TaCuntu

Storie di uomini

Giuseppe Zuccalà, medico e sindaco di San Lorenzo

Giuseppe Zuccalà Medico e sindaco di San Lorenzo, tra medicina, impegno civile, memoria e il mistero di una Lancia Flavia all’interno di una chiesetta dell’Aspromonte. Share Contenuto 1. Giuseppe Zuccalà2. La cappella, l’automobile e una storia che aspettava di essere scoperta3. Il mistero di Monte Peripoli4. Alla ricerca di una risposta5. Un’infanzia segnata dalla perdita paterna6. La scelta della medicina7. Lo studente che sfidò il regime8. Il ritorno a San Lorenzo9. Il medico di tutti10. La guerra cambia tutto11. Gli anni più difficili12. La guerra e gli sfollati13. Da medico a sindaco14. Un uomo alla guida della rinascita15. La nascita di una nuova democrazia16. L’inizio di una lunga stagione amministrativa17. Un paese da ricostruire18. Una strada costruita quasi dal nulla19. L’inaugurazione e una storia ancora da scrivere20. Quando la montagna mette alla prova il progetto21. Il segno lasciato da Zuccalà22. Quattro volte sindaco23. Dalla montagna al mare24. Un medico che non si fermava mai25. Una notte a Largaduri26. I tre doni di Chorio27. Un amministratore dalla parte degli ultimi28. Le condizioni per una comunità moderna29. Il progetto di Monte Peripoli30. L’idea di una montagna turistica31. La chiesetta della Madonna della Neve32. Prima di tutto, la strada33. L’appello ai cittadini lontani34. Un progetto costruito insieme35. L’arrivo della Madonna della Neve36. La salita a Peripoli37. Un sindaco senza privilegi38. L’ultimo viaggio39. Perché quell’automobile è dentro la cappella?40. Dalle strade all’altare41. L’eredità42. La Madonna salvata dal fuoco43. Una storia che continua44. Fonti e approfondimenti La cappella, l’automobile e una storia che aspettava di essere scoperta Ci sono storie che non si trovano cercandole. Sono loro a venirti incontro.La storia di Giuseppe Zuccalà, medico e sindaco di San Lorenzo, mi si presentò così, durante uno dei percorsi nell’area grecanica in provincia di Reggio Calabria.E tutto cominciò da un’automobile.Non una macchina parcheggiata lungo una strada.Ma un’automobile dentro una piccola chiesa di montagna. Il mistero di Monte Peripoli Il cammino mi guidò sul monte Peripoli, dove ancora oggi sorge una piccola cappella dedicata alla Madonna della Neve. Un luogo, un tempo, circondato da una fitta pineta. Oggi, invece, profondamente segnato dagli incendi che negli anni hanno devastato questa parte dell’Aspromonte. L’ultimo, nel 2021, cancellò quasi completamente il bosco intorno alla chiesetta.Fu però un dettaglio inatteso a cambiare il senso di quella visita. Attraverso un piccolo foro nella porta di ferro che impediva l’accesso alla cappella, riuscii a guardare all’interno. Sotto quella che sembrava essere la mensa dell’altare compariva una sagoma insolita: un’automobile, una vecchia Lancia Flavia nera, murata all’interno dell’edificio. La domanda era inevitabile: perché un’automobile si trova dentro una chiesetta di montagna? E soprattutto: chi aveva deciso di mettercela? Immagine tratta dall’archivio fotografico di Claudio Bova. Tutti i diritti riservati. Alla ricerca di una risposta Per trovare una risposta raggiunsi il vicino Comune di San Lorenzo. Fu li che, tra i ricordi di chi lo aveva conosciuto, cominciarono ad emergere i primi frammenti di questa storia. La testimonianza e i contributi inediti messi a disposizione dal figlio, Saverio Zuccalà, insieme al prezioso lavoro di Fortunato Mangiola, ricostruirono, poco alla volta, la vicenda di un uomo diventato parte della memoria stessa della comunità. Dietro quella macchina non c’era soltanto un’immagine del passato, ma la storia di un uomo: un medico, un amministratore, un sindaco che aveva scelto di legare profondamente la propria esistenza alla terra in cui era nato e alla comunità che aveva servito. Il suo nome era Giuseppe Zuccalà. Immagine tratta dal volume Storia di Giuseppe Zuccalà: medico e sindaco di San Lorenzo, di Fortunato Mangiola. I diritti sulle immagini e sui contenuti sono riservati all’autore e agli aventi diritto. Un’infanzia segnata dalla perdita paterna Giuseppe Zuccalà, figlio di Francesco Saverio, nacque nel 1909, all’interno di una delle più antiche famiglie laurentine. Nel 1918, quando aveva appena nove anni, perse il padre. La tragedia segnò profondamente la sua infanzia e lo costrinse ad allontanarsi dal paese, frequentando diverse scuole della provincia di Reggio Calabria.Quella lontananza, tuttavia, contribuì a formare il carattere di un giovane curioso, determinato e particolarmente sensibile alle difficoltà degli altri. La scelta della medicina Dopo aver conseguito la maturità classica, Giuseppe decise di iscriversi alla Facoltà di medicina di Messina.La scelta della medicina non fu soltanto professionale. La perdita del padre aveva lasciato in lui una consapevolezza precisa: stare accanto a chi soffre, curare, ma soprattutto non lasciare solo chi ha bisogno. Lo studente che sfidò il regime Durante gli anni universitari accadde un episodio destinato a cambiare il corso della sua vita.Nel corso di una manifestazione studentesca, Zuccalà improvvisò un comizio nel quale attaccò duramente il podestà della città. La reazione delle autorità fu immediata.La milizia intervenne, lo arrestò e gli notificò il foglio di via permanente dalla Sicilia.La motivazione lo definiva un “pericoloso soggetto eversivo”.Per Giuseppe, Messina era diventata, quasi all’improvviso, una città da cui partire. Alla fine dell’estate, la scelta apparve inevitabile. Lasciò la Sicilia e si trasferì a Roma, dove avrebbe proseguito il proprio percorso di studi.Nel 1931 conseguì la laurea in medicina con il massimo dei voti e la lode.Roma gli offriva prospettive, un futuro professionale decisamente diverso da quello che lo avrebbe atteso in un piccolo paese dell’Aspromonte. Eppure Zuccalà fece una scelta controcorrente.Decise di tornare a casa. Il ritorno a San Lorenzo Prima del ritorno concluse un corso di perfezionamento in pneumologia.Era una specializzazione particolarmente importante in un’epoca nella quale la tubercolosi e le malattie dell’apparato respiratorio rappresentavano un problema enorme.Poi tornò a San Lorenzo. Qui cominciò a esercitare la professione.E ben presto il paese capì di avere davanti un medico speciale.Ma Zuccalà non era semplicemente un medico che aspettava i pazienti nel proprio studio. Era un medico che andava a cercarli. skip render: ucaddon_post_list Il medico di tutti Negli anni quaranta curarsi non era semplice. Le medicine erano spesso preparazioni galeniche, le possibilità terapeutiche erano molto più limitate rispetto a oggi e per molte famiglie anche una visita medica rappresentava una difficoltà economica.Lo studio di Zuccalà diventò così un punto di riferimento, trasformando il proprio lavoro in una vera missione.Al mattino visitava nel suo studio, spesso affollato

Giuseppe Zuccalà, medico e sindaco di San Lorenzo Leggi tutto »

Ritratto storico dello scrittore inglese George Gissing, fotografia in bianco e nero pubblicata da RF Fenno & Co., New York, nel 1896.

George Gissing e la Calabria

George Gissing e la Calabria Un viaggio narrato sulle rive dello Ionio, tra Magna Grecia, paesaggi e memoria Share Contenuto 1. Quando la Calabria entra nella letteratura europea2. Chi era George Gissing: uno scrittore in cerca di Sud3. Il richiamo del Mediterraneo e la promessa della Magna Grecia4. Perché Gissing viaggiò in Calabria5. By the Ionian Sea: un diario di viaggio diverso6. L’itinerario ionico: dalle città antiche alla Calabria interna7. Le persone: dignità nella fatica8. Paesaggio e memoria9. Il contrasto tra Magna Grecia e modernità10. François Lenormant: la guida silenziosa11. Perché George Gissing è importante per la Calabria12. Perché George Gissing è importante per la Calabria13. Fonti e approfondimenti Quando la Calabria entra nella letteratura europea Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la Calabria era ancora una terra ai margini dei grandi itinerari culturali europei. Pochi scrittori si spinsero davvero lungo la costa ionica, osservandola senza filtri e senza esotismi. Tra questi, uno dei più lucidi e sensibili fu George Gissing, romanziere inglese dell’età vittoriana.Il suo viaggio nel Sud Italia, raccontato in By the Ionian Sea, non è un semplice resoconto turistico, ma una narrazione profonda del territorio; un incontro tra paesaggio, storia e condizione umana, in cui la Calabria entra a pieno titolo nella letteratura europea. skip render: ucaddon_post_list Chi era George Gissing: uno scrittore in cerca di Sud George Robert Gissing (1857–1903) fu uno degli osservatori più acuti della società vittoriana. Scrittore appartato, spesso ai margini del successo e in costante attrito con il proprio tempo, visse l’Inghilterra industriale come una gabbia morale prima ancora che sociale. La sua biografia è segnata da scelte estreme e da un senso di sacrificio quasi tragico. A differenza di molti autori che raccontarono la miseria da osservatori esterni, Gissing la conobbe sulla propria pelle. La povertà non fu per lui un tema letterario, ma una condizione quotidiana.  Pubblicato da RF Fenno & Co, New York, 1896, Public domain, via Wikimedia Commons Il richiamo del Mediterraneo e la promessa della Magna Grecia Fin da giovane, grazie allo studio del latino e della storia antica, Gissing sviluppò una fascinazione crescente per il Mediterraneo e per la Magna Grecia. Quelle terre del Sud Italia rappresentavano per lui non solo un passato glorioso, ma un’alternativa possibile alla modernità frenetica. Uno spazio dove il tempo sembrava scorrere diversamente, e dove il passato continuava a dialogare con la vita quotidiana. Perché Gissing viaggiò in Calabria Nel 1897, afflitto da problemi di salute e da un crescente senso di estraneità, Gissing lasciò Londra e intraprese un viaggio verso l’Italia meridionale. Cercava un clima più mite, ma soprattutto un luogo in cui la storia non fosse confinata nei libri o nei musei, bensì ancora visibile nei paesaggi, nei gesti, nelle parole della gente. Spingersi oltre Napoli, verso il Mezzogiorno più remoto, era considerato allora un atto bizzarro, quasi temerario. Per molti viaggiatori inglesi, partire per la Calabria equivaleva a un salto nell’ignoto.Prima di mettersi in viaggio, studiò testi classici e opere archeologiche. Tra queste, fu decisiva La Grande Grèce di François Lenormant, che divenne la sua guida invisibile lungo le coste ioniche. In uno dei passaggi più visionari dei suoi testi Gissin scrive: “Contemplerò il Mar Ionio, non solo da un treno o da un battello a vapore come prima, ma con molto tempo libero… Vedrò le rive dove un tempo c’erano Taranto e Sibari, Crotone e Locri.” In queste parole c’è già il senso del suo viaggio in Calabria: non una semplice esplorazione, ma un ritorno consapevole alle origini del Mediterraneo, dove il Sud non era periferia, ma centro del mondo. By the Ionian Sea: un diario di viaggio diverso Pubblicato tra il 1900 e il 1901, By the Ionian Sea: Notes of a Ramble in Southern Italy è uno dei testi di viaggio più intensi dedicati al Sud Italia.Non è una guida, né un libro celebrativo. È un diario narrativo fatto di: rovine della Magna Grecia, paesaggi ionici, inermi villaggi, incontri quotidiani. Gissing osserva senza idealizzare, ma con empatia e precisione. skip render: ucaddon_post_list L’itinerario ionico: dalle città antiche alla Calabria interna Nel suo viaggio lungo la costa ionica, George Gissing attraversa un Sud ancora fuori dalle rotte del turismo internazionale, seguendo un percorso che da Napoli lo conduce a Taranto, Metaponto, Sibari e Crotone, per poi addentrarsi nella Calabria interna: Catanzaro, Squillace, fino a Reggio Calabria. È un itinerario geografico e umano che racconta una Calabria autentica, segnata da povertà diffusa, malaria e isolamento, ma attraversata da una dignità profonda e silenziosa. Gissing osserva nuove figure sociali, assetti urbani irregolari, un paesaggio naturale che inizia a cedere il passo a una modernizzazione incerta e spesso violenta. Senza cercarlo, diventa testimone di una trasformazione postunitaria frammentata e carica di tensioni, dove progresso e marginalità convivono. Un racconto territoriale che ancora oggi aiuta a comprendere le contraddizioni storiche e sociali del Mezzogiorno d’Italia, lungo quell’asse ionico che unisce antiche civiltà e ferite contemporanee. Le persone: dignità nella fatica Uno degli aspetti più moderni del racconto è l’attenzione alle persone comuni. Il suo viaggio non è mai un esercizio estetico. Gissing osserva le rovine magnogreche, ma anche le mani dei contadini, il fango delle strade, la fatica dei pescatori, l’accoglienza degli oste. Non li osserva dall’alto, ma li racconta come protagonisti silenziosi del territorio. Una delle scene più intense riguarda una donna che tenta di vendere merci porta a porta, respinta ovunque, ma mai privata della sua dignità. “…carrying upon her head a heavy pile… she entered shops, and paused at house doors… yet she bore herself with a dignity not easily surpassed.” “…portando sulla testa un pesante mucchio di cose… entrava nei negozi e si fermava sulle porte delle case… eppure si comportava con una dignità non facilmente superabile.” È qui che la Calabria smette di essere paesaggio e diventa umanità viva. Estratto da: Linee di Storia della Calabria di Domenico Ficarra, Edizioni Logos, 1980 Paesaggio e memoria La costa ionica emerge come un luogo sospeso tra mare e rovine. Il mare Ionio, con la sua luce

George Gissing e la Calabria Leggi tutto »

François Lenormant, archeologo e viaggiatore francese del XIX secolo

François Lenormant: Viaggiatore e studioso della Calabria

François Lenormant: viaggiatore e studioso della Calabria Come lo studioso francese dell’Ottocento raccontò storia, cultura e identità della Calabria ottocentesca Share Contenuto 1) François Lenormant: Viaggiatore e Studioso della Calabria2) Chi era François Lenormant 3) Perché scelse la Calabria 4) I viaggi in Calabria: un’indagine tra cultura e territorio5) Un approccio da antropologo ante litteram6) L’importanza dei siti archeologici calabresi 7) L’importanza dei siti archeologici calabresi 8) Il ruolo di Lenormant nella valorizzazione della Calabria9) Un ponte tra la Calabria e l’Europa 10) Perché François Lenormant è ancora importante oggi 11) Fonti e approfondimenti François Lenormant: viaggiatore e studioso della Calabria François Lenormant, rappresenta una figura fondamentale per la conoscenza moderna della Calabria del XIX secolo. I suoi viaggi, condotti tra il 1879 e il 1881, diedero vita a una delle più dettagliate e affascinanti descrizioni della regione, ancora oggi considerate una fonte preziosa per studiosi, ricercatori e appassionati di storia del Mezzogiorno. Chi era François Lenormant Archeologo, orientalista, storico e prolifico scrittore, François Lenormant fu uno dei più brillanti intellettuali francesi dell’Ottocento. La sua formazione multidisciplinare lo portò a viaggiare in diverse aree del Mediterraneo, dall’Oriente alla Magna Grecia, alla ricerca di tracce culturali capaci di spiegare l’evoluzione delle civiltà antiche. Perché scelse la Calabria La Calabria esercitò su Lenormant un fascino particolare: terra periferica e poco esplorata, secondo lui celava testimonianze uniche della storia greca, romana e bizantina. In un’epoca in cui molti archeologi si concentravano sulle grandi capitali del mondo antico, Lenormant decise invece di rivolgere lo sguardo ai luoghi dimenticati, intuendone il potenziale scientifico. I viaggi in Calabria: un’indagine tra cultura e territorio I suoi viaggi sono raccontati nell’opera La Grande Grèce, un testo fondamentale che descrive con precisione paesaggi, siti archeologici e tradizioni popolari della Calabria dell’Ottocento Un approccio da antropologo ante litteram Lenormant non si limitò all’analisi storica: osservò le abitudini delle comunità locali, le tradizioni linguistiche e persino le leggende popolari. Questo sguardo multidimensionale lo rende, per certi aspetti, anticipatore degli studi antropologici moderni. Estratto da: Linee di Storia della Calabria di Domenico Ficarra, Edizioni Logos, 1980 L’importanza dei siti archeologici calabresi Tra le aree che maggiormente lo colpirono spiccano: Sibari, simbolo della colonizzazione greca; Crotone, patria di Pitagora e della filosofia antica; Locri Epizefiri, ricca di reperti e testimonianze di culti femminili; Reggio Calabria, punto strategico tra Magna Grecia e Mediterraneo. Attraverso descrizioni minuziose e confronti filologici, Lenormant contribuì a far conoscere in Europa la straordinaria ricchezza archeologica calabrese. Il ruolo di Lenormant nella valorizzazione della Calabria Il suo lavoro ebbe un impatto significativo non solo dal punto di vista scientifico, ma anche culturale e identitario. «Non credo che esista in nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sibari. Vi è riunita ogni bellezza in una volta: la ridente verzura dei dintorni di Napoli, la vastità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia» Un ponte tra la Calabria e l’Europa Grazie a Lenormant, la Calabria iniziò a essere percepita come un territorio chiave per comprendere la storia del Mediterraneo antico. Le sue pubblicazioni circolarono nelle principali accademie europee, offrendo un’immagine della regione innovativa e lontana dagli stereotipi. skip render: ucaddon_post_list Perché François Lenormant è ancora importante oggi François Lenormant non fu soltanto un grande archeologo, ma un vero viaggiatore della Calabria, capace di interpretarne la storia con sguardo scientifico e insieme romantico. La sua eredità culturale resta fondamentale per chiunque voglia comprendere le radici profonde della regione e il suo ruolo nel mosaico della civiltà mediterranea. Fonti e approfondimenti – François Lenormant ” Il piacere di viaggiare” – Il viaggio di Francois Lenormant nella Calabria centrale – La Grande Grèce – Lenormant ‘A traverse l’Apulie et la Lucanie’ – La Calabria e le rovine: abbandono, memoria e costruzione identitaria – Itinerari per i siti archeologici della Magna Grecia percorrendo la ferrovia ionica sulle orme del Grand Tour – Edward Lear e la Calabria del XIX secolo Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure skip render: ucaddon_post_list Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia Continua a leggere… skip render: ucaddon_uc_card_post_carousel Questo è un avviso In questo articolo, troverai link di affiliazione Amazon e Google Adsense. Se acquisti tramite link Amazon, o clicchi sui banner pubblicitari di Google, guadagnerò una piccola commissione. Questo mi aiuta a supportare il mio blog e a creare contenuti di qualità. × La nostra Newsletter NIENTE SPAM PROMESSO! Iscriviti qui!

François Lenormant: Viaggiatore e studioso della Calabria Leggi tutto »

Edward Lear e la Calabria del XIX secolo

Edward Lear e la Calabria del XIX secolo La Calabria dell’Ottocento: tra mito, natura e mistero Share Contenuto 1. La terra del Sud che affascinò i viaggiatori stranieri2. La “Calabria Ulteriore Prima”: il volto antico dell’estremo Sud3. Edward Lear: l’artista inglese che scoprì la Calabria4. Un viaggio di scoperta nel cuore del Mediterraneo5. Il viaggio in Calabria del 1847: alla scoperta dell’Aspromonte6. “Diario di un viaggio a piedi”: la Calabria raccontata da Lear7. Il Santuario di Polsi: il cuore spirituale dell’Aspromonte8. L’eredità di Edward Lear e la riscoperta moderna della Calabria selvaggia9. Fonti e approfondimenti La terra del Sud che affascinò i viaggiatori stranieri Nel cuore del XIX secolo, la Calabria si presentava come una terra ancora sconosciuta. Viaggiatori stranieri provenienti da tutta Europa giungevano fin qui attratti dal fascino magnogreco, dalle tradizioni popolari e dal mito romantico del brigantaggio, simbolo di un Sud arcaico e ribelle. skip render: ucaddon_post_list La “Calabria Ulteriore Prima”: il volto antico dell’estremo Sud Un territorio aspro, ma ricco di storia e cultura All’epoca, la parte meridionale della regione era conosciuta come “Calabria Ulteriore Prima”: un territorio aspro, ma ricco di storia e cultura.Artisti e intellettuali dell’Ottocento intrapresero lunghi viaggi per conoscerne usi, costumi e paesaggi, animati dal desiderio di raccontare l’anima più autentica dell’Italia meridionale. Fonte: Diario di un viaggio a piedi Calabria 1847 / Edward Lear – Parallelo 38, 1976 Edward Lear: l’artista inglese che scoprì la Calabria Un inglese tra arte e curiosità mediterranea Tra i grandi protagonisti di questi viaggi c’è Edward Lear (1812–1888), figura emblematica della letteratura satirica. Pittore, illustratore, poeta e musicista, Lear è ricordato per la sua doppia anima: artista paesaggista e autore di testi ironici e giocosi, come A Book of Nonsense (1846) e Laughable Lyrics. Fu apprezzato persino dalla famiglia reale inglese, tanto da insegnare disegno alla regina Vittoria. Un viaggio di scoperta nel cuore del Mediterraneo Prima di giungere in Italia, Lear aveva esplorato Grecia, Albania, le Isole Ionie e la Corsica, pubblicando diari illustrati di straordinaria bellezza.Tra le sue opere naturalistiche più famose si ricorda Illustrations of the Family of Psittacidae or Parrots, dedicata ai pappagalli tropicali. Il viaggio in Calabria del 1847: alla scoperta dell’Aspromonte Da Reggio Calabria ai sentieri dell’entroterra Nel 1847, partendo dalla Sicilia, Edward Lear sbarcò a Reggio Calabria, pronto a esplorare una regione ancora ignota ai viaggiatori europei.Accompagnato dall’amico John Proby e dalla guida locale Ciccio con il suo asino, percorse a piedi le vallate dell’Aspromonte, attraversando borghi grecofoni, fiumare e uliveti secolari. L’esperienza durò dal 25 luglio al 5 settembre e segnò profondamente l’artista, che rimase affascinato dalla cordialità e ospitalità dei calabresi, considerate un’eredità sacra delle antiche civiltà classiche. skip render: ucaddon_post_list “Diario di un viaggio a piedi”: la Calabria raccontata da Lear Un capolavoro della letteratura di viaggio Nel 1852 Lear pubblicò a Londra “Journals of a Landscape Painter in Southern Calabria”, tradotto in Italia come “Diario di un viaggio a piedi”.Quest’opera rappresenta una pietra miliare della letteratura di viaggio ottocentesca, offrendo uno dei primi resoconti illustrati della Calabria meridionale. Attraverso acquerelli e incisioni, Lear immortalò paesaggi aspri e struggenti, scene di vita contadina e panorami sospesi tra cielo e mare.Il suo sguardo, al tempo stesso poetico e realistico, restituisce una Calabria viva, intrisa di dignità e di antiche tradizioni.  Fonte: Diario di un viaggio a piedi Calabria 1847 / Edward Lear – Parallelo 38, 1976 – (Palizzi) Il Santuario di Polsi: il cuore spirituale dell’Aspromonte Tra le tappe più evocative spicca il Santuario di Santa Maria di Polsi, antico cuore spirituale dell’Aspromonte. Immerso in un paesaggio aspro e incontaminato, crocevia tra devozione popolare e natura primordiale, ancora oggi conserva l’aura di sacralità descritta dall’artista. Senza dubbio, Santa Maria di Polsi è una delle più notevoli scene che io abbia mai visto; l’edificio è pittoresco, ma non molto antico, senza pretese di gusto architettonico; ed è situato in alto sopra il grande torrente, che viene in giù dalla vera cima dell’Aspromonte, la cui vetta – Montalto – è il tetto e la corona del paesaggio. Il carattere perpendicolare dello scenario è sorprendente, le rupi boscose da sinistra a destra lo chiudono come le quinte di un teatro; e poiché nessun altro edificio è in vista, l’incanto e la solitudine di questo luogo è completo”. L’eredità di Edward Lear e la riscoperta moderna della Calabria selvaggia L’itinerario percorso da Edward Lear è oggi diventato un noto percorso di trekking e di esplorazione culturale chiamato: “Il Sentiero dell’Inglese“. Il cammino attraversa i paesaggi selvaggi e affascinanti del Parco Nazionale dell’Aspromonte e della Calabria Grecanica, guidando i moderni viaggiatori verso luoghi che Lear descrisse con meraviglia nelle sue pagine. Il suo “Diario di un viaggio a piedi” è considerato una finestra letteraria e artistica sulla Calabria del XIX secolo, ancora capace di emozionare studiosi, turisti e amanti della storia.  Fonti e approfondimenti – Edward Lear – Edward Lear: diario di un viaggio a piedi – Il lungo Cammino del Sentiero dell’Inglese – Edward Lear: Sguardi nuovi per vecchi sentieri – Il Sentiero dell’Inglese: in viaggio con Edward Lear nell’anima della Calabria – Edward Lear (1812-1888). Nuovi ‘ritratti’ di paesi e paesaggi di Calabria – Il Sentiero dell’inglese – WWF Progetto C.A.D.I.S.P.A.Ospitalità diffusa in Aspromonte orientale – Per la Calabria selvaggia Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure skip render: ucaddon_post_list Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia Continua a leggere… skip render: ucaddon_uc_card_post_carousel Questo è un avviso In questo articolo, troverai link di affiliazione Amazon e Google Adsense. Se acquisti tramite link Amazon, o clicchi sui banner pubblicitari

Edward Lear e la Calabria del XIX secolo Leggi tutto »