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Sulle tracce di Donna Canfora: il fascino segreto della Costa Viola

Sulle tracce di Donna Canfora: il fascino segreto della Costa Viola Tra mito e mare, dove le onde raccontano una leggenda senza tempo Share Contenuto 1. La Costa Viola e una leggenda che vive nel mare2. Donna Canfora3. Una promessa d’amore eterna4. Una fama che attraversò il Mediterraneo5. Il mercato galleggiante6. L’inganno della nave7. Il gesto che cambiò la leggenda8. Il mare si tinge di viola9. Dove nasce il nome Costa Viola10. Un tramonto tra mito e realtà11. Perché visitare la Costa Viola La Costa Viola e una leggenda che vive nel mare Ci sono luoghi che si visitano con gli occhi e altri che si comprendono davvero solo ascoltando le storie che custodiscono. La Costa Viola, in Calabria, è uno di questi. Tra scogliere affacciate sul Tirreno, tramonti spettacolari e acque dai riflessi cangianti, ogni angolo sembra custodire un racconto antico. Tra tutti, quello di Donna Canfora è il più affascinante. Diritti di immagine riservati: Archivio fotografico di Claudio Bova Donna Canfora Nella località Pietrenere, poco distante da Palmi, viveva una donna straordinaria. Donna Canfora era nota per la sua bellezza, ma anche per la sua intelligenza, cultura e generosità. La sua vita sembrava perfetta, fino a quando la morte prematura del marito spezzò il suo equilibrio. Ritratti del Fayyum Una promessa d’amore eterna Dopo la perdita del marito, Donna Canfora scelse di dedicare la propria esistenza agli altri. Aiutava i più bisognosi e rifiutava ogni proposta di matrimonio che le veniva rivolta, anche da uomini potenti e influenti. Per lei il legame con il marito era eterno e nessuno avrebbe potuto sostituirlo. Una fama che attraversò il Mediterraneo La sua storia e la sua fama si diffusero ben oltre le coste calabresi. Nei porti del Mediterraneo si parlava di questa donna bella e virtuosa, attirando l’attenzione di alcuni pirati saraceni. Affascinati dalla sua notorietà, decisero di organizzare un piano per rapirla. Il mercato galleggiante I saraceni arrivarono a Pietrenere travestiti da mercanti. La loro nave era stata trasformata in un elegante mercato galleggiante, ricco di tessuti preziosi, tappeti orientali, gemme scintillanti e ceramiche raffinate. L’evento attirò la curiosità degli abitanti del luogo e molte donne si riversarono sulla spiaggia per ammirare quelle meraviglie. skip render: ucaddon_post_list L’inganno della nave Anche Donna Canfora, pur avvertendo un senso di inquietudine, fu convinta a visitare il mercato. Una volta salita a bordo, il capitano la invitò a seguirlo per osservare meglio la merce esposta. Fu allora che la trappola scattò: le vele vennero issate, l’ancora sollevata e la nave prese il largo. Il gesto che cambiò la leggenda Resasi conto del rapimento, Donna Canfora chiese soltanto di poter salutare un’ultima volta la sua terra. Si avvicinò alla poppa della nave, rivolse lo sguardo verso il cielo e verso la costa che si allontanava, poi si gettò in mare gridando: impara, o tiranno, che le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore! Un gesto estremo che la leggenda ha trasformato in simbolo di libertà e fedeltà. Immagine rappresentativa creata con AI Il mare si tinge di viola Si racconta che nel punto esatto in cui Donna Canfora scomparve tra le onde, il mare cambiò colore. L’acqua si riempì di sfumature d’indaco, blu, turchese e viola, gli stessi colori del mantello che indossava. Da quel momento quelle tonalità sarebbero rimaste per sempre legate a questo tratto di costa. Dove nasce il nome Costa Viola Ancora oggi la costa che si estende da Palmi a Villa San Giovanni è conosciuta come Costa Viola. La tradizione popolare attribuisce questo nome alla leggenda di Donna Canfora, mentre la scienza lo spiega attraverso particolari fenomeni atmosferici e marini. I riflessi del sole e l’incontro delle correnti dello Ionio e del Tirreno creano infatti straordinarie sfumature violacee sull’acqua. Diritti di immagine riservati: Archivio fotografico di Claudio Bova Un tramonto tra mito e realtà Visitare la Costa Viola al tramonto significa assistere a uno spettacolo unico. Le scogliere si tingono di luce dorata, il mare riflette mille colori e la leggenda di Donna Canfora sembra tornare a vivere. In quel momento, mito e realtà si fondono in un’unica esperienza, regalando al viaggiatore uno dei panorami più suggestivi della Calabria. Diritti di immagine riservati: Archivio fotografico di Claudio Bova Perché visitare la Costa Viola La Costa Viola non è soltanto una destinazione balneare. È un luogo dove la natura incontra la memoria, dove ogni tramonto racconta una storia e dove le leggende diventano parte integrante del paesaggio. Chi arriva qui non porta a casa solo fotografie spettacolari, ma anche il ricordo di un racconto che continua a viaggiare sulle onde del mare. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure skip render: ucaddon_post_list Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia Continua a leggere… skip render: ucaddon_uc_card_post_carousel Questo è un avviso In questo articolo, troverai link di affiliazione Amazon e Google Adsense. 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Alla scoperta di Cala Janculla e della cascata dell'Omo. Declivi arditi, labirinti selvaggi e l'abbraccio gelido del mare, una sfida coraggiosa nella natura incontaminata della Costa Viola

Cala Janculla e la cascata dell’Olmo

Cala Janculla e la cascata dell’Olmo Tra natura selvaggia e memorie straordinarie, una sfida coraggiosa nella natura incontaminata della Costa Viola Cala Janculla: Un piccolo angolo di paradiso Cala Janculla, nota anche come Cala Iancuia, è un incantevole tratto di costa situato nel Comune di Seminara in Provincia di Reggio Calabria. L’area rappresenta un raro esempio di paesaggio costiero che ha resistito all’invasione del turismo di massa, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e immersiva in una natura incontaminata e primordiale.  L’avvicinamento: Via mare o sfida verticale? Accedervi a piedi non è semplice, molti preferiscono l’approdo via mare, partendo dal pittoresco porto di Bagnara. Un percorso che costeggia insenature e grotte attraverso un suggestivo viaggio che rende giustizia alla bellezza della costa. Ma noi? Scegliamo di percorrere a piedi l’aspro declivio di circa 600 metri che bruscamente giunge a Cala Juanculla. Un’impresa audace e forse un po’ imprudente, consapevoli delle incognite e delle leggendarie asperità di questa ruvida e intricata discesa. cala-janculla-avvicinamento-4 Cala Janculla avvicinamento Il sentiero meno battuto: Labirinto intricato ma avvincente Dopo minuziosi sopralluoghi, ci avventuriamo lungo un piccolo sentiero. La sua iniziale linearità si perde progressivamente all’interno di un fitto e inestricabile labirinto di arbusti e spine che lascia sulla nostra pelle i ricordi indelebili di questa discesa. [the_ad id=”20193″] Scorci panoramici e sfide verticali: La discesa verso la costa Osservato dall’alto, il mare svela le sue enigmatiche profondità, una distesa di trasparenze che mutano al variare della luce. Lungo le ripide pareti rocciose che si innalzano a picco sulle acque, il passo sicuro delle capre si fa strada con sorprendente destrezza, sfidando la gravità con naturale eleganza. Più in basso, sempre più vicina, si apre la splendida baia di Cala Janculla, una gemma incastonata tra terra e mare. cala-janculla-avvicinamento-1 cala-janculla-avvicinamento-2 Cascata dell’Olmo: Ascesa audace Giungiamo finalmente sulla costa, ‘luogo di incontro tra il sussurrio delle onde del mare e lo scroscio della cascata dell’Olmo’ (cit. Francesco). Alle nostre spalle un rivolo d’acqua persistente precipita sulla costa convergendo sul mare. Un audace salto di circa 60 mt, avvolto da un fascino irresistibile, ci trascina verso il suo imponente balzo, svelando un gioiello nascosto tra le rocce e le acque dello Stretto di Messina. Siamo al cospetto della Cascata dell’Olmo, meta ambita per molti appassionati di Canyoning.Dopo un’avventurosa ascesa tra rovi avviluppati a taglienti spuntoni di roccia, conquistiamo ogni centimetro di terreno per giungere ai bordi della piccola vasca posta ai piedi della suggestiva cascata. Un’esperienza avvolgente che ci fa sentire parte integrante di questo spettacolo naturale. Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Una sfida coraggiosa: Il gelido abbraccio del mare Terminata l’epica impresa, ci dirigiamo verso la costa per godere della sua tranquillità e recuperare energie. Il tempo si lascia scandire dall’ipnotico ritmo delle onde che lambiscono la costa. Il tiepido sole di marzo, caldo ma ingannevole, riscalda la nostra giornata mentre il mare ci sfida ad un gelido abbraccio. Potevamo resistergli??? Con un po’ di esitazione, decidiamo di anticipare la stagione estiva dei bagni. Una breve rincorsa e un risoluto urlo di incoraggiamento ehhh…viaaa! La stretta glaciale dell’acqua ci lascia senza fiato. Lo shock iniziale si traduce in un grido ancora più intenso…’Maroooo chi friddaaa!’. Resistere alle rigide temperature diventa una sfida coraggiosa, e così, tra brividi e risate, troviamo una connessione speciale con la vitalità della natura. Cala Janculla Cala Janculla Risalita impegnativa. Determinazione e ricordi straordinari Una serie di emozioni incredibili segnano la nostra incredibile avventura. Dopo qualche ora di meritato riposo decidiamo di risalire lungo lo stesso tratto intrapreso all’andata. Il pendio ripido si rivela impegnativo, richiedendo gambe forti e talvolta l’ausilio delle mani. Tuttavia, con determinazione e buona volontà, ritorniamo alla base, portando con noi il ricordo di un’avventura straordinaria. Avviso importante L’avvicinamento si snoda lungo un crinale stretto ed estremamente esposto. Per vivere questa avventura in sicurezza, è fortemente raccomandato farsi accompagnare da guide locali qualificate, che conoscano a fondo il territorio e sappiano affrontare eventuali imprevisti. Non partite mai senza l’equipaggiamento adeguato e sistemi di sicurezza indispensabili per tutelare la vostra incolumità, la prudenza e la preparazione sono alleate preziose in un ambiente tanto affascinante quanto insidioso. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata. [the_ad id=”20365″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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