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Fiumara Butramo: Avventura nella Valle Infernale. Dal Campolico, a Monte Varet: Tra antichi sentieri e cascate mozzafiato

Fiumara Butramo: Avventura nella Valle Infernale

Fiumara Butramo: Avventura nella Valle Infernale Dal Campolico, a Monte Varet: Tra antichi sentieri e cascate mozzafiato Esplora la magica Fiumara Butramo, cuore pulsante della misteriosa Valle Infernale. Lasciati coinvolgere dal richiamo della natura lungo le sue rive e preparati a vivere un’avventura senza pari. Antri rocciosi e suggestive cascate Il viaggio inaspettato e affascinante verso Monte Varet inizia dalla località Campolico, Sant’Agata del Bianco. Un itinerario che avanza su antichi passi lungo un crinale scosceso che incede rapidamente e termina la sua prima parte sul letto del torrente Buzzi. Rallentiamo il cammino con qualche sosta, scavalcando grandi rocce che costeggiano il corso del fiume. La nostra curiosità viene interrotta da una suggestiva cascata custodita all’interno di un antro roccioso che limita il passaggio e segna il confine del nostro giro. Raggiugiamo la vetta L’esperienza non può dirsi completa senza un’imprevista sorpresa. Una tempesta improvvisa si abbatte su di noi, costringendoci a tornare frettolosamente sui nostri passi. Ci arrampichiamo con cautela lungo un sentiero opposto, cercando rifugio all’interno di un fitto bosco di lecci. Con l’allentarsi della pioggia, decidiamo di raggiungere la vetta che separa il torrente Campolico dalle gole della fiumara Butramo. Da qui, possiamo ammirare la straordinaria bellezza del crinale Acatti e degli Dei, mentre il maestoso massiccio di Pietra Volata si erge imponente alle nostre spalle. Sospesi nel cuore di una valle primordiale Nonostante le avverse condizioni meteorologiche, ci sentiamo immersi in un’atmosfera insolita e primordiale, come se fossimo i protagonisti di una grande avventura, nel cuore di una valle inospitale, lungo un crinale che evoca esplorazioni eroiche. Tuttavia, il tempo non ci concede tregua e la pioggia riprende con forza, costringendoci a cercare riparo lungo il versante che presto percorreremo fino all’alveo del torrente Butramo. Sul letto del Butramo all’interno della Valle Infernale Scampata la pioggia, giungiamo finalmente sul letto della fiumara Butramo che scorre all’interno della cosiddetta ‘Valle infernale’. Ne costeggiamo il suo greto, affrontando con cautela guadi nell’acqua e imponenti rocce che ostacolano il nostro cammino durante il percorso. Le spettacolari cascate laterali si uniscono al fiume aggiungendo valore alla nostra esplorazione. L’emozione di aver raggiunto i piedi del Monte Varet segna l’inizio del nostro ritorno, ma è anche un momento di profonda riflessione. Nel corso della nostra avventura, abbiamo attraversato antichi sentieri, ammirato cascate incantevoli e affrontato tempeste improvvise, ogni momento è stato un’opportunità per connettersi con la natura e sentirsi parte di qualcosa di più grande, qualcosa di unico. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. 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La Cascata di Pietra Cappa: Un salto d'acqua maestoso, incorniciato da imponenti rocce e da una natura incontaminata

La cascata di Pietra Cappa

La cascata di Pietra Cappa Un’esplorazione affascinante alla scoperta della suggestiva cascata Pietra Cappa: Un monumento di storia e bellezza naturale Il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie nascoste della Calabria ci conduce in uno degli angoli più suggestivi del Parco Nazionale d’Aspromonte: Pietra Cappa. Questa imponente formazione rocciosa, situata tra i comuni di San Luca e Natile Vecchio, domina la Vallata delle Grandi Pietre e svetta nel cuore di un paesaggio giurassico e primordiale.  Viaggio nell’intimità di una natura e i resti di un antico Monasatero Bizantino Muoviamo i primi passi lungo un sentiero ben segnalato attraversando una fitta foresta di castagni che conferisce all’area il suggestivo nome di Castagneto. Il nostro viaggio ha inizio al Casello forestale di San Giorgio, un luogo immerso nel silenzio e nella storia. Poco distante, nascosto da maestose querce, si ergono i resti di un antico monastero bizantino, risalente al VII-VIII secolo d.C. Questo sito, meno conosciuto rispetto alla celebre Stilo, custodisce un fascino unico: si tratta di una delle quattro Chiese a croce greca presenti in Calabria, e forse la più imponente e maestosa tra tutte. Oggi, di quella grandezza passata, rimangono solo alcuni muri in pietra, testimoni silenziosi di un’epoca lontana. Tra le rovine, è possibile scorgere materiali di recupero di epoca romana, che aggiungono ulteriori strati di storia a questo luogo magico.  La nostra esplorazione La nostra esplorazione ci spinge erroneamente a risalire il corso d’acqua del Vallone Salice. Lungo il cammino, avvolta da imponenti rocce e da una vegetazione lussureggiante che caratterizza l’intera valle, si svela una meravigliosa gurna (vasca) di colore verde smeraldo animata da una piccola cascata di circa 4 metri. Un irresistibile parco acquatico che ci invita al suo interno per goderne la sua bellezza selvaggia. Fonte Ficara Bianca: Un cambio di scenario Dopo un bagno rigenerante riprendiamo la nostra nostra avventura. Superiamo una piccola cascata, arrampicandoci lungo un ripido sentiero che si snoda sulla destra idrografica del torrente, giungendo spediti alla Fonte Ficara Bianca. Qui, il paesaggio subisce una singolare metamorfosi. La portata dell’acqua diminuisce e il terreno diventa aspro, quasi inospitale. Qualcosa che non torna! Strategia e speranza Dopo una breve valutazione, ci rendiamo conto di aver intrapreso una direzione errata. Decidiamo quindi di tornare indietro lungo il tratto di fiume appena percorso e proseguire la discesa sul letto del torrente. Avanziamo attraverso il paesaggio incontaminato nella speranza di scorgere finalmente la cascata tanto desiderata, avvicinandoci sempre più al cuore selvaggio di questa avventura.[the_ad id=”20360″] La scoperta della cascata di Pietra Cappa: ‘U schicciu du rimitu’ Con calma esploriamo l’intima parte del Vallone Salice. Passaggi stretti e profondi, guadi sempre più frequenti e l’impeto dell’acqua sempre più tonante segnalano un’imminente rivelazione. Improvvisamente un possente costone roccioso sulla destra idrografica del fiume frena il nostro incedere. Lo sguardo si perde sotto ai nostri piedi. Una profonda e inattesa gola inghiotte con fragore il corso del torrente. Ci siamo! Dall’alto godiamo con stupore la bellezza dell’inaspettata scoperta: La Cascata di Pietra Cappa, ‘U schicciu du rimitu‘ (la cascata dell’eremita). Il fascino della cascata di Pietra Cappa: Un salto di 7 metri nel cuore della natura La straordinaria bellezza di Pietra Cappa si completa attraverso la sua cascata. Un maestoso salto di circa 7 metri, che culmina in un ampio laghetto di colore verde smeraldo. Un anfratto silenzioso funge da custode, preservando questo gioiello naturale da occhi indiscreti, creando un’atmosfera surreale di protezione e intimità.Un viaggio coinvolgente, tra la maestosità naturale e la storia spirituale, che rende ogni passo un’esperienza unica e straordinaria. Pietra Cappa: Luogo straordinario da visitare, apprezzare e custodire Dopo una breve sosta decidiamo di rientrare al Casello forestale di San Giorgio. Un giro sulle alture del monolite chiude la nostra splendida avventura. Indiscutibile il fascino evidente di questo luogo che tra sacro e profano storie, leggende e miti racconta un luogo straordinario da visitare, apprezzare e custodire. Un invito a tutti coloro che amano avventurarsi oltre i sentieri battuti, alla ricerca di emozioni autentiche e luoghi carichi di significato. Benvenuti Ciao sono Claudio, insieme a Monika e alla piccola Lilli giro per la Calabria in cerca di nuovi luoghi da esplorare e da raccontare. Diario di viaggio raccoglie tutte le nostre avventure, se vuoi sapere qualcosa in più su di noi e sulla nostra passione ‘clicca qui‘ Seguici sui social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp I nostri video racconti Consigli utili Trekking con il cane: 12 consigli utili per affrontare al meglio l’avventura Kit fuoco: 7 strumenti essenziali per accendere l’avventura! Bastoni da trekking: consigli per l’acquisto Escursioni in estate: Consigli utili No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Cascata Linnha

Cascate Linnha e Castanò

Cascate Linnha e Castanò Scopri l’incanto delle cascate Linnha e Castanò nell’incontaminata bellezza dell’Aspromonte! Torrente Santa Trada: Esperienza avventurosa e coinvolgente Tra le possenti pareti di roccia granitica dell’Aspromonte si cela un tesoro naturale di incredibile fascino e bellezza: le gole del torrente Santa Trada e le suggestive cascate di Linnha e Castanò. Accedervi è un’esperienza avventurosa e coinvolgente che porta alla scoperta di paesaggi selvaggi e incontaminati. Una meravigliosa destinazione la cui fruizione (per fortuna) è riservata ad un target limitato di escursionisti, lontana dal turismo di massa.[the_ad id=”20134″] Alla scoperta della valle primordiale Il nostro viaggio inizia dai Piani di Cufalo e prosegue lungo uno sterrato che progressivamente va perdendosi in località Santa Trada nel cuore della primordiale vallata dell’Amendolea da cui non si scorge ne via d’entrata, né d’uscita. L’avventurosa discesa all’interno di una fitta vegetazione L’avvicinamento al fiume presenta una discesa ardita all’interno di una fitta vegetazione di cespugli e arbusti ad altezza uomo che sembra volerci inghiottire. Nessun sentiero è definito, i cappelli colorati dei miei compagni di viaggio segnano il passo facendosi largo tra il fitto intreccio selvatico di rovi, eriche e ginestre. [the_ad id=”20193″] Il fascino remoto del torrente Santa Trada L’arrivo al fiume è molto suggestivo, un posto talmente remoto e primitivo in cui si realizza da subito il privilegio di poterci sostare. L’acqua mostra un colore verde smeraldo di rara bellezza. Gurne ampie e profonde consentono tuffi e momenti di pace e contemplazione. Alla scoperta delle cascate: Linnha e Castanò La risalita del fiume conduce alla prima cascata denominata Linnha, alta circa 10 mt, che presenta un carico d’acqua notevole ed un’ampia vasca ideale per una pausa e un suggestivo bagno.Procedendo mani e pieni lungo il fianco roccioso sinistro della cascata, con cauta prudenza, raggiungiamo una seconda cascata: La maestosa cascata Castanò o Maru Micu.Un salto d’acqua di circa 26 metri ancora più imponente e affascinante del precedente. Ai suoi piedi un ampia vasca molto profonda e un possente sperone roccioso, trampolino naturale per audaci tuffi. Il ritorno: Sosta al casello di Croce di Melia Il cammino di ritorno percorre a ritroso il corso del fiume all’interno del canyon Santa Trada e il sentiero intricato e selvaggio nel cuore della fitta boscaglia della valle. Dopo circa quaranta minuti di risalita giungiamo al Casello Croce di Melia in località Roccaforte del Greco. Da qui godiamo di un affaccio privilegiato sul vallone Colella e sulla cascata Chalonero o Puzzaratti. Una breve sosta ci ristora prima di percorrere agevolmente il sentiero di ritorno, accompagnati dal passo lento e scrutatore delle onnipresenti vacche aspromontane. [the_ad id=”20176″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Alla scoperta di Cala Janculla e della cascata dell'Omo. Declivi arditi, labirinti selvaggi e l'abbraccio gelido del mare, una sfida coraggiosa nella natura incontaminata della Costa Viola

Cala Janculla e la cascata dell’Olmo

Cala Janculla e la cascata dell’Olmo Tra natura selvaggia e memorie straordinarie, una sfida coraggiosa nella natura incontaminata della Costa Viola Cala Janculla: Un piccolo angolo di paradiso Cala Janculla, nota anche come Cala Iancuia, è un incantevole tratto di costa situato nel Comune di Seminara in Provincia di Reggio Calabria. L’area rappresenta un raro esempio di paesaggio costiero che ha resistito all’invasione del turismo di massa, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e immersiva in una natura incontaminata e primordiale.  L’avvicinamento: Via mare o sfida verticale? Accedervi a piedi non è semplice, molti preferiscono l’approdo via mare, partendo dal pittoresco porto di Bagnara. Un percorso che costeggia insenature e grotte attraverso un suggestivo viaggio che rende giustizia alla bellezza della costa. Ma noi? Scegliamo di percorrere a piedi l’aspro declivio di circa 600 metri che bruscamente giunge a Cala Juanculla. Un’impresa audace e forse un po’ imprudente, consapevoli delle incognite e delle leggendarie asperità di questa ruvida e intricata discesa. cala-janculla-avvicinamento-4 Cala Janculla avvicinamento Il sentiero meno battuto: Labirinto intricato ma avvincente Dopo minuziosi sopralluoghi, ci avventuriamo lungo un piccolo sentiero. La sua iniziale linearità si perde progressivamente all’interno di un fitto e inestricabile labirinto di arbusti e spine che lascia sulla nostra pelle i ricordi indelebili di questa discesa. [the_ad id=”20193″] Scorci panoramici e sfide verticali: La discesa verso la costa Osservato dall’alto, il mare svela le sue enigmatiche profondità, una distesa di trasparenze che mutano al variare della luce. Lungo le ripide pareti rocciose che si innalzano a picco sulle acque, il passo sicuro delle capre si fa strada con sorprendente destrezza, sfidando la gravità con naturale eleganza. Più in basso, sempre più vicina, si apre la splendida baia di Cala Janculla, una gemma incastonata tra terra e mare. cala-janculla-avvicinamento-1 cala-janculla-avvicinamento-2 Cascata dell’Olmo: Ascesa audace Giungiamo finalmente sulla costa, ‘luogo di incontro tra il sussurrio delle onde del mare e lo scroscio della cascata dell’Olmo’ (cit. Francesco). Alle nostre spalle un rivolo d’acqua persistente precipita sulla costa convergendo sul mare. Un audace salto di circa 60 mt, avvolto da un fascino irresistibile, ci trascina verso il suo imponente balzo, svelando un gioiello nascosto tra le rocce e le acque dello Stretto di Messina. Siamo al cospetto della Cascata dell’Olmo, meta ambita per molti appassionati di Canyoning.Dopo un’avventurosa ascesa tra rovi avviluppati a taglienti spuntoni di roccia, conquistiamo ogni centimetro di terreno per giungere ai bordi della piccola vasca posta ai piedi della suggestiva cascata. Un’esperienza avvolgente che ci fa sentire parte integrante di questo spettacolo naturale. Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Una sfida coraggiosa: Il gelido abbraccio del mare Terminata l’epica impresa, ci dirigiamo verso la costa per godere della sua tranquillità e recuperare energie. Il tempo si lascia scandire dall’ipnotico ritmo delle onde che lambiscono la costa. Il tiepido sole di marzo, caldo ma ingannevole, riscalda la nostra giornata mentre il mare ci sfida ad un gelido abbraccio. Potevamo resistergli??? Con un po’ di esitazione, decidiamo di anticipare la stagione estiva dei bagni. Una breve rincorsa e un risoluto urlo di incoraggiamento ehhh…viaaa! La stretta glaciale dell’acqua ci lascia senza fiato. Lo shock iniziale si traduce in un grido ancora più intenso…’Maroooo chi friddaaa!’. Resistere alle rigide temperature diventa una sfida coraggiosa, e così, tra brividi e risate, troviamo una connessione speciale con la vitalità della natura. Cala Janculla Cala Janculla Risalita impegnativa. Determinazione e ricordi straordinari Una serie di emozioni incredibili segnano la nostra incredibile avventura. Dopo qualche ora di meritato riposo decidiamo di risalire lungo lo stesso tratto intrapreso all’andata. Il pendio ripido si rivela impegnativo, richiedendo gambe forti e talvolta l’ausilio delle mani. Tuttavia, con determinazione e buona volontà, ritorniamo alla base, portando con noi il ricordo di un’avventura straordinaria. Avviso importante L’avvicinamento si snoda lungo un crinale stretto ed estremamente esposto. Per vivere questa avventura in sicurezza, è fortemente raccomandato farsi accompagnare da guide locali qualificate, che conoscano a fondo il territorio e sappiano affrontare eventuali imprevisti. Non partite mai senza l’equipaggiamento adeguato e sistemi di sicurezza indispensabili per tutelare la vostra incolumità, la prudenza e la preparazione sono alleate preziose in un ambiente tanto affascinante quanto insidioso. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata. [the_ad id=”20365″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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