Alla scoperta del Casello di Monte Schiavo e della Fiumara La Verde
Serro Schiavone, fiumara La Verde
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Cascata U Schicciu ra Cataratta, Piminoro
Piminoro: Avventura tra suggestive cascate e natura incontaminata Leggi tutto »
Fiumara Torno Avventure acquatiche nel cuore della natura Benvenuti alla scoperta della Fiumara Torno, nota anche come Fiumara di Bruzzano. Attraverso questo racconto vi guiderò alla scoperta del suggestivo ‘Torrente Bampalona’, tratto iniziale della Fiumara Torno, che scorre sinuosamente per oltre 12 km fino all’incantevole borgo di Motticella. Un regno di avventure che delinea i confini tra i pittoreschi comuni di Brancaleone e Bruzzano Zeffirio. Motticella: Borgo incantato Immaginatevi nella piazzetta incantata del borgo di Motticella, piccola frazione del Comune di Bruzzano Zeffirio in provincia di Reggio Calabria, caratteristico borgo a valle del monte Scapparone (1038 m. s.l.m.) o ‘Scapparruni’ in dialetto locale. Il termine che identifica il Borgo fa riferimento alla “Motta”, tipica fortificazione normanna di piccole dimensioni. Oggi, la comunità è composta principalmente da pochi residenti, prevalentemente anziani, devoti all’agricoltura e alla pastorizia. Avventure acquatiche nella Fiumara Torno Dopo soli 300 metri di sentiero asciutto i nostri passi si tuffano nelle acque del torrente.L’esplorazione di questo luogo ancestrale va oltre la comune passeggiata. È un invito alla destrezza e alla cautela mentre ci si muove su rocce scivolose e continui guadi in ambienti umidi. Ma cosa è l’avventura senza sfide? La risalita del torrente non è un compito difficile e gli ostacoli, come piccole cascatelle, sono facilmente aggirabili con agili salti o semplici arrampicate su rocce o costoni laterali. Sorprese naturali Durante i caldi mesi estivi, immergersi nel fiume è un’esperienza straordinaria. Qui, il torrente scorre all’interno di un canyon tra curve sinuose e forme uniche che catturano lo sguardo e l’immaginazione. Ogni passo ci porta più vicini a uno spettacolo visivo mozzafiato, fatto di giochi di luce e suggestioni incredibili. Le soste frequenti lungo il percorso ci consentono di assaporare appieno la bellezza dei canyon e di immergersi in rinfrescanti bagni nelle pittoresche gurne, piccole vasche d’acqua che punteggiano il tragitto. Magia naturale: Memorabili ricordi La Fiumara Torno è più di un semplice parco acquatico; è un viaggio attraverso la magia della natura, un’opportunità di connessione con la bellezza selvaggia e incontaminata. Preparatevi a lasciarvi affascinare dalle meraviglie che questa fiumara ha da offrire e a portare a casa ricordi che dureranno per sempre. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Pellaro e il Vallone Palombaro Pellaro e il Vallone Palombaro Scopri il fascino del Vallone… Continua a leggere… Pietra Cappa: Il monolite più alto d’Europa Pietra Cappa, il monolite più alto d'Europa Continua a leggere… Load More
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Dalla Fiumara Amendolea a Gallicianò Un viaggio tra natura selvaggia, tradizioni greche e borghi senza tempo Contenuto 1. La magia della Fiumara Amendolea2. Oltre il Greto: tra le correnti gelide e gli antichi sentieri della fiumara3. Il cammino verso Gallicianò4. Gallicianò: storie, voci e melodie nel paese che custodisce un’antica lingua5. Tesori da scoprire6. Tra Bova, Gallicianò e la Fiumara che unisce7. Emozioni e speranze La magia della Fiumara Amendolea Immersa in un’atmosfera quasi primordiale, la fiumara Amendolea si presenta come un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Esplorare questi luoghi significa addentrarsi in un mondo dove natura e cultura si fondono in un equilibrio perfetto. Un viaggio che non è solo geografico, ma un vero e proprio tuffo nell’anima più autentica della Calabria. Oltre il Greto: tra le correnti gelide e gli antichi sentieri della fiumara Il viaggio ha inizio risalendo l’antico letto ciottoloso del fiume. Fin dai primi istanti, l’impresa svela la sua natura selvaggia, mettendo alla prova determinazione e agilità. Superato con cauti guadi le acque gelide e impetuose del torrente, lo sguardo si apre su uno sterrato che si insinua con gradualità tra i promontori. Ogni curva, ogni salita, è un preludio alle vette che ci attendono, mentre alle nostre spalle il paesaggio si dilata, promettendo panorami che, una volta raggiunta la sommità, trasformeranno la fatica in pura emozione. Il cammino verso Gallicianò Il sole inizia a diffondere una tiepida luce, mentre l’aria pungente di fine febbraio continua a scorrere lungo il sentiero, avvolgendo ogni passo in un fresco persistente. Una vegetazione aspra e selvaggia si fa strada tra le rocce, mentre con meraviglia percorriamo un sentiero che si apre sulla costa svelando panorami incantevoli. Un piccolo rifugio in località Vorrito, un avamposto solitario sospeso tra cielo e terra, ci offre riparo per una breve sosta rigenerante. Poco dopo, il cammino riprende, accompagnato da un’atmosfera quasi surreale: lo scampanellio lontano delle capre e i richiami dei pastori che riecheggiano tra le valli, annunciano l’imminente arrivo al suggestivo borgo di Gallicianò, l’incantevole Acropoli dell’area greca aspromontana. Qui, tra viottoli lastricati e case di pietra, respira ancora l’anima più autentica di una cultura che resiste, sospesa tra storia e leggenda. Gallicianò: storie, voci e melodie nel paese che custodisce un’antica lingua Ci lasciamo quindi guidare dalla curiosità attraverso le affascinanti stradine di Gallicianò, seguendo le indicazioni scritte in lingua greca. In questo angolo d’Italia, l’eredità ellenofona non è solo un ricordo, ma un respiro vivo, palpabile nell’ospitalità genuina degli abitanti e nelle melodie di una lingua antica. Una minoranza linguistica preziosa, riconosciuta e protetta, che trasforma ogni passo in un viaggio nel tempo, arricchendo l’atmosfera di un fascino senza eguali. Qui, il greco non è una reliquia, ma una voce che ancora oggi racconta, unisce e incanta. Tesori da scoprire Ci troviamo nel cuore del borgo, dove il tempo sembra essersi accordato con il ritmo lento del luogo. Davanti a noi, silenziosa, la Chiesa di San Giovanni Battista, di origine bizantina, un gioiello domina la piazza con la sua architettura semplice ma carica di storia. Al suo interno, custodisce un tesoro artistico di inestimabile valore: una statua marmorea del Santo, scolpita con tale maestria di scuola gaginiana, celebre famiglia di artisti rinascimentali che ha lasciato il segno in tutta l’Italia meridionale. Ma non è tutto. Tra queste mura sacre, il passato rivive attraverso due antiche acquasantiere e due campane fuse nel 1508 e nel 1683 [¹], le cui voci hanno scandito secoli di gioie, dolori e devozione. Tra Bova, Gallicianò e la Fiumara che unisce Riprendiamo il nostro cammino, avanzando lentamente lungo la strada del ritorno. Davanti a noi, un panorama mozzafiato si mostra come un dipinto vivente, abbracciando l’intera valle e il maestoso letto della fiumara Amendolea, le cui acque hanno scolpito nei secoli questa terra aspra e magnifica. Un pendio dolce ci guida, attraversando terrazzamenti modellati dall’uomo e vasti pianori che sembrano sospesi nel tempo. Ogni curva regala scenari da cartolina: distese di ulivi secolari, muretti a secco che raccontano storie di fatica e ingegno, e lo sguardo che si perde verso l’orizzonte infinito del Mar Ionio. Proseguiamo a ritroso lungo l’alveo della fiumara, quel confine naturale che separa geograficamente, ma non culturalmente, due antiche colonie greche di Calabria: Bova e Gallicianò, due gemme di una stessa civiltà. Emozioni e speranze Al termine di questa straordinaria avventura, tra emozioni intense e speranze ancora vive, le parole di una cara amica risuonano dentro di me, cariche di saggezza. Non è solo la storia di questi luoghi a dover essere riscoperta e tramandata, a sfidare la nostra conoscenza e la nostra smemoratezza. C’è di più. È l’intero sistema economico che deve interrogarsi sulla sua capacità di generare sviluppo autentico. Menti brillanti, capaci di onorarne l’essenza, dimostrano che un profitto etico è possibile, in sintonia con la natura e con l’ambiente. La domanda è inevitabile: perché non riusciamo a fare di queste ricchezze il motore di un futuro migliore, proprio qui, dove tutto ha origine? Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Le nostre avventure Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Serro Castellace e la Rotta degli abissi Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia Continua a leggere… Rubriche Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Contenuto 1. Zecche: cosa sono e come… Continua a leggere… Rubriche Zecche: difese efficaci
Da Monte Sprea alla Rocche di Prastarà Segui il cammino da Stinò a Monte Sprea. Scopri le Rocche di Prastarà: Storia, natura e spiritualità a pochi passi dalla città Panorami magici a pochi passi dalla città I nostri itinerari a bassa quota ci conducono attraverso le panoramiche colline di Lianò, affascinante frazione o località del Comune di Montebello Ionico. L’area, situata alle pendici meridionali del massiccio aspromontano, si affaccia con grazia sul mar Ionio offrendo un ampio affaccio sulla costa e sul vulcano Etna. Il cammino da località Stinò a Monte Sprea La zona, come le precedenti, è ricca di conglomerati a cui l’immaginazione collega spesso le più svariate forme. Il nostro cammino prende quota dalla località di Stinò e sale lungo un dolce declivio che si apre a valle fin dai primi passi. Superata l’imponente rocca che assume la forma suggestiva di una tartaruga, proseguiamo lungo una comoda sella che ci conduce ai piedi del Monte Sprea. Da qui si apre uno spettacolare panorama sul caratteristico borgo di Pentedattilo, un luogo che incanta gli occhi e cattura l’anima. Una breve sosta è d’obbligo per ammirare la bellezza circostante e catturare il momento con alcuni scatti fotografici.[the_ad id=”20176″] Alla scoperta delle Rocche di Prastarà Proseguendo il nostro viaggio attraversiamo le morbide dorsali dei colli che si susseguono armoniosamente poco distanti tra loro. Raggiunto lo sterrato, ci dirigiamo verso le Rocche di Prastarà o prasterà o ancora Plasterà (dal greco “chi fa spianatoi”), un sito di notevole interesse storico e geologico a sud di Montebello e Masella. Ricco di anfratti e grotte, questo luogo ha restituito reperti archeologici risalenti all’età del bronzo. Una delle spelonche fu dimora di San’Elia di Enna nell’800 d.C., che con le sue opere santificò il luogo, tanto che il popolo attribuì il suo nome alla fiumara prospicente. Il ritorno tra ulivi millenari e melodie aspromontane Il lento rientro segue un breve sterrato e costeggia ulivi millenari. Il belare delle capre aspromontane ci accompagna creando una melodia che ci avvolge mentre ci avviciniamo alla fine di questa bellissima avventura. Esplorare le colline di Lianò è un’esperienza magica, un viaggio che ci ha portato tra la storia, la natura e la spiritualità di questa affascinante area della Calabria.[the_ad id=”20193″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Sentiero dei francesi: Grotta di San Sebastiano e tunnel di Murat Sentiero dei francesi Alla ricerca della grotta di San Sebastiano… Continua a leggere… Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Iniziamo il nostro viaggio nell’agro… Continua a leggere… Load More [the_ad id=”20134″]
Mocissà e la Valle delle Mummie Esplora Monte Mocissà e la leggendaria Valle delle Mummie di Montebello Ionico. Scopri i segreti nascosti tra le pietre di Molaro! Share Monte Mocissà e Valle delle Mummie: Un viaggio nei tesori di Montebello Ionico Benvenuti in un’avventura straordinaria alla scoperta del Monte Mocissà o Mociassa, situato nel Comune di Montebello Ionico, incantevole borgo alle pendici meridionali del massiccio d’Aspromonte.Questa terra, un tempo ricca e fertile per la coltivazione di bergamotto e gelsomino, oggi si presenta come porta d’accesso ad itinerari che svelano la ricca tessitura della sua storia, connubio unico di elementi culturali e paesaggistici. Tra i 16 Comuni dell’area grecanica della Calabria, Montebello Jonico è il luogo in cui si incontrano cammini di storia, fede, arte e natura. Un’avventura tra natura e immaginazione Il nostro giro prende quota dalla località San Nicola e avanza lungo la dorsale che si apre sulla fiumara di Molaro. Lasciamo alle spalle un simpatico asinello a guardia delle nostre auto e procediamo verso le pendici di Serro D’Arecchio (o Fimmina d’Arecchiu). Durante la salita ogni spigolo, ogni cresta prendono forma e nomi particolari, un richiamo alla storia o alla natura circostante. Una breve esplorazione ci conduce all’interno di piccole cavità naturali ai piedi della caratteristica ‘sfinge’ di Molaro. Da Monte Mocissà, l’orizzonte si apre ai miti attraverso suggestive rocce con sembianze di ‘orco’ o di un ‘teschio’. La pareidolia (dal greco εἴδωλον èidōlon, “immagine”, col prefisso παρά parà, “vicino”), l’illusione subcosciente di ricondurre a forme note oggetti dalla forma casuale è un’associazione persistente in quest’area. La Valle delle Mummie: Leggende e segreti nascosti tra le pietre Un’antica colpa, un amore proibito e un oscuro segreto si celano tra le pietre e le leggende, alimentando il fascino nascosto di questo luogo. La leggenda narra di un tempo in cui la vallata del torrente Molaro fosse abitata da giganti, esseri imponenti che non conoscevano né bontà né malvagità, ma solo il rispetto per la pastorizia e per l’ospitalità. La loro presenza rendeva la valle un luogo prospero e accogliente, dove tutti potevano trovare rifugio. In questo luogo uomini venuti dalla marina e giganti coesistettero in pace per lungo tempo.Un giorno, improvvisamente, un tuono senza nuvole e senza pioggia tramutò i giganti in pietra.Si racconta che uno dei giganti, travolto dall’amore per una giovane donna, provocò accidentalmente la sua morte. I suoi fratelli, per proteggerlo, fecero cadere il marito che era giunto a cercarla. Da quel giorno, la zona divenne nota come la “Valle delle Mummie”, testimone silenziosa della tragedia che aveva colpito gli abitanti della valle. Il sentiero perduto e le antiche costruzioni La nostra avventura prosegue lungo un antico e panoramico sentiero. Di questa via non esiste più evidenza, la natura ne domina completamente il suo percorso. Tuttavia forziamo l’ingresso immergendoci nella fitta vegetazione di arbusti seguendo uno stretto corridoio tracciato pazientemente dal lento calpestio di vacche. Superando il torrente Lampone, raggiungiamo un verde pianoro dove antiche costruzioni in pietra (dette prache) sfidano il tempo e resistono alle minacce di restauri moderni poco rispettosi della loro storia. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! 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Assicurazione per escursionisti: dove, come e perché La guida essenziale per scegliere l’assicurazione… Continua a leggere… Consigli Utili Cani da pastore: Come gestire l’incontro con calma e sicurezza Cani da pastore: ecco come gestire l’incontro con calma e sicurezza Scopri come affrontare al meglio… Continua a leggere… Rubriche Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Contenuto 1. Zecche:… Continua a leggere… Rubriche Zecche: difese efficaci per il tuo cane Zecche: difese efficaci per il tuo cane Se hai un cane, sai bene quanto sia importante proteggerlo… Continua a leggere… Consigli Utili Processionaria: Come difendere i nostri amici animali Processionaria: Come difendere i nostri amici animali Contenuto 1. 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Sentiero dei francesi Alla ricerca della grotta di San Sebastiano e del tunnel di Murat Alla scoperta del sentiero dei francesi Il Sentiero dei francesi si sviluppa per 3 km circa lungo un panoramico e vertiginoso crinale che parte dalla frazione di Ceramida di Bagnara Calabra.Utilizzato anticamente per trasportare l’uva dai terrazzamenti collinari al mare, oggi rappresenta uno dei percorsi naturalistici più suggestivi del mediterraneo tratto finale, e probabilmente più impegnativo, del sentiero Tracciolino (percorso coast to coast che da Palmi conduce alla vicina Bagnara). U Munti: Il nostro punto di partenza Il nostro viaggio inizia dal cocuzzolo denominato ‘U Munti’. Dalla sommità lo sguardo spazia da Capo Vaticano a Scilla, abbracciando simbolicamente lo Stretto di Messina incluso le isole più lontane dell’arcipelago eoliano. Questa volta siamo alla ricerca della grotta di San Sebastiano (un tempo rifugio di montanari ed eremiti), della quale tanto abbiamo sentito parlare e che più volte invano abbiamo tentato di conquistare. Selvaggi dirupi e declivi scoscesi L’avvicinamento è abbastanza travagliato, si perde spesso nei labirinti di una sorprendente vegetazione mediterranea aspra e implacabile che lascia sulla pelle i segni della sua resilienza. Si cammina lungo selvaggi dirupi e declivi scoscesi, un tempo occupati dall’uomo attraverso la realizzazione di efficaci terrazzamenti. Luoghi agresti e impervi sospesi su precipizi che mostrano dall’alto le trasparenze del mare. Alla conquista della grotta di San Sebastiano Proseguiamo con passi accorti e calcolati, superando ostacoli e intricati passaggi arrivando finalmente sul fianco della grotta. L’ingresso è parzialmente limitato da un inaspettato cancello malconcio e arrugginito. L’interno della grotta a prima vista è ampio e profondo. Sul terreno persistono in totale abbandono attrezzi e solchi di probabili scavi archeologici che ne sfregiano il fascino naturale. Anche l’anfratto più inaccessibile è stato mortificato dall’uomo e l’emozione di una conquista si trasforma inaspettatamente in frustrazione e dispiacere. L’approccio mistico (quasi surreale) tanto desiderato diventa ai miei occhi orrido teatro industriale di opere incompiute e di bellezze oltraggiate. Ritorno sul sentiero principale Decidiamo allora di riprendere il cammino proseguendo a ritroso il sentiero compiuto all’andata. Arrivati sul tracciato principale percorriamo lungo un declivio scosceso la strada che conduce al tunnel Murat (o tunnel dei francesi). Il tragitto è agevole e si snoda tra i pianori agricoli ormai abbandonati il cui passaggio è facilitato da antichi gradini in pietra.Questo tratto di costa ha nel tempo stimolato la sensibilità creativa di narratori, poeti e viaggiatori. Tra questi lo scrittore Paolo Rumiz offre descrizioni che colpiscono dritto al cuore “Pochi luoghi al mondo hanno la potenza di questa uscita…qui respiri la leggenda insieme al vento”. Con una sorprendente narrazione immagina ancora questo luogo 2000 anni fa quando “la Triremi dei Greci escono dallo Stretto e i marinai si appoggiano alle murate guardando stupefatti il colore di un mare viola che non hanno mai visto, di un blu profondo dove l’ancora non pesca mai”. Il tunnel Murat e la storia militare Giungiamo finalmente al fatidico traforo antistante il porto di Bagnara, un tunnel aperto in epoca napoleonica dai francesi (1800 circa) collegato storicamente alla spiaggia da una massicciata che consentiva il passaggio di 2 militari alla volta. Terminato l’utilizzo per scopi militari la galleria divenne successivamente un comodo accesso per i contadini che dal mare si recavano a monte per coltivare le viti. Tuttavia il successivo crollo dell’unica via d’accesso, dovuto ad uno storico schianto di un caccia britannico durante la seconda guerra mondiale, costrinse i locali a cercare nuovi ingressi lungo la costa. Avvertenza Nota di sicurezza per escursionisti Gli itinerari pubblicati su TaCuntu hanno carattere esclusivamente descrittivo e riflettono esperienze personali. Essi non costituiscono guide ufficiali, né consigli professionali. I percorsi possono includere sentieri poco evidenti, crinali esposti e terreni instabili. Chiunque decida di intraprendere gli itinerari descritti lo fa a proprio rischio e pericolo. Per la sicurezza personale, si raccomanda di:– Affidarsi a guide locali esperte;– Non percorrere da soli itinerari non segnati o poco conosciuti;– Utilizzare equipaggiamento adeguato e strumenti di orientamento idonei;– Verificare preventivamente le condizioni meteorologiche e del terreno. TaCuntu e i suoi gestori declinano ogni responsabilità per danni, infortuni, incidenti o perdite di qualsiasi tipo derivanti dall’utilizzo delle informazioni presenti sul sito. L’escursionismo deve essere praticato con prudenza, preparazione e rispetto del territorio. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Monte Cataluce Escursione invernale sulle creste del Sant’Agata Rocca di Varva: natura, geologia e benessere Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco Lago Costantino: la mia prima grande avventura No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Sentiero dei francesi: Grotta di San Sebastiano e tunnel di Murat Leggi tutto »
Cala Janculla e la cascata dell’Olmo Tra natura selvaggia e memorie straordinarie, una sfida coraggiosa nella natura incontaminata della Costa Viola Cala Janculla: Un piccolo angolo di paradiso Cala Janculla, nota anche come Cala Iancuia, è un incantevole tratto di costa situato nel Comune di Seminara in Provincia di Reggio Calabria. L’area rappresenta un raro esempio di paesaggio costiero che ha resistito all’invasione del turismo di massa, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e immersiva in una natura incontaminata e primordiale. L’avvicinamento: Via mare o sfida verticale? Accedervi a piedi non è semplice, molti preferiscono l’approdo via mare, partendo dal pittoresco porto di Bagnara. Un percorso che costeggia insenature e grotte attraverso un suggestivo viaggio che rende giustizia alla bellezza della costa. Ma noi? Scegliamo di percorrere a piedi l’aspro declivio di circa 600 metri che bruscamente giunge a Cala Juanculla. Un’impresa audace e forse un po’ imprudente, consapevoli delle incognite e delle leggendarie asperità di questa ruvida e intricata discesa. cala-janculla-avvicinamento-4 Cala Janculla avvicinamento Il sentiero meno battuto: Labirinto intricato ma avvincente Dopo minuziosi sopralluoghi, ci avventuriamo lungo un piccolo sentiero. La sua iniziale linearità si perde progressivamente all’interno di un fitto e inestricabile labirinto di arbusti e spine che lascia sulla nostra pelle i ricordi indelebili di questa discesa. [the_ad id=”20193″] Scorci panoramici e sfide verticali: La discesa verso la costa Osservato dall’alto, il mare svela le sue enigmatiche profondità, una distesa di trasparenze che mutano al variare della luce. Lungo le ripide pareti rocciose che si innalzano a picco sulle acque, il passo sicuro delle capre si fa strada con sorprendente destrezza, sfidando la gravità con naturale eleganza. Più in basso, sempre più vicina, si apre la splendida baia di Cala Janculla, una gemma incastonata tra terra e mare. cala-janculla-avvicinamento-1 cala-janculla-avvicinamento-2 Cascata dell’Olmo: Ascesa audace Giungiamo finalmente sulla costa, ‘luogo di incontro tra il sussurrio delle onde del mare e lo scroscio della cascata dell’Olmo’ (cit. Francesco). Alle nostre spalle un rivolo d’acqua persistente precipita sulla costa convergendo sul mare. Un audace salto di circa 60 mt, avvolto da un fascino irresistibile, ci trascina verso il suo imponente balzo, svelando un gioiello nascosto tra le rocce e le acque dello Stretto di Messina. Siamo al cospetto della Cascata dell’Olmo, meta ambita per molti appassionati di Canyoning.Dopo un’avventurosa ascesa tra rovi avviluppati a taglienti spuntoni di roccia, conquistiamo ogni centimetro di terreno per giungere ai bordi della piccola vasca posta ai piedi della suggestiva cascata. Un’esperienza avvolgente che ci fa sentire parte integrante di questo spettacolo naturale. Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Cascata dell’Olmo Una sfida coraggiosa: Il gelido abbraccio del mare Terminata l’epica impresa, ci dirigiamo verso la costa per godere della sua tranquillità e recuperare energie. Il tempo si lascia scandire dall’ipnotico ritmo delle onde che lambiscono la costa. Il tiepido sole di marzo, caldo ma ingannevole, riscalda la nostra giornata mentre il mare ci sfida ad un gelido abbraccio. Potevamo resistergli??? Con un po’ di esitazione, decidiamo di anticipare la stagione estiva dei bagni. Una breve rincorsa e un risoluto urlo di incoraggiamento ehhh…viaaa! La stretta glaciale dell’acqua ci lascia senza fiato. Lo shock iniziale si traduce in un grido ancora più intenso…’Maroooo chi friddaaa!’. Resistere alle rigide temperature diventa una sfida coraggiosa, e così, tra brividi e risate, troviamo una connessione speciale con la vitalità della natura. Cala Janculla Cala Janculla Risalita impegnativa. Determinazione e ricordi straordinari Una serie di emozioni incredibili segnano la nostra incredibile avventura. Dopo qualche ora di meritato riposo decidiamo di risalire lungo lo stesso tratto intrapreso all’andata. Il pendio ripido si rivela impegnativo, richiedendo gambe forti e talvolta l’ausilio delle mani. Tuttavia, con determinazione e buona volontà, ritorniamo alla base, portando con noi il ricordo di un’avventura straordinaria. Avviso importante L’avvicinamento si snoda lungo un crinale stretto ed estremamente esposto. Per vivere questa avventura in sicurezza, è fortemente raccomandato farsi accompagnare da guide locali qualificate, che conoscano a fondo il territorio e sappiano affrontare eventuali imprevisti. Non partite mai senza l’equipaggiamento adeguato e sistemi di sicurezza indispensabili per tutelare la vostra incolumità, la prudenza e la preparazione sono alleate preziose in un ambiente tanto affascinante quanto insidioso. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata. [the_ad id=”20365″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Sentiero dell’Aquila e Puntone le Selle Sentiero dell’Aquila: Viaggio tra storia, leggenda e natura Il Sentiero dell’Aquila non è un semplice itinerario escursionistico, ma un viaggio attraverso la storia, la leggenda e la natura straordinaria di Scilla. Un cammino ad anello di circa 17 km che abbraccia l’intera costa regalando panorami di incredibile bellezza. Vallone Monacena: abbraccio suggestivo e primordiale Il nostro percorso inizia proprio dal cuore dell’antico borgo di Scilla. Superiamo con un guado il torrente Livorno, un piccolo sentiero ci guida all’interno del Vallone Monacena dove una rigogliosa vegetazione ci avvolge col suo abbraccio suggestivo e primordiale. Con l’aiuto di passerelle e scalette rudimentali risaliamo il suggestivo canyon trasformando ogni passo in un’avventura vibrante e divertente.[the_ad id=”20176″] Puntone Cucullo: Uno sguardo da 414 m s.l.m. Giungiamo sulla cima di Punt.ne Cucullo o Puntuni i Cuddhucu, 414 m s.l.m, godendo dell’incredibile affaccio che si apre sul borgo Scilla e più in su fino a Capo Vaticano. Attraverso foreste di querce da sughero Avanziamo tra la fitta vegetazione di arbusti giungendo su ‘U Chianittu’, il Piccolo Piano in località Bova a 520 m. s.l.m., attraversando una bellissima foresta di giovani querce da sughero. Sentiero dell’Aquila, radici profonde Tra piste sterrate e brevi tratti di asfalto arriviamo su un pianoro posto nella frazione di Melia di Scilla. La toponomastica si unisce a questo racconto poiché l’altopiano, attraversato dal sentiero, è chiamato proprio “Aquile” conferendo la denominazione a questa affascinante area. Il nome stesso del cammino ha radici profonde e significative, poiché non solo attraversa le rotte degli uccelli migratori, ma offre anche una vista panoramica mozzafiato di Scilla, che curiosamente assume la forma di un’aquila. Questa connessione tra la forma della città e il percorso del Sentiero si fonde con una leggenda mitologica che aggiunge ulteriore fascino alla storia. Verso l’obiettivo finale: Una visione sorprendente Il nostro giro non si arresta sul tracciato convenzionale al contrario, si spinge verso un obiettivo finale ancora più attraente ed emozionante. Avanziamo percorrendo un dolce declivio che si apre progressivamente sul mare e che ci conduce fino a Puntone le Selle. Questo piccolo promontorio si protende audacemente sullo Stretto, offrendoci una visione sorprendente e inusuale di Scilla e di Chianalea. Il sentiero delle Aquile: Un’esperienza avventurosa tra natura e mitologia Il Sentiero delle Aquile è un’esperienza avventurosa che ci connette con la natura e la storia del luogo. Fa parte della rete dei sentieri della Costa Viola, il primo de ‘I sentieri del mito’. Percorre una delle principali vie di comunicazione anticamente utilizzate per collegare le frazioni collinari e montane distanti dal mare, nello specifico, l’area sovrastante di Scilla. Camminare lungo questo sentiero diventa così un’esperienza di esplorazione e un viaggio nel passato mitologico di Scilla, dove geografia e leggende si intrecciano in un connubio affascinante e suggestivo. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Piminoro: Avventura tra suggestive cascate e natura incontaminata Cascata U Schicciu ra Cataratta, Piminoro Continua a leggere… Da Bova alla Fiumara Amendolea: Viaggio tra antichi sentieri Scopri paesaggi incontaminati e antichi sentieri in un viaggio da… Continua a leggere… Load More