buone intenzioni, immaginando sentieri tranquilli e paesaggi rilassanti! Eppure, non sempre le cose vanno secondo i piani. A volte, la natura decide di sorprenderci e, nel nostro caso, l’ha fatto alla grande!!! Rosario Valanidi, tra ricordi e nuove sfide: un’avventura oltre le aspettative Immersa nella bellezza incontaminata del territorio calabrese, la piccola frazione di Rosario Valanidi, nel Comune di Reggio Calabria, si presenta come punto di partenza ideale per la nostra nuova esplorazione. Adagiata tra due ampie depressioni, quella di Cerasara – già teatro di straordinarie avventure – e quella del Valanidi, la frazione si fa crocevia di suggestioni naturali di incomparabile fascino. Due valli, due mondi, ma un’unica anima che si intreccia, creando il palcoscenico perfetto per storie che sorprendono e lasciano senza fiato. Antico mulino in pietra: un’armonica fusione tra funzionalità e paesaggio Il nostro viaggio prende quota lungo il ciottoloso corso della Fiumara Valanidi, in località San Nicola. Un fiume che attraversa e modella il paesaggio di tre distinti comuni: Reggio Calabria, Motta San Giovanni e Montebello Ionico.Percorriamo lentamente il suo letto, seguendo una mulattiera arida e sassosa. Mentre avanziamo, lo sguardo si posa su una piccola struttura in pietra: un antico mulino che sembra armoniosamente integrato nel paesaggio circostante. Queste strutture, in perfetto dialogo con la natura, riuscivano a fondere con equilibrio la funzionalità con la bellezza, l’economia con la semplicità del luogo. La magia di Musieri La nostra progressione prosegue, decisa e inarrestabile, lungo un percorso che non ammette esitazioni. La stanchezza si dissolve dolcemente nel silenzioso abbraccio di ulivi centenari e di casali abbandonati che punteggiano l’incantevole località di Musieri. Superata la rigogliosa pineta in località Polumao, proseguiamo lungo un sentiero alberato che ci guida all’interno di Fosso di Pedagulli, punto di svolta del nostro itinerario. Una volta in cima il panorama si apre ad una vista mozzafiato. Alla nostra destra il tracciato appena trascorso si estende tra curve e rilievi, mentre più in basso, sullo sfondo, si scorge l’abitato di Allai, pittoresca frazione del Comune di Motta San Giovanni. Ogni passo ci conduce in luoghi che mutano e si trasformano, svelando scenari inaspettati e incredibilmente diversi, in un viaggio che racconta la straordinaria ricchezza del territorio. Tagli dell’Argenteria e il Pianoro di Campicello S. Niceto Ci addentriamo nell’affascinante panorama dei pianori di Tagli dell’Argenteria, un territorio che la tradizione associa alla memoria di antiche miniere d’argento. Oggi, il paesaggio appare profondamente segnato dalla presenza di maestose pale eoliche, che ruotano con forza a 906 metri sul livello del mare. Queste strutture, seppur simbolo di energia rinnovabile, appaiono come un contrasto stonato e stridente con la quiete e la bellezza naturale di questi luoghi. Proseguendo il nostro cammino ci dirigiamo verso un sinuoso tracciato che, passo dopo passo, ci conduce alla località Spagnolo. Qui, il sentiero si snoda attraverso un prato rigoglioso, dove una monumentale quercia si erge come sentinella al nostro passaggio.Il percorso conduce infine al pianoro di Campicello S. Niceto, una zona ricca di fascino naturalistico e tradizioni agricole, incastonato in un ambiente di rara meraviglia. A fare da sfondo, su un’altura rocciosa che domina l’intero panorama, si erge la fortificazione bizantina di Santo Niceto, un monumento che arricchisce l’orizzonte e regala al nostro arrivo un’atmosfera straordinariamente suggestiva. La vista, impreziosita dai colori caldi del tramonto, esalta l’eleganza delle sue linee, creando una scena senza tempo che incanta lo sguardo. La casa sulla casa Il viaggio continua a stupire, rivelando nuove scoperte che amplificano l’emozione di questa esperienza. In lontananza, lo sguardo si posa su una struttura dalle forme singolari, subito ribattezzata con curiosità e un pizzico di ironia ‘la casa sulla casa’. Più ci avviciniamo e più l’immaginazione lascia spazio alla realtà. Su un ampio pianoro coltivato a viti e olivi, una costruzione si palesa con una forma tanto stravagante quanto inusuale. Con il calare della sera, acceleriamo il passo, spinti dalla curiosità di comprendere la sua funzione e, non meno importante, di immortalare la sua singolare architettura. Le carte sembrano non mentire, ci troviamo difronte ad una stazione e antenna per le telecomunicazioni, posta sulla sommità di una collina che gode di un affaccio strepitoso. Il mistero è finalmente svelato, ma il nostro viaggio è lontano dall’essere concluso. Il dilemma del ritorno La luce svanisce rapidamente, lasciando spazio all’oscurità della notte, mentre ci troviamo di fronte al dilemma del ritorno. Non c’è più tempo per riflettere, e così, con passo deciso, ci lanciamo in un fuoripista che si snoda tra i terrazzamenti che dominano la valle, alla ricerca di un sentiero che le mappe indicano nelle vicinanze. Superiamo contrada Gattuso e Lavagna, mentre le luci della città, sempre più intense, ci accompagnano nel nostro cammino. Ed è di nuovo buio!Le nostre avventure sembrano condividere un sottile filo di romanticismo, intrecciato con una buona dose di sana incoscienza. Procediamo, uno dietro l’altro, su un sentiero rustico e pietroso, reso ancora più arduo dalla scarsa luce serale. Le ombre proiettate dalle torce si allungano e moltiplicano le nostre figure alimentando una crescente fiducia nell’arrivo. Giunti a valle, tuttavia, ci rendiamo conto che la nostra fatica dovrà affrontare un’ultima prova: la traversata notturna della Fiumara Valanidi! OH MIO DIO… Chiesa di San Nicola: L’ultimo passo di un viaggio che continua La Chiesa di San Nicola appare come un piccolo miraggio, sospesa tra il cielo e la terra. La sua croce azzurra, eretta su una modesta rupe, diventa il faro che guida il nostro cammino, segnando l’ultima tappa del nostro viaggio. Mentre i passi si fanno più lenti e il nostro percorso volge al termine, i ricordi si intrecciano con l’emozione di un’avventura che sta per concludersi. Eppure, nonostante la fine, è il richiamo di una nuova meta da scoprire che alimenta in noi una inaspettata energia, dove ogni passo è una promessa di scoperta, di cambiamento e di crescita. Avvertenza Nota di sicurezza per

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Monte La Croce

Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse

Alla scoperta di Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Scopri panorami mozzafiato, antichi sentieri e misteri geologici: un’emozionante avventura ti aspetta a due passi da Reggio Calabria! L’itinerario prende vita tra i suggestivi Comuni di Motta San Giovanni e Montebello Ionico, a pochi chilometri dalla Città di Reggio Calabria. Qui, scenari di straordinaria bellezza rivelano l’atmosfera unica di una terra che si racconta attraverso i luoghi, dove il tempo rallenta e il paesaggio diventa un rifugio di silenzi e di pace. Da Santolario a Monte La Croce Il nostro viaggio inizia dalla località di Santolario (nella frazione di Lazzaro, Comune di Motta San Giovanni). Un percorso scosceso si fa strada lungo una dorsale che segna l’inizio di un’avventura inattesa.Lasciamo alle nostre spalle la fresca brezza marina e la straordinaria bellezza della costa reggina mentre con entusiasmo ci avviciniamo alla sommità di Monte La Croce. Giunti in vetta il panorama permette di cogliere con maggiore intensità ogni dettaglio e sfumatura del paesaggio naturale circostante. Un susseguirsi di cime sempre più prominenti vengono improvvisamente collegate da un itinerario immaginario che nella nostra mente prende forma e concretezza, tracciando un’avventura che cresce in altezza ed intensità. E mentre il sole inizia a scaldarci, le montagne sembrano trasformarsi diventando non solo un obiettivo, ma compagne di viaggio di un cammino sempre più avvincente ed emozionante. È la bellezza di un passaggio che cresce dentro di noi, di una natura che non si limita a essere sfondo, ma diventa parte del nostro stesso percorso. Fossili marini e rocce monumentali Proseguiamo, dunque, la nostra esplorazione percorrendo uno sterrato che ci conduce a valle. Durante il cammino la nostra attenzione viene attratta dalla presenza di fossili marini e piccole cavità ricavate nella roccia, ripari naturali per la fauna che abita queste terre. Giunti in località Fale monumentali blocchi di roccia variamente sovrapposti giacciono immobili evocando lontane analogie con le più celebri e imponenti pietre di Stonehenge. [the_ad id=”20193″] Falde della Madonna. Una sottile magia alimenta la nostra sfida Davanti a noi il massiccio di Falde della Madonna si staglia imponente, un colosso di pietra silenzioso che cattura lo sguardo e accende l’immaginazione. La sua presenza è magnetica, quasi ancestrale, e ci invita a un dialogo intimo con l’ambiente che ci ospita.Salirvi richiederebbe più tempo di quanto ne abbiamo a disposizione, ma la mente inizia a disegnare i contorni della prossima avventura fatta di sogni, di strategie e di quella sottile magia che alimenta ogni nostra sfida. Un viaggio così non si misura in chilometri, ma in emozioni Un nuovo giorno si profila all’orizzonte e con esso, la voglia inesauribile di scoprire. Qui, tra rocce e leggende, la storia si intreccia con quella del paesaggio, in una narrazione senza fine in cui la meraviglia è protagonista assoluta.Durante l’avvicinamento, lo scenario muta in un quadro vivo e pulsante. Le suggestive Rocche di Stinò, di Molaro, di Prastarà e, in lontananza, l’intrigante profilo di Pentedattilo si mostrano in tutta la loro maestosità. Luoghi di leggende e resilienza caratterizzati da imponenti conformazioni rocciose di incredibile suggestione e fascino. Un viaggio così non si misura in chilometri, ma in emozioni. Terrazzamenti, simboli di resilienza e ingegnosità In questo angolo di mondo, la natura appare arida, quasi ostile, con una bellezza cruda e selvaggia che disegna ogni promontorio. Il percorso si snoda tra ripidi “gadduni” (valloni) ed un’intricata vegetazione di “buccisse”. Un intreccio visivo segnato dalle cicatrici di incendi che hanno alterato, a volte irrimediabilmente, il paesaggio e la sua antica vocazione agricola e pastorale. Sui versanti scoscesi sorgono ancora oggi i resti di antichi terrazzamenti, mosaici agricoli che narrano una memoria collettiva di ingegno e resistenza. Posti lungo le dorsali più accidentate e apparentemente impraticabili, questi manufatti trasformavano l’impossibile in opportunità, frenando il lavaggio, contrastando le frane e preservando il fragile equilibrio ambientale. Queste opere non sono solo un retaggio del passato, ma simboli di resilienza e ingegnosità, che continuano a raccontare la storia di una comunità legata alla sua terra. Un misterioso monolite testimone di una storia geologica antichissima La nostra esplorazione prosegue conducendoci tra queste alture dove, ad ogni passo, il panorama si apre ad una visione mozzafiato.Dalla vetta, il nostro sguardo si volge al Monte La Croce, punto di partenza del nostro viaggio, alla nostra destra il comune di Motta San Giovanni domina con eleganza e rigore l’intera valle, mentre, all’interno di una vertiginosa veduta, un rivolo d’acqua percorre lentamente il letto della Fiumara di Lazzaro.Ed è proprio da questa posizione che scorgiamo in lontananza, un monolite dalla forma peculiare, immobile testimone di una storia geologica antichissima.Spinti dalla forza irresistibile di un nuovo obiettivo, decidiamo di rimandare ad altra data la scoperta di quel luogo. Inizia la vera sfida: Tra affacci vertiginosi e paesaggi selvaggi Non potendo lasciare che la nostra indagine restasse incompiuta, ripartiamo dopo qualche tempo, determinati a svelare il mistero del monolite. Il nostro cammino ci conduce su una lingua di terra che domina la località di Cacalupo offrendo un’ottima prospettiva per comprendere le forme dei rilievi circostanti e orientare i nostri passi.Proseguiamo su uno sterrato che ci guida sul promontorio di Contrada Malasca. La vegetazione cambia sfumatura e il paesaggio si fa ancora più selvaggio, mentre scendiamo verso la località Farmacina. È qui che inizia la vera sfida: una discesa lungo un crinale fragile e scosceso, dove il terreno accidentato si fonde con una vista vertiginosa. Le prache: profonda connessione tra l’uomo e la sua terra Ma non è solo la natura a raccontare storie! Camminando, ci imbattiamo in affascinanti costruzioni rurali, testimonianze silenziose della storia del luogo. Le pietre di queste strutture, chiamate “prache”, sono disposte con un’abilità semplice e spontanea. Poste in opera senza leganti e connessioni, svelano la tecnica e l’ingegno dell’architettura popolare. Rocce di modeste dimensioni, spesso estratte dal luogo stesso della costruzione, venivano abilmente assemblate per la realizzazione di antichi abituri e ricoveri di animali. Il risultato è un’armonia di linee essenziali che dialogano perfettamente con il paesaggio, fondendo funzione e bellezza, economia e semplicità. Ogni struttura sembra respirare con il territorio

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Oltre l'invalicabile. Alla scoperta della cascata ra campana e della Fiumara Torno

Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno

Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno Rivivi le emozioni più intense del nostro viaggio. Scopri il magnetismo di luoghi remoti e inesplorati. Avventura nella Fiumara Torno Come sempre la stagione estiva diventa occasione ideale per affrontare nuove imprese e sbloccare obiettivi lasciati irrisolti. Anche quest’anno tornano protagoniste le fresche acque della fiumara Torno che scorrono per oltre 12 km fino al borgo di Motticella e dividono idrograficamente i comuni di Brancaleone e Bruzzano Zeffirio.  La sfida dell’invalicabile Il nostro ritorno ha un unico obiettivo: superare l’invalicabile. Una cascata di modeste dimensioni che si tuffa con forza in una gurna ampia e profonda. Non lasciatevi ingannare dalla sua apparenza contenuta: ciò che le manca in altezza, lo compensa in ostilità. Non a caso, ha conquistato con merito il titolo di invalicabile. Le pareti che la circondano, infatti, sono concave, lisce come vetro, prive di appigli, e rendono ogni tentativo di superarla un confronto diretto con la natura stessa.[the_ad id=”20365″] L’accesso al torrente Il greto del torrente è facilmente raggiungibile percorrendo in discesa un breve sterrato. Il primo tratto si rivela una piacevole passeggiata, un invito alla destrezza e alla cautela mentre ci si muove su rocce scivolose e continui passaggi in ambienti umidi e primitivi. Gurnali da Campana Il cammino prosegue all’interno di un canyon sempre più stretto, scolpito nel tempo da acque antiche e silenzi profondi. Alla fine di questo sinuoso passaggio, si apre improvvisamente un’ampia conca localmente conosciuta come ‘Gurnali da Campana‘. Davanti a noi, una cascata di piccole dimensioni si riversa all’interno della profonda  vasca naturale con un fragore sommesso, accrescendo il senso di rara bellezza che caratterizza l’intera area. La difficoltà oggettiva nel superarla rappresenta un ulteriore banco di prova per chi tenta di spingersi oltre, ponendo ancora una volta la natura come guardiana silenziosa di questo angolo primordiale e inalterato. La conquista dell’invalicabile Il nostro approccio è più riflessivo rispetto agli anni precedenti. Non ci lanciamo in improbabili scalate, ma studiamo attentamente le pareti alla ricerca di vulnerabilità da sfruttare con intelligenza e tecnica. Tra le fessure della roccia notiamo un buon punto di ancoraggio all’interno del quale fissare una corda. Un’intuizione geniale che cambierà la narrazione di questa storia e permetterà di raggiungere un incredibile risultato. La vittoria Dopo vari tentativi la corda si rivela un utile appoggio per espugnare la parete. Dall’alto godiamo l’istante della conquista. Immortaliamo con soddisfazione l’invalicabile valicato proiettando la nostra avventura verso un nuovo corso. Un nuovo inizio Il nostro viaggio comincia proprio dal nuovo mondo, primitivo e primordiale. Sopra di noi, pareti a strapiombo sembrano inghiottire il nostro passaggio. Qui non siamo chiaramente i benvenuti! Gli ostacoli si moltiplicano, i guadi sempre più profondi e il fracasso dell’acqua sempre più tonante sembra inibire il nostro entusiasmo. Scrutiamo con attenzione le imponenti falesie che si fanno vive al nostro passaggio. Avventura, adrenalina, incoscienza, paura! Questo luogo ci attrae e ci respinge. La sfida continua Restiamo discreti, ci muoviamo con cautela cercando un varco per uscire da questo incredibile paesaggio che amiamo e temiamo in ugual misura. Siamo quasi alla fine, le carte ci indicano una possibile via d’uscita. Verso la civiltà Percorriamo mani e piedi un rovinoso pendio posto sulla sinistra idrografica del fiume. Sulla pelle i segni indelebili del nostro passaggio. Meno di 700 metri ci separano dall’asfalto. Ogni passo ci avvicina alla meta mostrando dall’alto il nostro intrepido trascorso. Attraversiamo la località di S. Caterina, concludendo così un’avventura che ha testato i nostri limiti e ampliato i nostri orizzonti. E mentre l’asfalto si avvicina, sorridiamo sapendo che questa è solo una tappa del nostro interminabile viaggio. Perché, alla fine, è là fuori che sentiamo di appartenere, dove ogni passo è una scoperta e ogni fine è solo l’inizio di qualcosa di straordinario. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! 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Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno Leggi tutto »

Cascate Lafricegli

La magia delle Cascate Lafricegli

La magia delle cascate Lafricegli Alla scoperta di un paradiso nascosto tra le pieghe dei monti aspromontani. Pronti per l’avventura? Contenuto 1. Alla scoperta delle Cascate Lafricegli2. Santa Cristina d’Aspromonte: Un paradiso naturale da scoprire3. L’inizio del cammino: Piani di Zervò4. Un percorso selvaggio5. La prima grande cascata: Lafricegli 16. Una natura primitiva e lussureggiante7. Il pranzo ai piedi della cascata8. La sfida finale: l’ultima cascata9. La conquista di Lafricegli 210. Il ritorno11. Un incontro memorabile12. Conclusioni Alla scoperta delle Cascate Lafricegli Il nostro viaggio prosegue attraverso gli scenari incantevoli dell’Aspromonte, custode di inesauribili segreti e incredibili meraviglie. Le calde giornate di giugno ci spingono verso quote più elevate, dove il clima più fresco e la confortevole ombra dei grandi faggi mitigano le temperature e offrono un piacevole rifugio dalla calura estiva.  Santa Cristina d’Aspromonte: Un paradiso naturale da scoprire Ci troviamo a Santa Cristina d’Aspromonte, suggestivo Comune in provincia di Reggio Calabria. Questo luogo offre una natura variegata e affascinante. Nella zona bassa predominano uliveti secolari, testimoni di una tradizione agricola millenaria. Salendo di quota gli ulivi cedono il passo a boschi rigogliosi di querce e lecci. Sulle vette più alte, infine, si ergono maestosi pini, faggi e abeti, creando un ambiente montano di grande fascino e suggestione. Questa varietà di vegetazione, unita alla presenza di fauna selvatica, fa di Santa Cristina d’Aspromonte un paradiso per gli amanti della natura e dell’escursionismo. Sentieri e percorsi immersi nel verde permettono di esplorare i diversi ambienti naturali, regalando emozioni indimenticabili. Un vero e proprio mosaico naturale, dove la natura si esprime in tutta la sua bellezza e varietà, rendendo questa località una meta ideale per chi desidera immergersi in un’oasi di pace e tranquillità. L’inizio del cammino: Piani di Zervò Il nostro viaggio prende il via nell’affascinante cornice dei Piani di Zervò, presso l’ex sanatorio Vittorio Emanuele III, un’area naturale di singolare bellezza situata nel cuore del Parco Nazionale d’Aspromonte. Tuttavia, il nostro percorso sarà tutt’altro che definito. Come spesso accade, le nostre ricerche ci spingono in luoghi impervi e poco praticati nell’estremo tentativo di raggiungere l’obiettivo programmato. Le misteriose cascate, infatti, sono rese ancora più enigmatiche e leggendarie dalle scarse, o quasi nulle, informazioni che abbiamo reperito dalle fonti a nostra disposizione. Un percorso selvaggio Carichi di aspettative abbandoniamo presto il Sentiero Serro Muzzu per addentrarci in una fitta vegetazione di felci ed eriche seguendo il corso di un torrente che separa idrograficamente i Piani di Zervò dalla località Modera di Panacuma. Costeggiamo i ripidi declivi che fiancheggiano il fiume, superando abilmente piccoli salti d’acqua che aumentano progressivamente di altezza, fino a giungere a monte della prima grande verticale. Cascata di Mazzulisà Cascata di Mazzulisà Un salto d’acqua nascosto tra le pieghe più selvagge dell’Aspromonte,… Cascata Riace Cascata Riace Scopri la Cascata di Riace e il raro vivaio di Woodwardia radicans,… Cascata Ninarello Cascata Ninarello Una meraviglia nel cuore di Piminoro Nelle vicinanze del pittoresco… No posts found La prima grande cascata: Lafricegli 1 L’avvicinamento alla cascata ci pone davanti ad un’ardita impresa. La discesa lungo il versante idrografico sinistro del torrente si rivela dirupata e scivolosa. Un manto di foglie ammortizza i nostri passi, mentre Lilli, nostra guida, si muove con destrezza lungo la scoscesa dorsale. Finalmente, davanti ai nostri occhi si innalza uno spettacolare salto d’acqua di circa 30 metri, custodito tra poderosi costoni rocciosi ricoperti di muschi e licheni. Una natura primitiva e lussureggiante La bellezza di questa cascata ci pone di fronte a una natura selvaggia e lussureggiante. Un luogo primitivo dove la vegetazione mediterranea si mescola a quella subtropicale delle antiche foreste pluviali. L’ambiente circostante sembra immune alle interferenze umane, mantenendo intatta la sua autenticità e incontaminata asperità.  Il pranzo ai piedi della cascata Immortaliamo la nostra presenza sotto il fragoroso scroscio delle cascate consumando il nostro pranzo ai piedi della cascata. L’acqua nebulizzata si perde nell’aria temperando la nostra fatica. La purezza del luogo e la sua straordinaria biodiversità offrono un’esperienza sensoriale unica, un’immersione totale in un ecosistema che sembra sospeso nel tempo. La sfida finale: l’ultima cascata Rinfrancati, proseguiamo lungo il torrente raggiungendo l’estremità proibita dell’ultimo salto. Una vertiginosa caduta di circa 50 metri si perde nel vuoto, proseguendo il suo percorso in una valle sempre più impenetrabile. La conquista di Lafricegli 2 Con ostinata determinazione decidiamo di affrontare la cascata dal basso consapevoli che il ritorno comporterà un notevole sforzo fisico. Ed proprio quando si è al limite che bisogna dare il massimo, no? Il percorso è una prova di resistenza e forza di volontà. Procediamo lungo un arduo declivio, giungendo finalmente ai piedi dell’ultima cascata: Lafricegli 2. Un massiccio costone umido trasmette una presenza imponente e silenziosa. La roccia bagnata sotto i nostri piedi testimonia il potere dell’acqua che scorre vigorosa. Giunti al punto più basso, la soddisfazione di aver raggiunto il nostro obiettivo è palpabile. Tuttavia, la vera sfida è ancora davanti a noi: il ritorno. Il ritorno Con il corpo affaticato e la mente focalizzata, ci prepariamo ad affrontare il difficile cammino in salita. Ogni passo è un test di resistenza, ogni respiro un segno della nostra determinazione. Risalendo il pendio, il sentiero iniziale appare come un miraggio. Ma non ci arrendiamo! Con tenacia e forza di volontà superiamo ogni ostacolo trovando nel sostegno reciproco la motivazione per continuare. Un incontro memorabile Mentre ci avviamo verso la conclusione di questa avventura due caprioli ci appaiono all’improvviso quasi a voler salutare il nostro passaggio. Un incontro che suggella una giornata già indimenticabile, un momento che rimarrà scolpito nella nostra memoria. Conclusioni Abbiamo esplorato e conquistato le incredibili cascate Lafricegli, attraversando sentieri selvaggi e immergendoci in una natura primitiva e incontaminata. Ora tocca a voi prendere il testimone e vivere quest’incredibile viaggio. Preparatevi a scoprire un mondo dove la magia è reale e la natura parla una lingua antica e affascinante. Buon viaggio, esploratori! Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi

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Nel cuore della Calabria meridionale, posta su un'altura che domina il mar Ionio, sorge la cittadina di Bova. Scopri su TaCuntu!

Bova

Bova Alla scoperta di Bova: Il cuore della Calabria greca Nel cuore della Calabria meridionale, posta su un’altura che domina il mar Ionio, sorge la cittadina di Bova. Considerata uno dei borghi più belli d’Italia, un gioiello di storia e cultura, rappresenta uno degli ultimi baluardi della lingua e delle tradizioni grecaniche in Italia. Tappa obbligatoria per chiunque voglia scoprire l’anima autentica della Calabria. Un viaggio nel tempo Bova, conosciuta anche come “Vùa” in greco-calabro, vanta una storia millenaria, con insediamenti che risalgono al neolitico. La zona è culla secolare della minoranza linguistica ellenofona di Calabria, non a caso denominata Bovesia. Situata sul versante ionico meridionale dell’Aspromonte, ha preservato intatte le sue tradizioni e la sua cultura grazie a una combinazione di fattori storici e geografici. La difficoltà nei collegamenti e l’asperità dell’entroterra, infatti, hanno trasformato l’intera area grecanica in una vera e propria isola culturale, un baluardo di identità e resilienza.La posizione elevata di Bova ne fece un rifugio durante le incursioni saracene, similmente a molti altri centri storici della Calabria meridionale.  La cultura grecanica Il greco-calabro, o grecanico, è una delle lingue minoritarie più antiche d’Italia, parlata da una piccola comunità di persone nella zona di Bova. L’influenza bizantina, infatti, è evidente nella lingua, nella cultura e nell’architettura locale. Questo dialetto, oggetto di studi linguistici e culturali, è un diretto discendente del greco antico e rappresenta un patrimonio immateriale di inestimabile valore. Viene tramandato oralmente di generazione in generazione, mantenendo vive le antiche tradizioni linguistiche e culturali della Magna Grecia.  L’accoglienza di un borgo autentico Gli abitanti di Bova sono noti per la loro ospitalità. Le piccole botteghe artigiane e i ristoranti del borgo offrono prodotti tipici di alta qualità. Non si può visitare Bova senza assaggiare i deliziosi formaggi locali, le ricotte, i salumi e la famosa ‘lestopitta’ antico pane dalle origini greche, un connubio di sapori che riflette l’anima stessa del territorio.  Arte e architettura Bova vanta anche un ricco patrimonio artistico. La Cattedrale di San Leo, con la sua facciata imponente e gli interni decorati, è un esempio significativo di architettura religiosa. I resti del castello di origine normanna racchiudono in sé il leggendario mito dell’”Orma della Reggina”. Secondo questa antica leggenda, bastava che il piede di una fanciulla combaciasse perfettamente con quello della Regina fondatrice per far sì che la roccia si aprisse svelando il tesoro custodito al suo interno.  Escursioni e natura Nascosto tra i suggestivi vicoli dell’antico borgo di Bova, si snoda il Sentiero della Civiltà Contadina. Questo percorso, vero e proprio museo all’aperto, offre un viaggio affascinante nel mondo della cultura contadina offrendo ai visitatori un’immersione autentica nella cultura rurale di un tempo. Per gli amanti della natura, Bova è il punto di partenza ideale per esplorare il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Sentieri escursionistici ben segnalati conducono attraverso paesaggi mozzafiato offrendo un’esperienza unica e suggestiva. Una delle escursioni più popolari è il Sentiero dell’Inglese, un percorso storico che segue le tracce lasciate da Edward Lear, paesaggista inglese che esplorò la Calabria a metà Ottocento.  Affidarsi alle guide locali: Un valore aggiunto Per vivere appieno l’esperienza di Bova e dei suoi dintorni, è altamente consigliato affidarsi alle guide locali. Questi esperti del territorio non solo conoscono i sentieri migliori e più sicuri, ma possono anche arricchire l’escursione con racconti e aneddoti che rivelano la cultura e le tradizioni del luogo.[the_ad id=”20183″] Come arrivare Raggiungere Bova non è difficile, ma richiede un po’ di pazienza. Da Reggio Calabria, si percorre la SS106 fino a Melito di Porto Salvo, per poi seguire le indicazioni verso Bova lungo una strada panoramica che serpeggia tra le colline. Il viaggio, seppur tortuoso, è ripagato dalla bellezza del paesaggio e dalla scoperta di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Conclusione Bova è un luogo che incanta e sorprende, dove tradizione e natura si fondono in un equilibrio perfetto. Visitare questo borgo significa immergersi in una realtà autentica, lontana dal turismo di massa, e scoprire una Calabria diversa, fatta di storie antiche e panorami mozzafiato. Per chi cerca una destinazione unica, ricca di cultura e bellezze naturali, Bova rappresenta una scelta ideale. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! Seguici sui social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Cascata Ninarello, poderosa verticale di 50 mt. Scopri su TaCuntu

Cascata Ninarello

Cascata Ninarello Una meraviglia nel cuore di Piminoro Nelle vicinanze del pittoresco borgo di Piminoro, suggestiva frazione montana del Comune di Oppido Mamertina, si celano percorsi torrentistici e naturalistici di straordinaria bellezza. Un rifugio perfetto per chi desidera vivere esperienze indimenticabili e scoprire la bellezza selvaggia dell’Aspromonte. Tra le gemme di questo paesaggio mozzafiato spiccano le Cascate Ninarello, con una verticale spettacolare di quasi 50 metri, che lasciano senza fiato chiunque vi si trovi davanti. Ma non sono le sole: l’intera zona è animata dalla forza dell’acqua, come dimostra “U schicciu da cataratta”, una poderosa cascata di circa 40 metri che segna il punto culminante del torrente Ferrandina. Un sentiero tra tesori naturali L’approccio alla Cascata Ninarello avviene attraverso un sentiero immerso in una lussureggiante vegetazione. All’interno di questo luogo primordiale si celano tesori naturali come la Grutta dei Quatrari (grotta dei ragazzini), un tunnel di circa sessanta metri che si perde nel cuore della terra. Inserita nel Catasto delle Grotte della Calabria con il numero identificativo “Cb 431” è un tesoro nascosto che aspetta solo di essere esplorato! [the_ad id=”20176″] Come avvicinarsi alla cascata? L’accesso a questo spettacolo naturale offre due alternative, ciascuna richiedente specifiche competenze. Per gli appassionati di canyoning, è possibile affrontare la discesa lungo il corso del Ninarello con l’ausilio di corde e una preparazione adeguata. Tuttavia, questa impresa richiede una conoscenza approfondita delle tecniche e una buona dose di coraggio. Per coloro che preferiscono un’esperienza più tranquilla, l’escursionismo offre un percorso ad anello di moderata difficoltà. Si consiglia sempre di intraprendere queste avventure in compagnia di guide locali esperte, che possono garantire una navigazione sicura attraverso i tesori naturali di questo suggestivo territorio. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20442″] Continua a leggere… Diario di viaggio Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Avventura nelle gole del torrente… Continua a leggere… Diario di viaggio Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Un’antica via si snoda tra i resti… Continua a leggere… Diario di viaggio Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Un viaggio affascinante tra… Continua a leggere… Diario di viaggio Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Preparati a scoprire l’incanto dell’Aspromonte!… Continua a leggere… Diario di viaggio Serro Castellace e la Rotta degli abissi Serro Castellace e la Rotta degli abissi San Pantaleone: Alla scoperta del cuore selvaggio della Provincia… Continua a leggere… Diario di viaggio Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! Scopri il mistero della ‘casa sulla casa’:… Continua a leggere… Diario di viaggio Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Alla scoperta di Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Scopri panorami mozzafiato, antichi… Continua a leggere… Diario di viaggio Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno Scopri l’invalicabile cascata… Continua a leggere… Diario di viaggio La magia delle Cascate Lafricegli La magia delle cascate Lafricegli Alla scoperta di un paradiso nascosto tra le pieghe dei monti aspromontani…. Continua a leggere… Diario di viaggio Alla scoperta del Torrente Vacale Alla scoperta del Torrente Vacale Avventura nel Torrente Vacale, mistero e fascino nel cuore del Parco… Continua a leggere… [the_ad id=”20134″]

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Esplora le stradine di Fiumara di Muro e lasciati incantare dalla sua bellezza senza tempo!

Fiumara di Muro e l’incantevole frazione di Borgo Croce

Fiumara di Muro e l’incantevole frazione di Borgo Croce Alla scoperta di Borgo Croce, Un luogo magico e colorato dove il tempo sembra essersi fermato. Contenuto 1. Fiumara di Muro: Trek urbano tra presente e passato2. Segreti nascosti dietro le rovine del tempo3. Rione San Rocco4. Il Convento dei Cappuccini5. Borgo Croce6. Rinascita e resilienza Scheda Tecnica Difficoltà Tecnica: T/EPeriodo: Tutto l’annoComune: Fiumara di Muro A poco più di venti minuti da Reggio Calabria, sorge Borgo Croce, suggestiva frazione del Comune di Fiumara di Muro. Qui, tra le architetture semplici e l’intreccio di stradine, visitatori di ogni età ritrovano il fascino della vita essenziale e l’eco di un passato intriso di serenità e spensieratezza. Fiumara di Muro: Trek urbano tra presente e passato Il nostro percorso prende avvio dal Rione Terra, cuore storico e autentica testimonianza dell’antico abitato di Fiumara di Muro, originariamente una delle comunità più estese e sviluppate del territorio reggino. Un cammino ben segnalato e mantenuto collega la frazione di San Nicola, sede dell’amministrazione comunale di Fiumara, al suggestivo abitato di Borgo Croce. Segreti nascosti dietro le rovine del tempo Lungo il tragitto si incontrano numerose attrazioni di rilievo storico e artistico. Tra queste, l’imponente facciata di Palazzo Catalani e l’Antico Campanile della Chiesa dell’Immacolata, originaria sede arcipretale, custode di un dipinto della Vergine Maria risalente al XVII secolo, riconducibile alla scuola di Antonello da Messina. Rione San Rocco Lasciamo rapidamente l’asfalto seguendo un sentiero rigoglioso che, partendo dal rione San Rocco, conduce fino al Convento dei Cappuccini, oggi non più attivo. Il percorso ci mantiene immersi nell’atmosfera storica e suggestiva del luogo, proseguendo tra stradine acciottolate e scorci verso il mare, il cui azzurro si distingue all’orizzonte. Il Convento dei Cappuccini Adagiato su un pianoro che domina la valle, il Convento dei Cappuccini appare oggi in rovina, ma conserva un fascino un fascino austero, carico di silenzio e spiritualità. Incendi e vandalismi ne hanno deturpato l’originaria bellezza di cui permangono, seppur con evidenti ferite, raffigurazioni sacre consacrate al silenzio e all’oblio. Davanti al Convento, un lembo di terra si estende offrendo affacci suggestivi e prospettive di grande respiro.  Borgo Croce Per lungo tempo Borgo Croce è rimasto un luogo dimenticato, segnato da un progressivo abbandono dovuto da una consistente emigrazione. Negli ultimi anni, tuttavia, il borgo ha conosciuto una significativa trasformazione grazie all’impegno costante di un gruppo di cittadini che ha saputo convertire un destino di declino in opportunità di rinascita. Oggi il paese si propone come meta di un turismo emozionale e partecipativo, evidente nei murales dai colori vivaci che decorano le sue vie e negli itinerari naturalistici e culturali che riscoprono le radici autentiche del territorio. Il piccolo bar accanto alla chiesa, unico punto di ristoro del paese, offre un’accoglienza familiare che contribuisce a rendere l’esperienza di visita ancora più intensa e suggestiva. borgo-croce-1 borgo-croce-2 borgo-croce-3 borgo-croce-4 borgo-croce-5 borgo-croce-6 borgo-croce-7 borgo-croce-8 Rinascita e resilienza Oggi Borgo Croce rivive e si pubblicizza anche grazie alla grande comunità di influencer e di visitatori che attraverso le loro storie fanno brillare il Paese raccontando i colori e le bellezze di questa magica destinazione. Un esempio luminoso di resilienza e rigenerazione, faro di rinascita per comunità in cerca di ispirazione. Identità e valore hanno riguadagnato il loro posto in questo angolo dimenticato, risorgendo con forza e determinazione. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Serro Castellace e la Rotta degli abissi No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Non solo mare! 5 consigli per vivere la tua vacanza senza pensieri Terra di contrasti,… Continua a leggere… Saperi e Sapori Erbe spontanee commestibili calabresi: Un tesoro di sapori selvatici Erbe spontanee commestibili calabresi: Un tesoro di sapori selvatici Scopri le 10 piante più comuni e… Continua a leggere… La nostra Newsletter Registrati qui! Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram

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Gallicianò: Un tuffo nell'anima greca di Calabria

Gallicianò

Gallicianò Un tuffo nell’anima greca della Calabria Gallicianò, incantevole borgo situato nel comune di Condofuri, nella provincia di Reggio Calabria, rappresenta un autentico testimone di epoche antiche. Questo piccolo centro, profondamente radicato nella storia, offre un’esperienza unica per chi desidera immergersi nelle tradizioni e nella cultura locale. Non è solo un borgo, ma un vero e proprio patrimonio da esplorare e custodire, capace di raccontare, attraverso la sua bellezza genuina e la sua storia millenaria, la ricchezza culturale della Calabria.[the_ad id=”20193″] Origini e storia Le radici di Gallicianò risalgono ai tempi più remoti, quando antichi popoli trovavano rifugio tra le valli e le montagne dell’Aspromonte. Il nome del borgo, avvolto nel mistero, potrebbe derivare dalla famiglia romana dei Gallicius, la cui influenza si estendeva su queste terre. Nel corso dei secoli Gallicianò ha attraversato periodi di splendore e tragedia: dall’epoca magnogreca al dominio bizantino, fino al devastante terremoto del 1783 che distrusse gran parte del patrimonio architettonico e causò numerose vittime. Nonostante le avversità il borgo ha conservato il suo fascino antico e la sua identità. [the_ad id=”20193″] Lingua e Cultura Nel cuore di questo borgo calabrese riecheggia ancora il greco di Calabria, un’isola linguistica che rappresenta un baluardo della tradizione ellenica. Qui sopravvive una preziosa testimonianza di un’antica eredità culturale, minacciata dal rischio di estinzione ma gelosamente custodita dalla comunità locale, impegnata nella sua preservazione. Ma la ricchezza culturale di Gallicianò non si esaurisce nella lingua: si manifesta nella musica tradizionale, nella cucina locale, nelle celebrazioni religiose e nei gesti della quotidianità. Questo piccolo centro si configura come un baluardo di tradizioni viventi, resistendo al trascorrere del tempo e custodendo un tesoro inestimabile di storia e identità. Tesori da scoprire Le strette viuzze del borgo, cariche di memoria, conducono a tesori architettonici di grande rilievo, tra cui la chiesa di San Giovanni Battista e il museo etnografico dedicato a ‘Anzel Merianoù’, custodi preziosi di un passato ricco di tradizioni e cultura. Tra le meraviglie da non perdere spicca la chiesa ortodossa di Panaghìa tis Elladas, simbolo di una ritrovata spiritualità e la romantica fontana dell’amore, Cànnalo tis Agàpi in lingua greco calabra, dove tradizione e bellezza naturale si fondono in un incanto senza tempo. Tradizioni e folklore Gallicianò prende vita durante le festività, quando le strade si riempiono di suoni e colori, di balli e canti che celebrano l’identità unica di questo luogo incantato. La festa di San Giovanni Battista (28 e 29 agosto), Patrono del paese, è un’occasione speciale per immergersi nelle tradizioni locali. In questa circostanza, le strade di Gallicianò si riempiono di musica, balli tradizionali e delizie culinarie, offrendo un’esperienza indimenticabile per abitanti e visitatori. Itinerari e passeggiate Immerso in un contesto naturale di grande suggestione, il paese è circondato da una fitta rete di sentieri escursionistici che si snodano attraverso paesaggi selvaggi e incontaminati, regalando ai visitatori vedute mozzafiato e un profondo contatto con l’ambiente. Conclusioni Gallicianò è molto più di un semplice borgo, è un viaggio nel tempo, un’esperienza che nutre l’anima. Con la sua storia affascinante, le sue tradizioni vivide e i suoi paesaggi mozzafiato, cattura l’immaginazione e lascia un’impronta indelebile nel cuore di chiunque abbia la fortuna di visitarlo. Venite ad esplorare i segreti delle sue strade, a gustare i sapori della sua cucina tradizionale e a immergervi nella calda accoglienza della sua gente. In ogni angolo di questo incantevole borgo troverete una storia da scoprire, un sorriso da condividere e un ricordo da custodire per sempre. Gallicianò è pronto ad accogliervi e a regalarvi un’esperienza unica che vi accompagnerà per tutta la vita. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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