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Sentiero dell'Inglese

Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco

Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco

Trekking, storia e spiritualità nel cuore della Calabria greca
Scheda tecnica

🥾 Durata percorso: 5–6 ore (anello Pietrapennata–Staiti–Alica–Pietrapennata)
📏 Lunghezza: circa 15 km
⛰️ Dislivello: +650 m
⏱️ Difficoltà: media
💧 Acqua: portare almeno 2 litri a persona (assenza di fonti lungo il percorso)
☀️ Periodo consigliato: primavera e autunno, per clima mite e giornate limpide
📸 Attrezzatura: scarponi da trekking, bastoncini, cappello, GPS o app cartografica offline
⚠️ Sicurezza: segnaletica presente ma in alcuni tratti sbiadita; meglio procedere in gruppo o con guida locale.

Pietrapennata: dove il tempo si è fermato

Proseguendo il nostro viaggio tra i sentieri selvaggi e silenziosi dell’Aspromonte, arriviamo a Pietrapennata, un pittoresco borgo calabrese immerso nel cuore della provincia di Reggio Calabria, a pochi chilometri da Palizzi. Silenzioso e discreto, perfetto per chi cerca pace e autenticità lontano dai circuiti turistici più affollati. Adagiato a 670 metri di altitudine, ai piedi del Monte Punta di Gallo, custodisce un fascino rurale e paesaggistico unico. 

I martisi

Secondo la tradizione orale, questo suggestivo borgo calabrese sarebbe stato fondato dai Cavalieri di Malta, un dettaglio che ancora oggi caratterizza la sua identità storica e culturale. Non a caso, gli abitanti di Pietrapennata sono tuttora conosciuti come i “martisi”.

Facciata della chiesa di Maria Santissima Assunta situata ad Arno, Reggio Calabria, con cielo azzurro e una scalinata d'ingresso, incorniciata da una staccionata colorata in primo piano.
Armo
Valle grecanica osservata dalla vetta
Monte Cataluce

Tra le case e il silenzio del borgo

Prima di intraprendere il nostro cammino, ci immergiamo tra le viuzze di Pietrapennata. Nonostante oggi conti pochissimi abitanti, Pietrapennata emana un’energia autentica e magnetica. Il silenzio del borgo, regala una sensazione di isolamento rigenerante, ideale per chi ama il trekking e l’escursionismo. Da qui partono sentieri panoramici, tra cui quello che conduce al suggestivo Monastero dell’Alica (o “della Lica”).

Verso Staiti: dove la montagna incontra il mare

Lasciato alle spalle il borgo, imbocchiamo la panoramica SP165, un cammino che si snoda tra curve sospese sulla valle. È un tragitto breve, ma intenso: pochi chilometri bastano perché il paesaggio cominci a mutare. Abbandoniamo l’asfalto imboccando una pista secondaria che rivela da subito tutta la sua essenza mediterranea. Da un lato le pendici dei rilievi pre-aspromontani cedono il posto a terrazzamenti profumati di erbe selvatiche; dall’altro, l’immenso blu del Mar Ionio si apre all’orizzonte e sembra non avere confini.
In lontananza, aggrappato al fianco della Rocca Giambatore, appare Staiti, prossimo capitolo del nostro viaggio.

Staiti: Un luogo fuori dal tempo

Staiti si presenta come un piccolo gioiello medievale. Con le sue radici bizantine e il lascito dei monaci basiliani, è uno dei borghi più autentici dell’Aspromonte greco. Esploriamo il suo lato più intimo, fatto di silenzi, panorami e ospitalità sincera. Fuori dalle rotte del turismo di massa, rappresenta la Calabria autentica, quella che seduce chi la scopre e che invita a restare. I belvedere offrono viste mozzafiato sulla fiumara di Bruzzano e il silenzio del borgo diventa quasi un rito d’ascolto. 

Il Museo dei Santi Italo-Greci

Tra le gemme di Staiti spicca il Museo dei Santi Italo-Greci, dedicato alla memoria dei monaci che vissero questi luoghi come eremi di preghiera e meditazione.

Il museo si inserisce in un più ampio progetto di recupero delle tradizioni greco-ortodosse e si affianca al Sentiero delle Chiese Bizantine, un itinerario a cielo aperto decorato da bassorilievi che narrano episodi e simboli della spiritualità calabrese.

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Le porte parlanti di Staiti

Ma Staiti non è solo passato. Camminando tra le vie del centro, ci si imbatte nelle porte Staitesi, un originale progetto di arte urbana che trasforma semplici ingressi in spazi di riflessione. Un lavoro svolto dal Servizio Civile 2018, con la collaborazione del Presidente della Pro-loco di Staiti. Superfici vissute su cui parole e colori diventano messaggi sociali, parte di un itinerario urbano che unisce arte e viaggio.

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Sul Sentiero dell’Inglese

Dal centro di Staiti, seguiamo la segnaletica bianco-rossa che indica il Sentiero dell’Inglese, uno dei percorsi escursionistici più noti del Sud Italia. Procediamo lungo una via panoramica che inizia a salire di quota fino a diventare in breve sterrata. Mentre il silenzio del paesaggio ci avvolge, una piccola Panda 4×4 compare all’improvviso. È la gente del posto, ci salutano con un sorriso e ci regalano un prezioso consiglio per il ritorno:

Un invito che racchiude l’essenza di questi luoghi: autentici, selvaggi e spirituali, dove l’orientamento non è solo geografico ma anche interiore.

Tra pinete e memorie bizantine

Proseguiamo lungo il sentiero, lasciamo la strada sterrata principale nei pressi di una giovane pineta per addentrarci in una pista secondaria immersa nella macchia mediterranea, tra felci, ginestre e profumi di terra umida.
Poco più avanti, tra antichi terrazzamenti e muretti a secco, appaiono i ruderi dell’antico monastero della Madonna dell’Alica (o della Lica), di cui restano ancora visibili le mura e il campanile. Secondo gli storici, l’edificio risalirebbe al XII secolo e sarebbe appartenuto a un complesso monastico di origine bizantina.

La Rocca di Sant'Ippolito

Lasciata alle spalle la chiesa, il sentiero risale dolcemente la collina, regalandoci scorci su Bova e sulle maestose cime aspromontane.

In questo paesaggio incontaminato, a dominare la scena naturale, si staglia la Rocca di Sant’Ippolito, un imponente pinnacolo roccioso alto circa venticinque metri. Oggi questa rocca è meta ambita dagli amanti dell’arrampicata sportiva, che dall’alto trovano una ricompensa straordinaria: una vista panoramica mozzafiato che abbraccia boschi fitti, vallate profonde e, in lontananza, l’azzurro del mare.

Edward Lear: un viaggio nel tempo

Già nel 1847 lo scrittore e viaggiatore inglese Edward Lear rimase incantato davanti a questa scenografia naturale. Nel suo “Diario di un viaggio a piedi” scrisse infatti:

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L’anima dei cammini dell’Aspromonte

Il cerchio si chiude, ogni viaggio in Aspromonte non è solo un’escursione nella natura, ma un ritorno alla radice delle cose. Pietrapennata e Staiti sono due borghi che, pur piccoli e silenziosi, custodiscono un universo intero: di memorie, di paesaggi, di spiritualità. Camminare qui significa riconnettersi con la terra, con la storia, con se stessi. E capire, passo dopo passo, che seguire il mare, in fondo, è solo un modo per non smarrire la direzione del cuore.

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Fonti e approfondimenti

FAQ - Domande frequenti

Pietrapennata e Staiti sono due borghi caratteristici dell’Aspromonte greco, in Calabria. Entrambi si trovano in una zona montana ricca di storia e tradizioni greco-calabre, immersa nella natura e lontana dai percorsi turistici più affollati.

A Pietrapennata, da non perdere il borgo antico con le stradine in pietra e i panorami mozzafiato sull’Aspromonte. A Staiti, invece, vale la pena visitare i vicoli storici e vivere le feste locali che celebrano la cultura greco-calabra. 

I borghi si raggiungono facilmente in auto da Reggio Calabria o Locri, percorrendo strade panoramiche dell’Aspromonte. Per gli appassionati di trekking, esistono sentieri naturali che collegano i due paesi immersi nel verde della montagna.

Primavera e autunno sono ideali per escursioni e passeggiate nei borghi dell’Aspromonte greco, grazie al clima mite e ai paesaggi suggestivi. L’estate è adatta per chi ama le giornate lunghe, ma nelle ore centrali può fare caldo.

Assolutamente sì. L’Aspromonte greco offre percorsi trekking per diversi livelli, ideali per ammirare boschi, vallate e panorami montani. Alcuni sentieri collegano direttamente Pietrapennata e Staiti, offrendo un’esperienza immersiva nella natura incontaminata.

Le trattorie dei borghi offrono cucina calabrese autentica e piatti tradizionali che raccontano la storia gastronomica dei luoghi.

Sì, nei borghi ci sono B&B, agriturismi e piccole strutture ricettive che permettono di vivere da vicino la vita locale. Soggiornare almeno una notte consente di godere appieno dell’atmosfera tradizionale dei paesi.

Questi borghi offrono un’esperienza unica tra storia, cultura greco-calabra e natura incontaminata. Ideali per chi cerca autenticità, panorami spettacolari e un viaggio fuori dai percorsi turistici classici della Calabria.

Sì! Ci sono diversi itinerari consigliati tra i borghi dell’Aspromonte, ideali per chi vuole combinare cultura, natura e tradizione. 

Autore: Claudio Bova 
©Riproduzione riservata

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