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Estate in Calabria? Non solo mare!

Estate in Calabria? Non solo mare! 5 consigli per vivere la tua vacanza senza pensieri Terra di contrasti, profumi intensi e paesaggi che tolgono il fiato, la Calabria d’estate diventa il palcoscenico perfetto per un’avventura unica.Immagina di camminare lungo sentieri sospesi tra cielo e mare, dove l’azzurro della costa incontra il verde intenso delle montagne. Se stai programmando la tua vacanza estiva in questa terra autentica e così sorprendente, lasciati guidare da qualche consiglio per trasformare il tuo viaggio in un’esperienza unica e indimenticabile.[the_ad id=”20183″] 1. Scegli la destinazione con cura La Calabria vanta una varietà di luoghi straordinari da esplorare. Prima di partire, fai delle ricerche approfondite sulla destinazione dell’escursione. Considera la difficoltà del percorso, la lunghezza del sentiero e le condizioni meteorologiche previste. Assicurati di selezionare un’area adatta al tuo livello di abilità e alle tue capacità fisiche. [the_ad id=”20193″] 2. Pianifica le attività outdoor Prepara il tuo zaino con tutto il necessario per escursioni, trekking e attività all’aperto. Dai un’occhiata alle numerose rotte escursionistiche che attraversano le montagne e i parchi naturali della regione. Rispetta l’ambiente: Mantieni pulito il tuo percorso, porta con te i rifiuti e rispetta la flora e la fauna locali.Sii preparato: Assicurati di avere abbastanza cibo, acqua, protezione solare e attrezzature di emergenza per tutta la durata dell’escursione.Rispetta i segnali e le regole: Segui sempre i sentieri designati e rispetta le regole del parco per garantire la tua sicurezza e preservare l’ambiente.Comunica il tuo itinerario: Fai sapere a qualcuno il tuo programma di escursione e il percorso previsto, specialmente se stai intraprendendo un’avventura solitaria. Trekking con il cane: 12 consigli utili per affrontare al meglio l’avventura Read More Bastoni da trekking: consigli per l’acquisto Read More 3. Assapora la cucina locale La Calabria è famosa per la sua cucina genuina e saporita. Durante la tua escursione estiva, concediti il lusso di assaggiare i piatti tradizionali calabresi. Da pasta fresca e frutti di mare a salumi e formaggi locali, ogni morso ti farà scoprire i sapori autentici di questa terra. Non dimenticare di accompagnare i pasti con un bicchiere di vino locale. 4. Esplora la cultura e la storia Oltre alla sua bellezza naturale, la Calabria vanta una ricca storia e un patrimonio culturale affascinante. Dedica del tempo alla visita di antichi siti archeologici, castelli medievali e affascinanti borghi storici. Scopri le tradizioni locali: Partecipa a festival folkloristici, sagre gastronomiche e eventi culturali che animano le città e i paesi calabresi durante l’estate. Interagisci con la comunità locale: Scambia qualche parola con gli abitanti del posto per scoprire storie affascinanti e tradizioni secolari. 5. Goditi il mare e il sole Infine, non puoi lasciare la Calabria senza dedicare del tempo al relax sulle sue spiagge. Regalati il piacere di giornate infinite sotto il sole, tuffi rigeneranti nelle acque cristalline e passeggiate al tramonto lungo la costa. Fatti trasportare dal ritmo lento e autentico della vita mediterranea. Conclusioni Un’escursione estiva in Calabria è un’opportunità per connettersi con la natura, scoprire tesori nascosti e creare ricordi indelebili. Con una pianificazione attenta e un atteggiamento aperto, sarai pronto per un’avventura che ti porterà a esplorare le meraviglie di questa regione affascinante e accogliente. Preparati a lasciarti incantare dalla bellezza della Calabria e a vivere un’esperienza indimenticabile che porterai nel cuore per sempre. Buon viaggio! Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata.  Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! Video racconti Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino

Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Iniziamo il nostro viaggio nell’agro sud reggino percorrendo antiche mulattiere modellate dagli zoccoli di cavalli che ci hanno preceduto. Un percorso che si snoda nella storia e nella natura, ricco di emozioni e di inaspettate scoperte. Borgo Cerasara: Un borgo incantato Giungiamo su un piccolo colle, un gioiello nascosto situato tra le frazioni di Croce Valanidi e Bovetto. Questa sella di roccia arenaria custodisce al proprio interno fossili di organismi marini e fluviali, una storia vecchia milioni di anni. Proseguendo a valle incontriamo il pittoresco borgo abbandonato di Cerasara. Un piccolo tesoro adagiato sul pianoro antistante al torrente Pernasiti. Ci addentriamo in un paesaggio che sembra sospeso fuori dal tempo, accompagnati dal silenzio della valle, che ci guida verso un mondo inaspettato. In questo angolo nascosto, il tempo sembra essersi magicamente fermato e ogni dettaglio racconta storie di un passato remoto e affascinante. Il misterioso tunnel di arenaria Durante la nostra esplorazione, nascosto dalla vegetazione, scopriamo un piccolo tunnel misterioso scavato nell’arenaria. Un passaggio enigmatico che collega il paese al vallone adiacente. Esplorazione tra le antiche abitazioni del villaggioProseguiamo il nostro viaggio esplorando le abitazioni circostanti, testimoni silenziose del lento incedere del tempo. Queste strutture resistono stoicamente all’abbandono conservando al loro interno un vero e proprio museo di civiltà contadina. Queste abitazioni, spesso realizzate con materiali locali come pietra e mattoni, mostrano una forte connessione con la storia e la cultura del posto. Questi dettagli non sono solo elementi architettonici, ma vere e proprie finestre sul ricco patrimonio culturale e storico del luogo. Il frantoio nascosto: Una testimonianza del passato Nascosto tra le rovine scopriamo un antico frantoio, un vero e proprio simbolo del passato. Questa antica struttura, sepolta tra le rovine e circondata da mistero, è una testimonianza tangibile della vita e del lavoro di un tempo. Con la sua macina in pietra e l’atmosfera carica di storie, ci offre uno sguardo intimo e suggestivo sulla storia e la cultura del luogo. Incontri inaspettati Mentre stiamo per concludere il nostro viaggio, un inaspettato richiamo dalla cima del versante opposto ci sorprende. Amici escursionisti, attirati dalla nostra presenza nella valle (e dal vivace zampettio dell’immancabile Lilli), ci raggiungono per unirsi a noi. Ecco come trasformiamo ogni escursione in un’esperienza unica e speciale! Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Mocissà e la Valle delle Mummie Mocissà e la Valle delle Mummie Esplora Monte Mocissà e… Continua a leggere… I calanchi di San Lorenzo I calanchi di San Lorenzo Un viaggio straordinario e avventuroso… Continua a leggere… Load More

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Avventura sul Sentiero dei Francesi: Alla ricerca della grotta di San Sebastiano e del tunnel di Murat

Sentiero dei francesi: Grotta di San Sebastiano e tunnel di Murat

Sentiero dei francesi Alla ricerca della grotta di San Sebastiano e del tunnel di Murat Alla scoperta del sentiero dei francesi Il Sentiero dei francesi si sviluppa per 3 km circa lungo un panoramico e vertiginoso crinale che parte dalla frazione di Ceramida di Bagnara Calabra.Utilizzato anticamente per trasportare l’uva dai terrazzamenti collinari al mare, oggi rappresenta uno dei percorsi naturalistici più suggestivi del mediterraneo tratto finale, e probabilmente più impegnativo, del sentiero Tracciolino (percorso coast to coast che da Palmi conduce alla vicina Bagnara). U Munti: Il nostro punto di partenza Il nostro viaggio inizia dal cocuzzolo denominato ‘U Munti’. Dalla sommità lo sguardo spazia da Capo Vaticano a Scilla, abbracciando simbolicamente lo Stretto di Messina incluso le isole più lontane dell’arcipelago eoliano. Questa volta siamo alla ricerca della grotta di San Sebastiano (un tempo rifugio di montanari ed eremiti), della quale tanto abbiamo sentito parlare e che più volte invano abbiamo tentato di conquistare. Selvaggi dirupi e declivi scoscesi L’avvicinamento è abbastanza travagliato, si perde spesso nei labirinti di una sorprendente vegetazione mediterranea aspra e implacabile che lascia sulla pelle i segni della sua resilienza. Si cammina lungo selvaggi dirupi e declivi scoscesi, un tempo occupati dall’uomo attraverso la realizzazione di efficaci terrazzamenti. Luoghi agresti e impervi sospesi su precipizi che mostrano dall’alto le trasparenze del mare. Alla conquista della grotta di San Sebastiano Proseguiamo con passi accorti e calcolati, superando ostacoli e intricati passaggi arrivando finalmente sul fianco della grotta. L’ingresso è parzialmente limitato da un inaspettato cancello malconcio e arrugginito. L’interno della grotta a prima vista è ampio e profondo. Sul terreno persistono in totale abbandono attrezzi e solchi di probabili scavi archeologici che ne sfregiano il fascino naturale. Anche l’anfratto più inaccessibile è stato mortificato dall’uomo e l’emozione di una conquista si trasforma inaspettatamente in frustrazione e dispiacere. L’approccio mistico (quasi surreale) tanto desiderato diventa ai miei occhi orrido teatro industriale di opere incompiute e di bellezze oltraggiate. Ritorno sul sentiero principale Decidiamo allora di riprendere il cammino proseguendo a ritroso il sentiero compiuto all’andata. Arrivati sul tracciato principale percorriamo lungo un declivio scosceso la strada che conduce al tunnel Murat (o tunnel dei francesi). Il tragitto è agevole e si snoda tra i pianori agricoli ormai abbandonati il cui passaggio è facilitato da antichi gradini in pietra.Questo tratto di costa ha nel tempo stimolato la sensibilità creativa di narratori, poeti e viaggiatori. Tra questi lo scrittore Paolo Rumiz offre descrizioni che colpiscono dritto al cuore “Pochi luoghi al mondo hanno la potenza di questa uscita…qui respiri la leggenda insieme al vento”. Con una sorprendente narrazione immagina ancora questo luogo 2000 anni fa quando “la Triremi dei Greci escono dallo Stretto e i marinai si appoggiano alle murate guardando stupefatti il colore di un mare viola che non hanno mai visto, di un blu profondo dove l’ancora non pesca mai”. Il tunnel Murat e la storia militare Giungiamo finalmente al fatidico traforo antistante il porto di Bagnara, un tunnel aperto in epoca napoleonica dai francesi (1800 circa) collegato storicamente alla spiaggia da una massicciata che consentiva il passaggio di 2 militari alla volta. Terminato l’utilizzo per scopi militari la galleria divenne successivamente un comodo accesso per i contadini che dal mare si recavano a monte per coltivare le viti. Tuttavia il successivo crollo dell’unica via d’accesso, dovuto ad uno storico schianto di un caccia britannico durante la seconda guerra mondiale, costrinse i locali a cercare nuovi ingressi lungo la costa. Avvertenza Nota di sicurezza per escursionisti Gli itinerari pubblicati su TaCuntu hanno carattere esclusivamente descrittivo e riflettono esperienze personali. Essi non costituiscono guide ufficiali, né consigli professionali. I percorsi possono includere sentieri poco evidenti, crinali esposti e terreni instabili. Chiunque decida di intraprendere gli itinerari descritti lo fa a proprio rischio e pericolo. Per la sicurezza personale, si raccomanda di:– Affidarsi a guide locali esperte;– Non percorrere da soli itinerari non segnati o poco conosciuti;– Utilizzare equipaggiamento adeguato e strumenti di orientamento idonei;– Verificare preventivamente le condizioni meteorologiche e del terreno. TaCuntu e i suoi gestori declinano ogni responsabilità per danni, infortuni, incidenti o perdite di qualsiasi tipo derivanti dall’utilizzo delle informazioni presenti sul sito. L’escursionismo deve essere praticato con prudenza, preparazione e rispetto del territorio. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Monte Cataluce Escursione invernale sulle creste del Sant’Agata Rocca di Varva: natura, geologia e benessere Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco Lago Costantino: la mia prima grande avventura No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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