Escursione invernale sulle Creste del Sant’Agata
1. Un inizio d’anno tra gelo e meraviglia
2. Verso l’Aspromonte: la sfida del freddo
3. Da Sella Entrata a Motticella
4. L’avvicinamento
5. Un sentiero immacolato tra storia e panorami
6. Gelo, vento, neve eh…ritirata
7. La fatica invisibile della neve
8. Tra monte Cendri e monte Micheletta
9. Un ritorno carico di bellezza
Il percorso parte da Sella Entrata (1400 m) e si sviluppa tra boschi di pino e castagno, con ampi panorami sulla Fiumara Sant’Agata, sulla costa e, nelle giornate limpide, sull’Etna.
In presenza di neve abbondante l’itinerario assume carattere EE, richiedendo buona preparazione fisica, attrezzatura invernale e capacità di orientamento.
Percorso innevato consigliato solo a escursionisti allenati, da affrontare esclusivamente con condizioni meteo-nivologiche favorevoli.
Ciaspolata / Escursionismo invernale
🥾 Durata percorso: 5–6 ore (anello Sella Entrata–Motticella)
📏 Lunghezza: circa 10 km
⛰️ Dislivello: +360 m
⏱️ Difficoltà: EE
💧 Acqua: portare almeno 1 litro a persona (assenza di fonti lungo il percorso)
📸 Attrezzatura: Ciaspole, frontale, abbigliamento tecnico, GPS o app cartografica offline
Un inizio d’anno tra gelo e meraviglia
Il nuovo anno in Calabria è iniziato con suggestioni inaspettate. Un’ondata di freddo intenso, accompagnata da nevicate diffuse, ha interessato il territorio anche a quote inferiori ai 1000 metri di quota. La natura, con il suo fascino invernale, ha mostrato il suo lato più autentico capace di ispirare il desiderio di un’avventura intima e profondamente stimolante.
Verso l’Aspromonte: la sfida del freddo
Accogliamo la sfida del freddo pianificando un’escursione lungo i sentieri innevati dell’Aspromonte. Come sempre, i preparativi sono accurati: attrezzatura adeguata, studio del percorso e gestione degli spostamenti, fondamentali per affrontare neve e gelo in sicurezza. La montagna non perdona l’improvvisazione, soprattutto in inverno.

Da Sella Entrata a Motticella
Un itinerario che, in altre stagioni, risulta accessibile a molti, ma che in condizioni invernali richiede buona preparazione fisica e attrezzatura specifica come ciaspole e abbigliamento tecnico. Quello che doveva essere un semplice sopralluogo si trasforma, ancora una volta, in un’esperienza intensa e memorabile.
L’avvicinamento
Raggiungiamo Sella Entrata, a quota 1400 m s.l.m, punto di partenza dell’itinerario, percorrendo la strada Reggio Calabria – Mosorrofa – Campi di Sant’Agata. La neve, presente in abbondanza, rende necessaria una modifica del mezzo: in località Donna lasciamo l’auto e proseguiamo con un piccolo fuoristrada, più adatto alle condizioni invernali estreme. All’incrocio tra la SS 183 e la strada per Cardeto, piccolo comune in Provincia di Reggio Calabria, indossiamo le ciaspole e iniziamo a camminare lungo una pista sterrata che si inoltra in un bosco ceduo di pino e di castagno.

Un sentiero immacolato tra storia e panorami
Procediamo su un sentiero intatto, segnato solo dalle impronte dei racchettoni che incidono la neve come testimonianza silenziosa del nostro passaggio.
Il paesaggio si apre progressivamente sulla Vallata della Fiumara Sant’Agata, offrendo affacci suggestivi sulla costa e, più lontano, sull’Etna. Dall’alto riconosciamo i resti degli antichi insediamenti di Cardeto nord: Chiumputu, Loddini, Iriti, Castanea, Cholachecco. A valle scorre il Torrente Catacino, che, insieme al Torrente del Forno, alimentano la Fiumara Sant’Agata creando gole, gurne e salti d’acqua nascosti da un arcigno crinale roccioso ai piedi di Motticella.





Gelo, vento, neve eh…ritirata
Una sferzante nevicata improvvisa ci raggiunge sul crinale. Gelo, vento e neve ci costringono ad una ritirata non voluta. Ritorniamo sui nostri passi ma decidiamo di chiudere il giro seguendo una pista sul versante settentrionale incrociata all’andata. Una scelta che si rivelerà più impegnativa del previsto.

La fatica invisibile della neve
La distanza dalle auto è breve, ma le condizioni proibitive rendono ogni passo faticoso. La neve, tanto affascinante, nasconde insidie non misurate. Camminare sulla neve fresca ci comporta uno sforzo muscolare maggiore rispetto alla camminata normale. Il peso delle ciaspole, dell’attrezzatura e il freddo intenso aumentano ulteriormente il nostro dispendio energetico.
Tra Monte Cendri e Monte Micheletta
Giunti ai piedi di Monte Cendri e di Monte Micheletta, la risalita mostra il suo lato più severo. Circa 300 metri di dislivello ci separano dalle cime che diventano una prova di resistenza considerevole. La sera ci raggiunge. Il bagliore delle torce frontali si riflette sul candore della neve, mentre il bosco ovattato assorbe il rumore della nostra presenza. Intorno a noi solo le tracce di caprioli e della fauna locale. In questo silenzio assoluto, la natura sembra restituirci la stessa gratitudine con cui la stiamo attraversando. Ci sentiamo privilegiati e la fatica non ci fa più paura.



Un ritorno carico di bellezza
Dalla cima rientriamo verso il punto di partenza con soddisfazione e riconoscenza. Portiamo con noi il ricordo di un’esperienza fatta di resilienza, fatica e bellezza autentica. Le creste del Sant’Agata, in inverno, non sono solo un luogo, sono un incontro profondo con la montagna e con noi stessi.



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