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Cascate Lafricegli

La magia delle Cascate Lafricegli

La magia delle cascate Lafricegli Alla scoperta di un paradiso nascosto tra le pieghe dei monti aspromontani. Pronti per l’avventura? Contenuto 1. Alla scoperta delle Cascate Lafricegli2. Santa Cristina d’Aspromonte: Un paradiso naturale da scoprire3. L’inizio del cammino: Piani di Zervò4. Un percorso selvaggio5. La prima grande cascata: Lafricegli 16. Una natura primitiva e lussureggiante7. Il pranzo ai piedi della cascata8. La sfida finale: l’ultima cascata9. La conquista di Lafricegli 210. Il ritorno11. Un incontro memorabile12. Conclusioni Alla scoperta delle Cascate Lafricegli Il nostro viaggio prosegue attraverso gli scenari incantevoli dell’Aspromonte, custode di inesauribili segreti e incredibili meraviglie. Le calde giornate di giugno ci spingono verso quote più elevate, dove il clima più fresco e la confortevole ombra dei grandi faggi mitigano le temperature e offrono un piacevole rifugio dalla calura estiva.  Santa Cristina d’Aspromonte: Un paradiso naturale da scoprire Ci troviamo a Santa Cristina d’Aspromonte, suggestivo Comune in provincia di Reggio Calabria. Questo luogo offre una natura variegata e affascinante. Nella zona bassa predominano uliveti secolari, testimoni di una tradizione agricola millenaria. Salendo di quota gli ulivi cedono il passo a boschi rigogliosi di querce e lecci. Sulle vette più alte, infine, si ergono maestosi pini, faggi e abeti, creando un ambiente montano di grande fascino e suggestione. Questa varietà di vegetazione, unita alla presenza di fauna selvatica, fa di Santa Cristina d’Aspromonte un paradiso per gli amanti della natura e dell’escursionismo. Sentieri e percorsi immersi nel verde permettono di esplorare i diversi ambienti naturali, regalando emozioni indimenticabili. Un vero e proprio mosaico naturale, dove la natura si esprime in tutta la sua bellezza e varietà, rendendo questa località una meta ideale per chi desidera immergersi in un’oasi di pace e tranquillità. L’inizio del cammino: Piani di Zervò Il nostro viaggio prende il via nell’affascinante cornice dei Piani di Zervò, presso l’ex sanatorio Vittorio Emanuele III, un’area naturale di singolare bellezza situata nel cuore del Parco Nazionale d’Aspromonte. Tuttavia, il nostro percorso sarà tutt’altro che definito. Come spesso accade, le nostre ricerche ci spingono in luoghi impervi e poco praticati nell’estremo tentativo di raggiungere l’obiettivo programmato. Le misteriose cascate, infatti, sono rese ancora più enigmatiche e leggendarie dalle scarse, o quasi nulle, informazioni che abbiamo reperito dalle fonti a nostra disposizione. Un percorso selvaggio Carichi di aspettative abbandoniamo presto il Sentiero Serro Muzzu per addentrarci in una fitta vegetazione di felci ed eriche seguendo il corso di un torrente che separa idrograficamente i Piani di Zervò dalla località Modera di Panacuma. Costeggiamo i ripidi declivi che fiancheggiano il fiume, superando abilmente piccoli salti d’acqua che aumentano progressivamente di altezza, fino a giungere a monte della prima grande verticale. Cascata di Mazzulisà Cascata di Mazzulisà Un salto d’acqua nascosto tra le pieghe più selvagge dell’Aspromonte,… Cascata Riace Cascata Riace Scopri la Cascata di Riace e il raro vivaio di Woodwardia radicans,… Cascata Ninarello Cascata Ninarello Una meraviglia nel cuore di Piminoro Nelle vicinanze del pittoresco… No posts found La prima grande cascata: Lafricegli 1 L’avvicinamento alla cascata ci pone davanti ad un’ardita impresa. La discesa lungo il versante idrografico sinistro del torrente si rivela dirupata e scivolosa. Un manto di foglie ammortizza i nostri passi, mentre Lilli, nostra guida, si muove con destrezza lungo la scoscesa dorsale. Finalmente, davanti ai nostri occhi si innalza uno spettacolare salto d’acqua di circa 30 metri, custodito tra poderosi costoni rocciosi ricoperti di muschi e licheni. Una natura primitiva e lussureggiante La bellezza di questa cascata ci pone di fronte a una natura selvaggia e lussureggiante. Un luogo primitivo dove la vegetazione mediterranea si mescola a quella subtropicale delle antiche foreste pluviali. L’ambiente circostante sembra immune alle interferenze umane, mantenendo intatta la sua autenticità e incontaminata asperità.  Il pranzo ai piedi della cascata Immortaliamo la nostra presenza sotto il fragoroso scroscio delle cascate consumando il nostro pranzo ai piedi della cascata. L’acqua nebulizzata si perde nell’aria temperando la nostra fatica. La purezza del luogo e la sua straordinaria biodiversità offrono un’esperienza sensoriale unica, un’immersione totale in un ecosistema che sembra sospeso nel tempo. La sfida finale: l’ultima cascata Rinfrancati, proseguiamo lungo il torrente raggiungendo l’estremità proibita dell’ultimo salto. Una vertiginosa caduta di circa 50 metri si perde nel vuoto, proseguendo il suo percorso in una valle sempre più impenetrabile. La conquista di Lafricegli 2 Con ostinata determinazione decidiamo di affrontare la cascata dal basso consapevoli che il ritorno comporterà un notevole sforzo fisico. Ed proprio quando si è al limite che bisogna dare il massimo, no? Il percorso è una prova di resistenza e forza di volontà. Procediamo lungo un arduo declivio, giungendo finalmente ai piedi dell’ultima cascata: Lafricegli 2. Un massiccio costone umido trasmette una presenza imponente e silenziosa. La roccia bagnata sotto i nostri piedi testimonia il potere dell’acqua che scorre vigorosa. Giunti al punto più basso, la soddisfazione di aver raggiunto il nostro obiettivo è palpabile. Tuttavia, la vera sfida è ancora davanti a noi: il ritorno. Il ritorno Con il corpo affaticato e la mente focalizzata, ci prepariamo ad affrontare il difficile cammino in salita. Ogni passo è un test di resistenza, ogni respiro un segno della nostra determinazione. Risalendo il pendio, il sentiero iniziale appare come un miraggio. Ma non ci arrendiamo! Con tenacia e forza di volontà superiamo ogni ostacolo trovando nel sostegno reciproco la motivazione per continuare. Un incontro memorabile Mentre ci avviamo verso la conclusione di questa avventura due caprioli ci appaiono all’improvviso quasi a voler salutare il nostro passaggio. Un incontro che suggella una giornata già indimenticabile, un momento che rimarrà scolpito nella nostra memoria. Conclusioni Abbiamo esplorato e conquistato le incredibili cascate Lafricegli, attraversando sentieri selvaggi e immergendoci in una natura primitiva e incontaminata. Ora tocca a voi prendere il testimone e vivere quest’incredibile viaggio. Preparatevi a scoprire un mondo dove la magia è reale e la natura parla una lingua antica e affascinante. Buon viaggio, esploratori! Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi

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Pellaro e il Vallone Palombaro: Un viaggio straordinario tra natura e avventure all'aperto

Pellaro e il Vallone Palombaro

Pellaro e il Vallone Palombaro Scopri il fascino del Vallone Palombaro di Pellaro e la sua bellissima cascata Share Pellaro:  Avventure straordinarie e meraviglie naturali a pochi passi da Reggio Calabria In questo nuovo racconto esploreremo insieme le straordinarie bellezze di Pellaro, piccolo quartiere situato nella parte meridionale della città di Reggio Calabria. Oltre alla splendida costa, ribattezzata come il ‘Piccolo Brasile’ per le sue perfette condizioni climatiche e paesaggistiche, ha una forte connotazione naturale che ben si presta a molteplici attività all’aria aperta rivolte sia a principianti che ad esperti.  Destinazione imperdibile per gli appassionati di sport all’aria aperta Da oltre un ventennio, questa incantevole destinazione attira un crescente flusso turistico nazionale ed internazionale. Windsurf, kytesurf, escursioni, mountain bike, torrentismo, canyoning, passeggiate a cavallo, sono solo una parte delle esperienze che potrai vivere in questo luogo magico. Qui, l’unico limite è la tua voglia di esplorare.  Da Quattronari a Zerma Il nostro avventuroso viaggio inizia nel cuore della località Quattronari, a pochi passi dalla Parrocchia di San Giovanni Battista. Ci addentriamo lungo un sentiero che ci conduce attraverso le suggestive rovine di un’antica borgata, località nota dai locali come Mulini o ‘U Mulinu’. Durante la nostra esplorazione, scopriamo i resti della chiesetta di San Francesco da Paola e quelli un antico acquedotto in pietra. Un’importante opera d’ingegneria sulla cui sommità è posto un crocifisso in ferro, simbolo di resilienza e fervida spiritualità. Senza perdere altro tempo proseguiamo la salita seguendo un sentiero che ci guida verso località Zerma. Il Vallone Palombaro e la sua cascata nascosta Giungiamo quindi su un pianoro attraversando una vegetazione rigogliosa di piante selvatiche tipica dell’area. I colori vivaci della stagione segnano all’orizzonte i confini tra cielo e terra. Alle nostre spalle si apre il Vallone Palombaro all’interno del quale, nascosto da un’imperscrutabile gola, si mostra uno spettacolare salto d’acqua di circa 20 metri il cui nome è chiaramente accostato alla località in cui permane. Una meravigliosa cascata naturale, meta ideale per avventure adrenaliniche come il canyoning o il torrentismo, il cui ingresso si apre a quota 250 metri sul livello del mare (fonte: Catasto AIC) a poca distanza dal centro abitato di Pellaro. Incredibile, no? Alla scoperta della “chiusa”: tra rocce a strapiombo e panorami mozzafiato Proseguiamo il nostro viaggio costeggiando il versante interno del Vallone. Qui, la conformazione del terreno cambia gradualmente da conglomerato sabbioso a roccia compatta e dura. Superiamo massi e piccole depressioni fino a raggiungere un massiccio costone roccioso che si impone sulla gola, quasi a soffocarla, che i locali usano chiamare “a chiusa”. Un’esperienza immersa nella natura e nella storia Questo contrafforte roccioso, esposto a fortissime raffiche di vento che interessano l’intera area, domina la valle ed è soggetto a erosioni e frane. Immagina questo maestoso sperone ergersi imponente sulla valle sfidando con coraggio le potenti raffiche di vento che l’attraversano. La sua storia è una danza avvincente, le sue rocce raccontano segreti che fanno scaturire fantasie e probabili leggende. La mente viaggia attraverso questo spettacolo naturale, intraprendendo un affascinante viaggio nella fantasia. Proseguiamo il nostro cammino, lasciamo alle spalle Serro dello Schiavo, Monte Leporicchio e Cosentino. Presto giungiamo in contrada Martino, crocevia della nostra ultima, ma impegnativa, salita. Panorami mozzafiato e formazioni rocciose bizzarre Camminiamo fino in cima non perdendo di vista la vetta di monte Gonìa. Conquistiamo finalmente la sommità giungendo nell’area denominata Falde di S. Aloi. Da qui un incantevole panorama si apre sul borgo di Motta San Giovanni che si staglia lungo il crinale come un dipinto vivo, offrendoci una prospettiva unica e straordinaria. Ma non è solo la vista a lasciarci senza fiato. Durante il cammino, incredibili formazioni modellate dalla potente azione erosiva degli elementi naturali, presentano delle cavità originali che meritano di essere fotografate e documentate per la loro straordinaria unicità. La sensazione di stupore ed entusiasmo che proviamo di fronte a tali meraviglie è indescrivibile. E noi siamo qui, testimoni privilegiati di tutto ciò, pronti a lasciarci trasportare dall’entusiasmo di questa straordinaria avventura. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! 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Assicurazione per escursionisti: dove, come e perché La guida essenziale per scegliere l’assicurazione… Consigli Utili Cani da pastore: Come gestire l’incontro con calma e sicurezza Cani da pastore: ecco come gestire l’incontro con calma e sicurezza Scopri come affrontare al meglio… Rubriche Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Contenuto 1. Zecche:… Rubriche Zecche: difese efficaci per il tuo cane Zecche: difese efficaci per il tuo cane Se hai un cane, sai bene quanto sia importante proteggerlo… Consigli Utili Processionaria: Come difendere i nostri amici animali Processionaria: Come difendere i nostri amici animali Contenuto 1. 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Cascate Teresa e Paola | Esperienze Attive

Cascate Teresa e Paola

Cascate Teresa e Paola Viaggio nel cuore incontaminato del torrente Calivi. Un’immersione totale nella natura selvaggia tra gole profonde, acqua e rocce In questa nuova esplorazione ci avventureremo all’interno del torrente Calivi, con l’obiettivo di raggiungere e documentare le suggestive Cascate Teresa e Paola. Un percorso che promette non solo bellezza paesaggistica, ma anche un contatto diretto con una natura viva e autentica di questi luoghi. Cuore selvaggio dell’Aspromonte Ci troviamo nel cuore dell’Aspromonte settentrionale, nel territorio di Santa Cristina d’Aspromonte, distante circa 70 chilometri dal capoluogo Reggio Calabria. Qui, a 513 metri sul livello del mare, la montagna si mostra nella sua veste più intima e misteriosa, fatta di silenzi e atmosfere sospese. In questo contesto, la natura conserva il suo stato primordiale, il tempo scorre lento, quasi sospeso. Tutto appare immutato, lasciando intatto il fragile equilibrio che lega profondamente l’uomo al suo ambiente naturale. Teresa e Paola, l’enigma dei toponimi Il primo aspetto che colpisce è proprio il toponimo attribuito a questi due salti: Teresa e Paola. Nonostante l’apparente leggerezza suggerita dai nomi, l’approccio alle cascate richiede un impegno notevole e molta prudenza, specialmente durante la fase di ritorno. Alla ricerca di risposte Spinti dalla curiosità di approfondire l’origine dei nomi associati a queste cascate, decidiamo di effettuare una breve sosta nel vicino Comune di Santa Cristina d’Aspromonte. Nel tentativo di trovare risposte, ci rivolgiamo ad alcuni residenti del luogo raccogliendo testimonianze dirette e frammenti di ricordi tramandati nel tempo. Dai racconti emerge che tale denominazione sarebbe stata assegnata da una guida escursionistica proveniente dal vicino Comune di Careri. Resta tuttavia avvolto nel mistero il motivo per cui queste meraviglie naturali siano state battezzate proprio con due nomi femminili: Teresa e Paola. La storia o la leggenda che potrebbe collegare i due nomi alle cascate rimane, per ora, irrisolta. La voce del paese: gli ‘Schiccioli du pellegrinu’ Proseguendo nelle nostre ricerche, emergono nuovi dettagli che arricchiscono ulteriormente le nostre indagini. Scopriamo, infatti, che gli abitanti del posto, per tradizione e con un pizzico di poesia, chiamano queste cascate più verosibilmente con l’appellativo dialettale di “Schiccioli du pellegrinu”. Un nome evocativo, che nel nostro immaginario richiama antichi percorsi, di cammini solitari e storie dimenticate che si perdono nel tempo.  Un sorprendente parco acquatico naturale Parzialmente soddisfatti dalle risposte raccolte, lasciamo alle spalle l’abitato per raggiungere in auto il punto di partenza della nostra avventura. Bastano pochi minuti di strada per ritrovarci di fronte all’ingresso di un autentico parco acquatico naturale. In questo labirinto di gurne e cascatelle, il cammino si trasforma in un’intensa immersione contemplativa, lasciandoci con la sensazione di toccare, almeno per un istante, la parte più intima e segreta di questo luogo. Il fascino della cascata Teresa e il suo laghetto primordiale Dopo un’entusiasmante camminata di circa tre ore, giungiamo alla prima cascata, conosciuta anche come ‘U schicciu i Teresa’. Davanti ai nostri occhi, l’acqua compie un salto di circa 20 metri per riversarsi in un ampio e profondo laghetto creando uno scenario suggestivo, quasi primordiale. È il momento perfetto per concedersi un bagno rigenerante. La temperatura piacevole dell’acqua, unita alla calda giornata estiva, rende questa pausa non solo meritata, ma anche necessaria per riprendere fiato e godere appieno della magia del luogo. L’ascesa al secondo salto Ricaricate le energie, ripartiamo decisi a raggiungere la seconda cascata. Con mani e piedi ci arrampichiamo sul versante idrografico sinistro del torrente, aiutandoci con radici, rocce e piccole sporgenze naturali. Giunti in cima, un sentiero stretto ci guida rapidamente, attraverso una fitta lecceta, sul greto del torrente a monte della cascata ‘Teresa’, aprendoci la via verso un nuovo spettacolo d’acqua e roccia. La sosta rigenerante alla cascata Paola Proseguiamo il cammino per altri trenta minuti, tra massi levigati e giochi di luce che filtrano tra gli alberi. Ed ecco che, come un segreto ben custodito, appare la cascata Paola. Anche qui la natura ha plasmato un ampio e profondo laghetto, una vera oasi che invita a tuffarci di nuovo. Un bagno rinfrescante scioglie la tensione dell’ascesa e regala un’ultima pausa prima di intraprendere la via del ritorno. Un’esperienza indimenticabile di natura e divertimento In conclusione, l’esplorazione delle cascate Teresa e Paola si rivela un’avventura intensa e gratificante, immersa nella selvaggia bellezza del torrente Calivi. Laghetti trasparenti, salti d’acqua spettacolari e percorsi che richiedono un impegno fisico notevole danno vita ad un’esperienza unica. Una giornata trascorsa tra fatica, risate e meraviglia, che lascia un ricordo indelebile e un forte senso di connessione con la natura più autentica. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata.  Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Serro Castellace e la Rotta degli abissi No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Cascate Teresa e Paola | Esperienze Attive

Parco Nazionale dell’Aspromonte

Parco Nazionale dell’Aspromonte Nel cuore dell’Italia meridionale, nella suggestiva cornice della città metropolitana di Reggio Calabria, si erge maestoso il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Designato dall’UNESCO come parte della rete mondiale dei geoparchi, questo luogo incantato offre un’esperienza unica immersa nella grandiosità della catena montuosa dell’Appennino meridionale. Geologia e paesaggi: Un mondo di roccia e foresta L’Aspromonte è un mondo di contrasti e bellezze selvagge. Il terreno accidentato e le fitte foreste che adornano i pendii creano un panorama mozzafiato. Situato come estremo lembo meridionale della penisola italiana, questo territorio rivela una geologia unica caratterizzata da rocce cristallino-metamorfiche e numerose cime che si ergono fino a 1956 metri sul livello del mare. La costante attività geologica lo rende una delle regioni più dinamiche del Mediterraneo, plasmando paesaggi impetuosi e gole mozzafiato. Caratteristiche geologiche e rilevanza internazionale: Un frammento di storia geodinamica L’Aspromonte Geopark spicca per la sua origine geodinamica e sismotettonica, rappresentando un frammento unico dell’Orogene Calabro-Peloritano. Questo complesso geologico, risultato di processi orogenetici rari, emerge come un tassello prezioso nella storia della formazione del Mediterraneo, offrendo spunti di studio e ammirazione senza pari. Biodiversità e fauna: Un paradiso terrestre Per gli amanti della natura, l’Aspromonte è un autentico paradiso terrestre. Una vasta gamma di habitat ospita una ricca varietà di flora e fauna. Le foreste secolari sono dimora di lupi, cinghiali, cervi e una miriade di uccelli, mentre le specie vegetali endemiche arricchiscono la biodiversità della regione, creando un ecosistema unico e prezioso. Patrimonio culturale e storia: Un viaggio nel tempo Oltre alla sua straordinaria bellezza naturale, l’Aspromonte vanta un ricco patrimonio culturale che affonda le radici nell’antichità. Le tracce lasciate da civiltà millenarie, come Greci, Romani e Bizantini, sono testimoniate da reperti archeologici disseminati nell’area. Le comunità locali, custodi delle tradizioni secolari, tramandano con orgoglio costumi, dialetti e mestieri tipici, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e avvincente. Attività all’aria aperta: Un mondo di avventure Il Parco Nazionale dell’Aspromonte offre un’ampia gamma di attività all’aperto per soddisfare i desideri degli avventurieri e degli amanti della natura. Escursioni panoramiche, trekking attraverso sentieri mozzafiato e osservazione della fauna selvatica sono solo alcune delle esperienze offerte da questo territorio affascinante. Le numerose riserve naturali e parchi all’interno dell’Aspromonte forniscono spazi protetti ideali per esplorare le bellezze naturali della regione in tutta tranquillità. Un tesoro da scoprire L’Aspromonte rappresenta la quintessenza della bellezza naturale, della storia millenaria e delle tradizioni autentiche del sud Italia. Con i suoi paesaggi mozzafiato, la sua flora e fauna uniche e il suo ricco patrimonio culturale, questo parco nazionale è una gemma nascosta che attende di essere scoperta e ammirata da chiunque cerchi un’esperienza indimenticabile nel meraviglioso territorio dell’Aspromonte. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! 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