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Leggende e segreti nascosti tra le pietre di Molaro e la Valle delle Mummie di Montebello Ionico

Mocissà e la Valle delle Mummie

Esplora Monte Mocissà e la leggendaria Valle delle Mummie di Montebello Ionico. Scopri i segreti nascosti tra le pietre di Molaro!

Leggende e segreti nascosti tra le pietre di Molaro e la Valle delle Mummie di Montebello Ionico

Monte Mocissà e Valle delle Mummie: Un viaggio nei tesori di Montebello Ionico

Benvenuti in un’avventura straordinaria alla scoperta del Monte Mocissà o Mociassa, situato nel Comune di Montebello Ionico, incantevole borgo alle pendici meridionali del massiccio d’Aspromonte.
Questa terra, un tempo ricca e fertile per la coltivazione di bergamotto e gelsomino, oggi si presenta come porta d’accesso ad itinerari che svelano la ricca tessitura della sua storia, connubio unico di elementi culturali e paesaggistici. Tra i 16 Comuni dell’area grecanica della Calabria, Montebello Jonico è il luogo in cui si incontrano cammini di storia, fede, arte e natura.

Un'avventura tra natura e immaginazione

Il nostro giro prende quota dalla località San Nicola e avanza lungo la dorsale che si apre sulla fiumara di Molaro. Lasciamo alle spalle un simpatico asinello a guardia delle nostre auto e procediamo verso le pendici di Serro D’Arecchio (o Fimmina d’Arecchiu). Durante la salita ogni spigolo, ogni cresta prendono forma e nomi particolari, un richiamo alla storia o alla natura circostante. Una breve esplorazione ci conduce all’interno di piccole cavità naturali ai piedi della caratteristica ‘sfinge’ di Molaro. Da Monte Mocissà, l’orizzonte si apre ai miti attraverso suggestive rocce con sembianze di ‘orco’ o di un ‘teschio’. La pareidolia (dal greco εἴδωλον èidōlon, “immagine”, col prefisso παρά parà, “vicino”), l’illusione subcosciente di ricondurre a forme note oggetti dalla forma casuale è un’associazione persistente in quest’area.

La Valle delle Mummie: Leggende e segreti nascosti tra le pietre

Un’antica colpa, un amore proibito e un oscuro segreto si celano tra le pietre e le leggende, alimentando il fascino nascosto di questo luogo. La leggenda narra di un tempo in cui la vallata del torrente Molaro fosse abitata da giganti, esseri imponenti che non conoscevano né bontà né malvagità, ma solo il rispetto per la pastorizia e per l’ospitalità. La loro presenza rendeva la valle un luogo prospero e accogliente, dove tutti potevano trovare rifugio. In questo luogo uomini venuti dalla marina e giganti coesistettero in pace per lungo tempo.
Un giorno, improvvisamente, un tuono senza nuvole e senza pioggia tramutò i giganti in pietra.
Si racconta che uno dei giganti, travolto dall’amore per una giovane donna, provocò accidentalmente la sua morte. I suoi fratelli, per proteggerlo, fecero cadere il marito che era giunto a cercarla. Da quel giorno, la zona divenne nota come la “Valle delle Mummie”, testimone silenziosa della tragedia che aveva colpito gli abitanti della valle.

Il sentiero perduto e le antiche costruzioni

La nostra avventura prosegue lungo un antico e panoramico sentiero. Di questa via non esiste più evidenza, la natura ne domina completamente il suo percorso. Tuttavia forziamo l’ingresso immergendoci nella fitta vegetazione di arbusti seguendo uno stretto corridoio tracciato pazientemente dal lento calpestio di vacche. Superando il torrente Lampone, raggiungiamo un verde pianoro dove antiche costruzioni in pietra (dette prache) sfidano il tempo e resistono alle minacce di restauri moderni poco rispettosi della loro storia.
Autore: Claudio Bova 
©Riproduzione riservata

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