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Tracciolino sull'Amendolea

Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato

Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Preparati a scoprire l’incanto dell’Aspromonte! Dal borgo di Gallicianò alla carcara di Stuppari, esplora sentieri dimenticati e respira il fascino autentico di luoghi senza tempo Share L’incanto di Gallicianò: Un viaggio tra leggende, natura selvaggia e ricordi senza tempo La nostra avventura si sviluppa ancora una volta tra le aspre incisioni aspromontane, dove la natura ha forgiato panorami straordinari e la storia, ricca di leggende, si mescola a tradizioni che raccontano di epoche lontane. Siamo a Gallicianò, pittoresca frazione del comune di Condofuri in Provincia di Reggio Calabria. Questo incantevole borgo, circondato da sentieri che attraversano paesaggi selvaggi e suggestivi, conserva ancora l’autenticità e la tranquillità di un luogo lontano dal tempo. Il sentiero primordiale Lasciamo alle spalle il suggestivo villaggio, avanzando all’interno di un passaggio che rivela da subito la sua essenza primordiale, dove il senso di avventura si mescola all’inquietudine del dirupo.Ad ogni passo, il cammino si perde e si ritrova, amplificando il sentimento di allerta e di prudenza che diventa parte dell’esperienza stessa.  Il percorso si fa più ripido, mentre la roccia, logora dal tempo e segnata dal passaggio di animali, diventa testimone silenziosa della vita che anima questi luoghi così impervi e primitivi. Il panoramico silenzio di Carmenedda La fatica del cammino trova la sua ricompensa in località Carmenedda, punto panoramico che sovrasta la valle dell’Amendolea. Qui, il paesaggio si svela in tutta la sua maestosa semplicità: una natura aspra e selvaggia si intreccia in un abbraccio di colori, luci e ombre. In lontananza, il richiamo di un pastore si leva nell’aria fondendosi con il silenzio della valle. Suoni che sembrano provenire da un tempo lontano, capaci di risvegliare nel cuore emozioni ancestrali e un senso profondo di connessione con le radici dell’umanità stessa. Nel cuore di Cameni: Un viaggio tra natura e memoria Proseguendo lungo il sentiero, si accede ai rigogliosi paesaggi di Cameni, un’area in cui la natura si manifesta in tutta la sua prorompente vitalità. Qui, la vegetazione selvaggia avvolge con forza i resti di antiche costruzioni rurali, mute testimonianze di un passato agricolo che ancora resiste al trascorrere del tempo. Il Tracciolino sull’Amendolea Ci addentriamo sempre più nel cuore di una vegetazione selvaggia e impenetrabile, attraversando sentieri naturali che procedono su sporgenze naturali sospese tra cielo e terra, offrendo vedute mozzafiato sul letto serpeggiante della Fiumara.Un itinerario ricco di fascino e bellezza, capace di suscitare suggestioni e parallelismi con il più celebre Tracciolino, il percorso panoramico che collega Palmi a Bagnara nell’estremo sud della provincia di Reggio Calabria. Non a caso ribattezzato il ‘Tracciolino sull’Amendolea‘ (cit. Francesco), un tributo alla sua unicità e alla capacità di evocare emozioni analoghe in un contesto di eccezionale valore naturalistico e culturale. Il crepuscolo a guardia del tempo Il nostro obiettivo si avvicina, ma il crepuscolo all’orizzonte ci avverte che il tempo stringe. Siamo immersi in un mondo perduto, dove i confini naturali univano e separavano terre e comunità. Un luogo che racconta storie di isolamento e bellezza, che sembra appartenerci e sfuggirci al tempo stesso, intriso di silenzi senza tempo, in cui la natura domina incontrastata ed ogni elemento sembra custodire un segreto del passato. La carcara di Stuppari: Testimonianza silenziosa di un trascorso operoso Attraversiamo la località di Stuppari, dove i resti di una struttura muraria di forma circolare, probabilmente una carcara – antica fornace utilizzata per produrre calce – emerge dal terreno come testimonianza silenziosa di un trascorso operoso. Costruita in maniera non casuale, ma sapientemente posizionata vicino al luogo da cui si estraeva la materia prima necessaria al suo funzionamento. In questo luogo, dove le tracce del tempo si intrecciano con la bellezza incontaminata della natura, la storia prende vita, narrata attraverso le pietre e il silenzio che avvolge il paesaggio. Sargagna: Luogo di resilienza e adattamento Finalmente raggiungiamo Sargagna, un toponimo che non si limita a identificare un luogo geografico, ma racchiude in sé un richiamo potente alla cultura e alla storia della valle. Il suono stesso del nome sembra evocare la rudezza e la complessità di questo territorio.Osservando il paesaggio, si svela un frammento della vita che un tempo animava questi luoghi. Qui, sacrificio, resilienza e adattamento non erano solo virtù, ma necessità quotidiane. Il viaggio nei segreti della valle Proseguendo la nostra discesa verso valle, ci immergiamo tra terrazzamenti scavati dall’ingegno umano, gebbie che raccolgono acqua preziosa e canali di irrigazione, segni tangibili della sapienza contadina. È come camminare nella memoria, tra i racconti di chi ha vissuto, lavorato e amato queste terre.E poi, l’incontro con i resti di una vecchia abitazione. Un rudere solitario, ultimo baluardo di un passato ormai lontano, svela frammenti di vite dimenticate. Sullo sfondo, in lontananza, il letto ghiaioso dell’Amendolea diventa il teatro di una scena primordiale. Un grosso cinghiale, simbolo di forza e vulnerabilità, sfreccia disperatamente lungo il greto, in cerca di rifugio. Attorno a lui, l’oscurità che avanza diventa complice di un pericolo invisibile, celando i predatori notturni che popolano la valle. Ed è di nuovo sera… La magia della notte: Un incontro con la natura selvaggia La notte, quel momento in cui il mondo si trasforma e la natura rivela il suo volto più autentico, è ormai diventata un rituale irrinunciabile. Un appuntamento al buio, forse cercato, forse temuto, che mescola stupore e inquietudine. Il silenzio avvolge ogni cosa, interrotto solo dai suoni misteriosi e familiari della vita notturna.Attraversiamo a piedi nudi le acque gelide della fiumara Amendolea, illuminata dai fasci tremolanti delle nostre torce. Lilli, la nostra vivace compagnia a quattro zampe, freme con entusiasmo, pronta a tuffarsi in quel mondo d’ombra e di riflessi. Focolio: Il ritorno tra luci e ombre su crinali solitari Il percorso ci conduce velocemente verso un’ansa sabbiosa, protetta dall’abbraccio di monumentali ontani. È un luogo di rara bellezza, ma anche di sottile tensione, dove la vita notturna, invisibile e vigile, potrebbe osservare i nostri movimenti, valutando la nostra intrusione.Con passi misurati, iniziamo a salire lungo il crinale, mentre l’atmosfera, intrisa dei profumi di terra e vegetazione, si fonde con il

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Avventura sul Sentiero dei Francesi: Alla ricerca della grotta di San Sebastiano e del tunnel di Murat

Sentiero dei francesi: Grotta di San Sebastiano e tunnel di Murat

Sentiero dei francesi Alla ricerca della grotta di San Sebastiano e del tunnel di Murat Alla scoperta del sentiero dei francesi Il Sentiero dei francesi si sviluppa per 3 km circa lungo un panoramico e vertiginoso crinale che parte dalla frazione di Ceramida di Bagnara Calabra.Utilizzato anticamente per trasportare l’uva dai terrazzamenti collinari al mare, oggi rappresenta uno dei percorsi naturalistici più suggestivi del mediterraneo tratto finale, e probabilmente più impegnativo, del sentiero Tracciolino (percorso coast to coast che da Palmi conduce alla vicina Bagnara). U Munti: Il nostro punto di partenza Il nostro viaggio inizia dal cocuzzolo denominato ‘U Munti’. Dalla sommità lo sguardo spazia da Capo Vaticano a Scilla, abbracciando simbolicamente lo Stretto di Messina incluso le isole più lontane dell’arcipelago eoliano. Questa volta siamo alla ricerca della grotta di San Sebastiano (un tempo rifugio di montanari ed eremiti), della quale tanto abbiamo sentito parlare e che più volte invano abbiamo tentato di conquistare. Selvaggi dirupi e declivi scoscesi L’avvicinamento è abbastanza travagliato, si perde spesso nei labirinti di una sorprendente vegetazione mediterranea aspra e implacabile che lascia sulla pelle i segni della sua resilienza. Si cammina lungo selvaggi dirupi e declivi scoscesi, un tempo occupati dall’uomo attraverso la realizzazione di efficaci terrazzamenti. Luoghi agresti e impervi sospesi su precipizi che mostrano dall’alto le trasparenze del mare. Alla conquista della grotta di San Sebastiano Proseguiamo con passi accorti e calcolati, superando ostacoli e intricati passaggi arrivando finalmente sul fianco della grotta. L’ingresso è parzialmente limitato da un inaspettato cancello malconcio e arrugginito. L’interno della grotta a prima vista è ampio e profondo. Sul terreno persistono in totale abbandono attrezzi e solchi di probabili scavi archeologici che ne sfregiano il fascino naturale. Anche l’anfratto più inaccessibile è stato mortificato dall’uomo e l’emozione di una conquista si trasforma inaspettatamente in frustrazione e dispiacere. L’approccio mistico (quasi surreale) tanto desiderato diventa ai miei occhi orrido teatro industriale di opere incompiute e di bellezze oltraggiate. Ritorno sul sentiero principale Decidiamo allora di riprendere il cammino proseguendo a ritroso il sentiero compiuto all’andata. Arrivati sul tracciato principale percorriamo lungo un declivio scosceso la strada che conduce al tunnel Murat (o tunnel dei francesi). Il tragitto è agevole e si snoda tra i pianori agricoli ormai abbandonati il cui passaggio è facilitato da antichi gradini in pietra.Questo tratto di costa ha nel tempo stimolato la sensibilità creativa di narratori, poeti e viaggiatori. Tra questi lo scrittore Paolo Rumiz offre descrizioni che colpiscono dritto al cuore “Pochi luoghi al mondo hanno la potenza di questa uscita…qui respiri la leggenda insieme al vento”. Con una sorprendente narrazione immagina ancora questo luogo 2000 anni fa quando “la Triremi dei Greci escono dallo Stretto e i marinai si appoggiano alle murate guardando stupefatti il colore di un mare viola che non hanno mai visto, di un blu profondo dove l’ancora non pesca mai”. Il tunnel Murat e la storia militare Giungiamo finalmente al fatidico traforo antistante il porto di Bagnara, un tunnel aperto in epoca napoleonica dai francesi (1800 circa) collegato storicamente alla spiaggia da una massicciata che consentiva il passaggio di 2 militari alla volta. Terminato l’utilizzo per scopi militari la galleria divenne successivamente un comodo accesso per i contadini che dal mare si recavano a monte per coltivare le viti. Tuttavia il successivo crollo dell’unica via d’accesso, dovuto ad uno storico schianto di un caccia britannico durante la seconda guerra mondiale, costrinse i locali a cercare nuovi ingressi lungo la costa. Avvertenza Nota di sicurezza per escursionisti Gli itinerari pubblicati su TaCuntu hanno carattere esclusivamente descrittivo e riflettono esperienze personali. Essi non costituiscono guide ufficiali, né consigli professionali. I percorsi possono includere sentieri poco evidenti, crinali esposti e terreni instabili. Chiunque decida di intraprendere gli itinerari descritti lo fa a proprio rischio e pericolo. Per la sicurezza personale, si raccomanda di:– Affidarsi a guide locali esperte;– Non percorrere da soli itinerari non segnati o poco conosciuti;– Utilizzare equipaggiamento adeguato e strumenti di orientamento idonei;– Verificare preventivamente le condizioni meteorologiche e del terreno. 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