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Cascata Mazzulisà

Cascata di Mazzulisà

Cascata di Mazzulisà Un salto d’acqua nascosto tra le pieghe più selvagge dell’Aspromonte, dove natura e memoria si intrecciano in un racconto affascinante Share Contenuto 1. Viaggio attraverso la memoria2. La foresta perduta3. L’incendio del 20214. Un sentiero che si racconta 5. L’incontro con la cascata di Mazzulisà6. Le acque del vallone Cerasia e Cano7. Le origini del nome8. Avvicinamento9. Raccomandazioni10. Fonti e approfondimenti Scheda tecnica Difficoltà EEDislivello: circa 200 mt. (solo andata)Altitudini: Pietra Mazzulisà (1481 m.) – Cascata (1200 m. circa)Tempi avvicinamento: 1 ora circa (solo andata)Nota bene: Quest’articolo è stato redatto con informazioni tratte da fonti di repertorio Viaggio attraverso la memoria L’itinerario che conduce alla Cascata Mazzulisà si sviluppa lungo un crinale che si affaccia sullo Ionio, delineando un tracciato che va ben oltre la dimensione della semplice escursione. È un vero e proprio viaggio nella memoria di una terra segnata da profonde ferite, ma capace di custodire e rigenerare la propria tenace bellezza. La foresta perduta La vegetazione, un tempo rigogliosa e imponente, era dominata da esemplari monumentali di Pini Larici e di Querce, veri e propri patriarchi sfuggiti ai tagli sistematici che hanno consumato le foreste circostanti. La loro presenza dominava il paesaggio, conferendogli un’aura solenne, quasi sacra. L’incendio del 2021 Nel 2021 devastanti incendi hanno avvolto la foresta vetusta monumentale di Acatti e Afreni, trasformando in cenere la biodiversità di un’area di straordinario valore naturalistico e paesaggistico. Un sentiero che si racconta Dalla cima di Pietra Mazzulisà e lungo il crinale delle località Acatti e Afreni, lo sguardo abbraccia i due versanti che separano la valle Infernale dalla valle del Potis.Proprio qui, tra le pieghe più segrete di queste vallate, nascono alcune delle fiumare più suggestive del massiccio aspromontano che modellano il territorio e alimentano la vita di questi luoghi selvaggi. L’incontro con la cascata di Mazzulisà La scoperta della cascata è quasi improvvisa. Dopo aver raggiunto l’alveo della fiumara Butramo, si risale il suo corso per un centinaio di metri. Un suggestivo salto d’acqua si stacca dalle pareti e cade con fragore in una pozza cristallina scavata nel tempo dal logorio incessante dell’acqua. Le acque del vallone Cerasia e del vallone Cano La Cascata Mazzulisà, situata nella Butramo alta, è alimentata dalle acque del vallone Cerasia. Più a valle, anche il vallone Cano confluisce nella fiumara madre, incrementando il flusso del corso d’acqua che scivola verso valle. Cascata di Mazzulisà o del Passo infernale Le fonti cartografiche consultate non riportano alcuna indicazione toponomastica specifica, rendendo necessaria un’attribuzione denominativa basata su elementi geografici locali. In questo contesto, la cascata è stata identificata con il toponimo zonale di Pietra Mazzulisà (dal greco “pietra miliare”). Tuttavia, secondo quanto riferito da fonti autorevoli, Antonio Stranges, studioso e profondo conoscitore dell’Aspromonte, indentifica l’area in questione con il nome di Passo Infernale, uno dei rari punti di guado del torrente Butramo all’interno della selvaggia e impervia Valle Infernale. In tale contesto, l’adozione del nome di Cascata del Passo Infernale potrebbe apparire giustificata, in quanto capace di restituire con maggiore esattezza sia la collocazione geografica, sia il valore simbolico e paesaggistico di questo suggestivo ambiente naturale.  Avvicinamento L’itinerario si sviluppa su un crinale di alta montagna, nella parte sommitale dell’Aspromonte, sicuramente tra i luoghi più incontaminati del Parco Nazionale. Dal Casello forestale di Cano si giunge in località Pietra Mazzulisà e si prosegue lungo un ripido crinale, all’interno di una fitta foresta. Le gole del Butramo, poste alla propria destra, offrono una vista impressionante e vertiginosa. Raccomandazioni La zona A del Parco Nazionale dell’Aspromonte è l’area più protetta e rigida del parco, dove è consentito l’accesso solo a piedi lungo i sentieri ufficiali. L’area è caratterizzata da una ricca biodiversità e da una flora e fauna protette. Fonti e approfondimenti […] Dal 16 al 18 ottobre del 1951 si scatenò una tra le più gravi alluvioni che colpì il versante meridionale della Calabria: strariparono corsi d’acqua, crollarono ponti, paesi rimasero isolati e si ebbero circa 70 vittime. Il giovane friulano Enrico Vuerich fu sorpreso dal maltempo nei boschi di Ferraina e volle spostarsi verso la zona di Cano, forse ritenuta più sicura e dalla quale poter raggiungere il paese […] La furia delle acque fu tale che il corpo non venne più trovato. A ricordo del tragico evento rimane una piccola croce al passo di Infernale, nel punto in cui si guada il torrente e dove si ritiene che la morte lo colse. Un altro tassello di questa storia è una targa in marmo posta nella chiesetta del cimitero di San Luca. […].Friulani in Aspromonte di L’Altro Aspromonte – di Alfonso Picone Chiodo San Luca e Polsi di Alfonso Picone Chiodo e Domenico Raso.  Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata.  Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Rocca di Varva: natura, geologia e benessere Tra Pietrapennata e Staiti: viaggio nel cuore dell’Aspromonte greco Lago Costantino: la mia prima grande avventura Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia Continua a leggere… Consigli Utili Assicurazione per escursionisti: dove, come e perché? Assicurazione per escursionisti: dove, come e perché La guida essenziale per scegliere l’assicurazione… Continua a leggere… Consigli Utili Cani da pastore: Come gestire l’incontro con calma e sicurezza Cani da pastore: ecco come gestire l’incontro con calma e sicurezza Scopri come affrontare al meglio… Continua a leggere… Rubriche Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Contenuto 1. Zecche:… Continua a leggere… Rubriche

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Cascata Riace

Cascata Riace Scopri la Cascata di Riace e il raro vivaio di Woodwardia radicans, un angolo di natura incontaminata in Calabria Bodiversità e paesaggio incontaminato Situata nelle vicinanze degli storici borghi di Anoia Superiore e Giffone, a circa un’ora di distanza dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, la cascata Riace rappresenta un affascinante sito di interesse naturalistico. Nonostante il suo straordinario valore paesaggistico, questo luogo rimane ancora poco documentato, offrendo un’esperienza immersiva in un ambiente incontaminato e ricco di biodiversità. Un salto d’acqua di suggestiva bellezza Questo maestoso salto d’acqua, con un’altezza di circa 20 metri, si inserisce armoniosamente in una profonda gola, conservandone l’aspetto selvaggio e incontaminato. La sua recente individuazione rappresenta un significativo avanzamento nella nostra ricerca e apre la strada verso nuove esplorazioni e approfondimenti. La sua origine è legata a un corso d’acqua il cui nome non compare nella cartografia ufficiale IGM, ma che la popolazione locale identifica con il toponimo Riace. Un habitat unico: la Woodwardia radicans L’accesso alla cascata avviene tramite un sentiero ben definito, che si addentra progressivamente in uno stretto vallone umido e ombroso, caratterizzato da un ambiente selvaggio e incontaminato. All’interno di quest’area si trova uno dei rari vivai di Woodwardia radicans (una rara felce gigante), un vero fossile vivente, sopravvissuto all’età dei dinosauri, di grande interesse botanico. Consigli per la visita e la tutela ambientale L’itinerario non richiede competenze tecniche specifiche, ma è consigliato l’uso di un casco protettivo e di un abbigliamento adeguato ad ambienti umidi e potenzialmente scivolosi. Si invita inoltre a rispettare l’equilibrio ecologico del sito, un habitat fragile che ha mantenuto intatta la sua biodiversità fino ai giorni nostri.[the_ad id=”20365″] Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata.  Benvenuti Ciao sono Claudio, insieme a Monika e alla piccola Lilli giro per la Calabria in cerca di nuovi luoghi da esplorare e da raccontare. Diario di viaggio raccoglie tutte le nostre avventure, se vuoi sapere qualcosa in più su di noi e sulla nostra passione ‘clicca qui‘ Seguici sui social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram I nostri video racconti Consigli utili Cani da pastore: Come gestire l’incontro con calma e sicurezza Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Zecche: difese efficaci per il tuo cane Processionaria: Come difendere i nostri amici animali Trekking con il cane: 12 consigli utili per affrontare al meglio l’avventura Kit fuoco: 7 strumenti essenziali per accendere l’avventura! Bastoni da trekking: consigli per l’acquisto No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20442″] Continua a leggere… Rubriche Cascata di Mazzulisà Cascata di Mazzulisà Un salto d’acqua nascosto tra le pieghe più selvagge dell’Aspromonte, dove… Continua a leggere… Diario di viaggio La magia delle Cascate Lafricegli La magia delle cascate Lafricegli Alla scoperta di un paradiso nascosto tra le pieghe dei monti aspromontani…. Continua a leggere… Cascate Cascata Ninarello Cascata Ninarello Una meraviglia nel cuore di Piminoro Nelle vicinanze del pittoresco borgo di Piminoro,… Continua a leggere… Cascate Cascata Grandecaccia Cascata Grandecaccia Selvaggia meraviglia primordiale Nella suggestiva località di San Giorgio Morgeto… Continua a leggere… Diario di viaggio La cascata di Pietra Cappa La cascata di Pietra Cappa Un’esplorazione affascinante alla scoperta della suggestiva cascata… Continua a leggere… Diario di viaggio Cascate Teresa e Paola Cascate Teresa e Paola Una giornata di avventura nella natura incontaminata del torrente Calivi Benvenuti… Continua a leggere… Diario di viaggio Cascate Linnha e Castanò Cascate Linnha e Castanò Scopri l’incanto delle cascate Linnha e Castanò nell’incontaminata… Continua a leggere… La nostra Newsletter Registrati qui! Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram

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Cascate Lafricegli

La magia delle Cascate Lafricegli

La magia delle cascate Lafricegli Alla scoperta di un paradiso nascosto tra le pieghe dei monti aspromontani. Pronti per l’avventura? Contenuto 1. Alla scoperta delle Cascate Lafricegli2. Santa Cristina d’Aspromonte: Un paradiso naturale da scoprire3. L’inizio del cammino: Piani di Zervò4. Un percorso selvaggio5. La prima grande cascata: Lafricegli 16. Una natura primitiva e lussureggiante7. Il pranzo ai piedi della cascata8. La sfida finale: l’ultima cascata9. La conquista di Lafricegli 210. Il ritorno11. Un incontro memorabile12. Conclusioni Alla scoperta delle Cascate Lafricegli Il nostro viaggio prosegue attraverso gli scenari incantevoli dell’Aspromonte, custode di inesauribili segreti e incredibili meraviglie. Le calde giornate di giugno ci spingono verso quote più elevate, dove il clima più fresco e la confortevole ombra dei grandi faggi mitigano le temperature e offrono un piacevole rifugio dalla calura estiva.  Santa Cristina d’Aspromonte: Un paradiso naturale da scoprire Ci troviamo a Santa Cristina d’Aspromonte, suggestivo Comune in provincia di Reggio Calabria. Questo luogo offre una natura variegata e affascinante. Nella zona bassa predominano uliveti secolari, testimoni di una tradizione agricola millenaria. Salendo di quota gli ulivi cedono il passo a boschi rigogliosi di querce e lecci. Sulle vette più alte, infine, si ergono maestosi pini, faggi e abeti, creando un ambiente montano di grande fascino e suggestione. Questa varietà di vegetazione, unita alla presenza di fauna selvatica, fa di Santa Cristina d’Aspromonte un paradiso per gli amanti della natura e dell’escursionismo. Sentieri e percorsi immersi nel verde permettono di esplorare i diversi ambienti naturali, regalando emozioni indimenticabili. Un vero e proprio mosaico naturale, dove la natura si esprime in tutta la sua bellezza e varietà, rendendo questa località una meta ideale per chi desidera immergersi in un’oasi di pace e tranquillità. L’inizio del cammino: Piani di Zervò Il nostro viaggio prende il via nell’affascinante cornice dei Piani di Zervò, presso l’ex sanatorio Vittorio Emanuele III, un’area naturale di singolare bellezza situata nel cuore del Parco Nazionale d’Aspromonte. Tuttavia, il nostro percorso sarà tutt’altro che definito. Come spesso accade, le nostre ricerche ci spingono in luoghi impervi e poco praticati nell’estremo tentativo di raggiungere l’obiettivo programmato. Le misteriose cascate, infatti, sono rese ancora più enigmatiche e leggendarie dalle scarse, o quasi nulle, informazioni che abbiamo reperito dalle fonti a nostra disposizione. Un percorso selvaggio Carichi di aspettative abbandoniamo presto il Sentiero Serro Muzzu per addentrarci in una fitta vegetazione di felci ed eriche seguendo il corso di un torrente che separa idrograficamente i Piani di Zervò dalla località Modera di Panacuma. Costeggiamo i ripidi declivi che fiancheggiano il fiume, superando abilmente piccoli salti d’acqua che aumentano progressivamente di altezza, fino a giungere a monte della prima grande verticale. Cascata di Mazzulisà Cascata di Mazzulisà Un salto d’acqua nascosto tra le pieghe più selvagge dell’Aspromonte,… Cascata Riace Cascata Riace Scopri la Cascata di Riace e il raro vivaio di Woodwardia radicans,… Cascata Ninarello Cascata Ninarello Una meraviglia nel cuore di Piminoro Nelle vicinanze del pittoresco… No posts found La prima grande cascata: Lafricegli 1 L’avvicinamento alla cascata ci pone davanti ad un’ardita impresa. La discesa lungo il versante idrografico sinistro del torrente si rivela dirupata e scivolosa. Un manto di foglie ammortizza i nostri passi, mentre Lilli, nostra guida, si muove con destrezza lungo la scoscesa dorsale. Finalmente, davanti ai nostri occhi si innalza uno spettacolare salto d’acqua di circa 30 metri, custodito tra poderosi costoni rocciosi ricoperti di muschi e licheni. Una natura primitiva e lussureggiante La bellezza di questa cascata ci pone di fronte a una natura selvaggia e lussureggiante. Un luogo primitivo dove la vegetazione mediterranea si mescola a quella subtropicale delle antiche foreste pluviali. L’ambiente circostante sembra immune alle interferenze umane, mantenendo intatta la sua autenticità e incontaminata asperità.  Il pranzo ai piedi della cascata Immortaliamo la nostra presenza sotto il fragoroso scroscio delle cascate consumando il nostro pranzo ai piedi della cascata. L’acqua nebulizzata si perde nell’aria temperando la nostra fatica. La purezza del luogo e la sua straordinaria biodiversità offrono un’esperienza sensoriale unica, un’immersione totale in un ecosistema che sembra sospeso nel tempo. La sfida finale: l’ultima cascata Rinfrancati, proseguiamo lungo il torrente raggiungendo l’estremità proibita dell’ultimo salto. Una vertiginosa caduta di circa 50 metri si perde nel vuoto, proseguendo il suo percorso in una valle sempre più impenetrabile. La conquista di Lafricegli 2 Con ostinata determinazione decidiamo di affrontare la cascata dal basso consapevoli che il ritorno comporterà un notevole sforzo fisico. Ed proprio quando si è al limite che bisogna dare il massimo, no? Il percorso è una prova di resistenza e forza di volontà. Procediamo lungo un arduo declivio, giungendo finalmente ai piedi dell’ultima cascata: Lafricegli 2. Un massiccio costone umido trasmette una presenza imponente e silenziosa. La roccia bagnata sotto i nostri piedi testimonia il potere dell’acqua che scorre vigorosa. Giunti al punto più basso, la soddisfazione di aver raggiunto il nostro obiettivo è palpabile. Tuttavia, la vera sfida è ancora davanti a noi: il ritorno. Il ritorno Con il corpo affaticato e la mente focalizzata, ci prepariamo ad affrontare il difficile cammino in salita. Ogni passo è un test di resistenza, ogni respiro un segno della nostra determinazione. Risalendo il pendio, il sentiero iniziale appare come un miraggio. Ma non ci arrendiamo! Con tenacia e forza di volontà superiamo ogni ostacolo trovando nel sostegno reciproco la motivazione per continuare. Un incontro memorabile Mentre ci avviamo verso la conclusione di questa avventura due caprioli ci appaiono all’improvviso quasi a voler salutare il nostro passaggio. Un incontro che suggella una giornata già indimenticabile, un momento che rimarrà scolpito nella nostra memoria. Conclusioni Abbiamo esplorato e conquistato le incredibili cascate Lafricegli, attraversando sentieri selvaggi e immergendoci in una natura primitiva e incontaminata. Ora tocca a voi prendere il testimone e vivere quest’incredibile viaggio. Preparatevi a scoprire un mondo dove la magia è reale e la natura parla una lingua antica e affascinante. Buon viaggio, esploratori! Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi

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Cascata Ninarello, poderosa verticale di 50 mt. Scopri su TaCuntu

Cascata Ninarello

Cascata Ninarello Una meraviglia nel cuore di Piminoro Nelle vicinanze del pittoresco borgo di Piminoro, suggestiva frazione montana del Comune di Oppido Mamertina, si celano percorsi torrentistici e naturalistici di straordinaria bellezza. Un rifugio perfetto per chi desidera vivere esperienze indimenticabili e scoprire la bellezza selvaggia dell’Aspromonte. Tra le gemme di questo paesaggio mozzafiato spiccano le Cascate Ninarello, con una verticale spettacolare di quasi 50 metri, che lasciano senza fiato chiunque vi si trovi davanti. Ma non sono le sole: l’intera zona è animata dalla forza dell’acqua, come dimostra “U schicciu da cataratta”, una poderosa cascata di circa 40 metri che segna il punto culminante del torrente Ferrandina. Un sentiero tra tesori naturali L’approccio alla Cascata Ninarello avviene attraverso un sentiero immerso in una lussureggiante vegetazione. All’interno di questo luogo primordiale si celano tesori naturali come la Grutta dei Quatrari (grotta dei ragazzini), un tunnel di circa sessanta metri che si perde nel cuore della terra. Inserita nel Catasto delle Grotte della Calabria con il numero identificativo “Cb 431” è un tesoro nascosto che aspetta solo di essere esplorato! [the_ad id=”20176″] Come avvicinarsi alla cascata? L’accesso a questo spettacolo naturale offre due alternative, ciascuna richiedente specifiche competenze. Per gli appassionati di canyoning, è possibile affrontare la discesa lungo il corso del Ninarello con l’ausilio di corde e una preparazione adeguata. Tuttavia, questa impresa richiede una conoscenza approfondita delle tecniche e una buona dose di coraggio. Per coloro che preferiscono un’esperienza più tranquilla, l’escursionismo offre un percorso ad anello di moderata difficoltà. Si consiglia sempre di intraprendere queste avventure in compagnia di guide locali esperte, che possono garantire una navigazione sicura attraverso i tesori naturali di questo suggestivo territorio. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20442″] Continua a leggere… Diario di viaggio Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Avventura nelle gole del torrente… Continua a leggere… Diario di viaggio Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Un’antica via si snoda tra i resti… Continua a leggere… Diario di viaggio Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Un viaggio affascinante tra… Continua a leggere… Diario di viaggio Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Preparati a scoprire l’incanto dell’Aspromonte!… Continua a leggere… Diario di viaggio Serro Castellace e la Rotta degli abissi Serro Castellace e la Rotta degli abissi San Pantaleone: Alla scoperta del cuore selvaggio della Provincia… Continua a leggere… Diario di viaggio Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! Fiumara Valanidi, avventura oltre ogni aspettativa! Scopri il mistero della ‘casa sulla casa’:… Continua a leggere… Diario di viaggio Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Alla scoperta di Monte La Croce, Falde della Madonna e Pietrerosse Scopri panorami mozzafiato, antichi… Continua a leggere… Diario di viaggio Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno Oltre l’invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno Scopri l’invalicabile cascata… Continua a leggere… Diario di viaggio La magia delle Cascate Lafricegli La magia delle cascate Lafricegli Alla scoperta di un paradiso nascosto tra le pieghe dei monti aspromontani…. Continua a leggere… Diario di viaggio Alla scoperta del Torrente Vacale Alla scoperta del Torrente Vacale Avventura nel Torrente Vacale, mistero e fascino nel cuore del Parco… Continua a leggere… [the_ad id=”20134″]

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Cascata Grandecaccia

Cascata Grandecaccia

Cascata Grandecaccia Selvaggia meraviglia primordiale Nella suggestiva località di San Giorgio Morgeto si erge maestosa la Cascata Grandecaccia, conosciuta anche come lo “schioppo di manganeji”. Questo imponente salto d’acqua, con circa 40 metri di altezza, conserva l’incanto di luoghi inesplorati, selvaggi e primordiali.[the_ad id=”20193″] Avvicinamento L’accesso alla cascata offre due opzioni, ciascuna richiedenti specifiche competenze:Per gli appassionati di torrentismo, è possibile risalire il corso del Torrente Vacale e del Grandecaccia.Per chi preferisce un approccio più tranquillo, l’escursionismo offre un percorso dalla località Barca (Trippacorta). Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20442″] Continua a leggere… Pellaro e il Vallone Palombaro Pellaro e il Vallone Palombaro Scopri il fascino del Vallone… Continua a leggere… La cascata di Pietra Cappa La cascata di Pietra Cappa Un’esplorazione affascinante alla scoperta della… Continua a leggere… Load More [the_ad id=”20134″]

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La Cascata di Pietra Cappa: Un salto d'acqua maestoso, incorniciato da imponenti rocce e da una natura incontaminata

La cascata di Pietra Cappa

La cascata di Pietra Cappa Un’esplorazione affascinante alla scoperta della suggestiva cascata Pietra Cappa: Un monumento di storia e bellezza naturale Il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie nascoste della Calabria ci conduce in uno degli angoli più suggestivi del Parco Nazionale d’Aspromonte: Pietra Cappa. Questa imponente formazione rocciosa, situata tra i comuni di San Luca e Natile Vecchio, domina la Vallata delle Grandi Pietre e svetta nel cuore di un paesaggio giurassico e primordiale.  Viaggio nell’intimità di una natura e i resti di un antico Monasatero Bizantino Muoviamo i primi passi lungo un sentiero ben segnalato attraversando una fitta foresta di castagni che conferisce all’area il suggestivo nome di Castagneto. Il nostro viaggio ha inizio al Casello forestale di San Giorgio, un luogo immerso nel silenzio e nella storia. Poco distante, nascosto da maestose querce, si ergono i resti di un antico monastero bizantino, risalente al VII-VIII secolo d.C. Questo sito, meno conosciuto rispetto alla celebre Stilo, custodisce un fascino unico: si tratta di una delle quattro Chiese a croce greca presenti in Calabria, e forse la più imponente e maestosa tra tutte. Oggi, di quella grandezza passata, rimangono solo alcuni muri in pietra, testimoni silenziosi di un’epoca lontana. Tra le rovine, è possibile scorgere materiali di recupero di epoca romana, che aggiungono ulteriori strati di storia a questo luogo magico.  La nostra esplorazione La nostra esplorazione ci spinge erroneamente a risalire il corso d’acqua del Vallone Salice. Lungo il cammino, avvolta da imponenti rocce e da una vegetazione lussureggiante che caratterizza l’intera valle, si svela una meravigliosa gurna (vasca) di colore verde smeraldo animata da una piccola cascata di circa 4 metri. Un irresistibile parco acquatico che ci invita al suo interno per goderne la sua bellezza selvaggia. Fonte Ficara Bianca: Un cambio di scenario Dopo un bagno rigenerante riprendiamo la nostra nostra avventura. Superiamo una piccola cascata, arrampicandoci lungo un ripido sentiero che si snoda sulla destra idrografica del torrente, giungendo spediti alla Fonte Ficara Bianca. Qui, il paesaggio subisce una singolare metamorfosi. La portata dell’acqua diminuisce e il terreno diventa aspro, quasi inospitale. Qualcosa che non torna! Strategia e speranza Dopo una breve valutazione, ci rendiamo conto di aver intrapreso una direzione errata. Decidiamo quindi di tornare indietro lungo il tratto di fiume appena percorso e proseguire la discesa sul letto del torrente. Avanziamo attraverso il paesaggio incontaminato nella speranza di scorgere finalmente la cascata tanto desiderata, avvicinandoci sempre più al cuore selvaggio di questa avventura.[the_ad id=”20360″] La scoperta della cascata di Pietra Cappa: ‘U schicciu du rimitu’ Con calma esploriamo l’intima parte del Vallone Salice. Passaggi stretti e profondi, guadi sempre più frequenti e l’impeto dell’acqua sempre più tonante segnalano un’imminente rivelazione. Improvvisamente un possente costone roccioso sulla destra idrografica del fiume frena il nostro incedere. Lo sguardo si perde sotto ai nostri piedi. Una profonda e inattesa gola inghiotte con fragore il corso del torrente. Ci siamo! Dall’alto godiamo con stupore la bellezza dell’inaspettata scoperta: La Cascata di Pietra Cappa, ‘U schicciu du rimitu‘ (la cascata dell’eremita). Il fascino della cascata di Pietra Cappa: Un salto di 7 metri nel cuore della natura La straordinaria bellezza di Pietra Cappa si completa attraverso la sua cascata. Un maestoso salto di circa 7 metri, che culmina in un ampio laghetto di colore verde smeraldo. Un anfratto silenzioso funge da custode, preservando questo gioiello naturale da occhi indiscreti, creando un’atmosfera surreale di protezione e intimità.Un viaggio coinvolgente, tra la maestosità naturale e la storia spirituale, che rende ogni passo un’esperienza unica e straordinaria. Pietra Cappa: Luogo straordinario da visitare, apprezzare e custodire Dopo una breve sosta decidiamo di rientrare al Casello forestale di San Giorgio. Un giro sulle alture del monolite chiude la nostra splendida avventura. Indiscutibile il fascino evidente di questo luogo che tra sacro e profano storie, leggende e miti racconta un luogo straordinario da visitare, apprezzare e custodire. Un invito a tutti coloro che amano avventurarsi oltre i sentieri battuti, alla ricerca di emozioni autentiche e luoghi carichi di significato. Benvenuti Ciao sono Claudio, insieme a Monika e alla piccola Lilli giro per la Calabria in cerca di nuovi luoghi da esplorare e da raccontare. Diario di viaggio raccoglie tutte le nostre avventure, se vuoi sapere qualcosa in più su di noi e sulla nostra passione ‘clicca qui‘ Seguici sui social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp I nostri video racconti Consigli utili Trekking con il cane: 12 consigli utili per affrontare al meglio l’avventura Kit fuoco: 7 strumenti essenziali per accendere l’avventura! Bastoni da trekking: consigli per l’acquisto Escursioni in estate: Consigli utili No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Cascate Teresa e Paola | Esperienze Attive

Cascate Teresa e Paola

Cascate Teresa e Paola Viaggio nel cuore incontaminato del torrente Calivi. Un’immersione totale nella natura selvaggia tra gole profonde, acqua e rocce In questa nuova esplorazione ci avventureremo all’interno del torrente Calivi, con l’obiettivo di raggiungere e documentare le suggestive Cascate Teresa e Paola. Un percorso che promette non solo bellezza paesaggistica, ma anche un contatto diretto con una natura viva e autentica di questi luoghi. Cuore selvaggio dell’Aspromonte Ci troviamo nel cuore dell’Aspromonte settentrionale, nel territorio di Santa Cristina d’Aspromonte, distante circa 70 chilometri dal capoluogo Reggio Calabria. Qui, a 513 metri sul livello del mare, la montagna si mostra nella sua veste più intima e misteriosa, fatta di silenzi e atmosfere sospese. In questo contesto, la natura conserva il suo stato primordiale, il tempo scorre lento, quasi sospeso. Tutto appare immutato, lasciando intatto il fragile equilibrio che lega profondamente l’uomo al suo ambiente naturale. Teresa e Paola, l’enigma dei toponimi Il primo aspetto che colpisce è proprio il toponimo attribuito a questi due salti: Teresa e Paola. Nonostante l’apparente leggerezza suggerita dai nomi, l’approccio alle cascate richiede un impegno notevole e molta prudenza, specialmente durante la fase di ritorno. Alla ricerca di risposte Spinti dalla curiosità di approfondire l’origine dei nomi associati a queste cascate, decidiamo di effettuare una breve sosta nel vicino Comune di Santa Cristina d’Aspromonte. Nel tentativo di trovare risposte, ci rivolgiamo ad alcuni residenti del luogo raccogliendo testimonianze dirette e frammenti di ricordi tramandati nel tempo. Dai racconti emerge che tale denominazione sarebbe stata assegnata da una guida escursionistica proveniente dal vicino Comune di Careri. Resta tuttavia avvolto nel mistero il motivo per cui queste meraviglie naturali siano state battezzate proprio con due nomi femminili: Teresa e Paola. La storia o la leggenda che potrebbe collegare i due nomi alle cascate rimane, per ora, irrisolta. La voce del paese: gli ‘Schiccioli du pellegrinu’ Proseguendo nelle nostre ricerche, emergono nuovi dettagli che arricchiscono ulteriormente le nostre indagini. Scopriamo, infatti, che gli abitanti del posto, per tradizione e con un pizzico di poesia, chiamano queste cascate più verosibilmente con l’appellativo dialettale di “Schiccioli du pellegrinu”. Un nome evocativo, che nel nostro immaginario richiama antichi percorsi, di cammini solitari e storie dimenticate che si perdono nel tempo.  Un sorprendente parco acquatico naturale Parzialmente soddisfatti dalle risposte raccolte, lasciamo alle spalle l’abitato per raggiungere in auto il punto di partenza della nostra avventura. Bastano pochi minuti di strada per ritrovarci di fronte all’ingresso di un autentico parco acquatico naturale. In questo labirinto di gurne e cascatelle, il cammino si trasforma in un’intensa immersione contemplativa, lasciandoci con la sensazione di toccare, almeno per un istante, la parte più intima e segreta di questo luogo. Il fascino della cascata Teresa e il suo laghetto primordiale Dopo un’entusiasmante camminata di circa tre ore, giungiamo alla prima cascata, conosciuta anche come ‘U schicciu i Teresa’. Davanti ai nostri occhi, l’acqua compie un salto di circa 20 metri per riversarsi in un ampio e profondo laghetto creando uno scenario suggestivo, quasi primordiale. È il momento perfetto per concedersi un bagno rigenerante. La temperatura piacevole dell’acqua, unita alla calda giornata estiva, rende questa pausa non solo meritata, ma anche necessaria per riprendere fiato e godere appieno della magia del luogo. L’ascesa al secondo salto Ricaricate le energie, ripartiamo decisi a raggiungere la seconda cascata. Con mani e piedi ci arrampichiamo sul versante idrografico sinistro del torrente, aiutandoci con radici, rocce e piccole sporgenze naturali. Giunti in cima, un sentiero stretto ci guida rapidamente, attraverso una fitta lecceta, sul greto del torrente a monte della cascata ‘Teresa’, aprendoci la via verso un nuovo spettacolo d’acqua e roccia. La sosta rigenerante alla cascata Paola Proseguiamo il cammino per altri trenta minuti, tra massi levigati e giochi di luce che filtrano tra gli alberi. Ed ecco che, come un segreto ben custodito, appare la cascata Paola. Anche qui la natura ha plasmato un ampio e profondo laghetto, una vera oasi che invita a tuffarci di nuovo. Un bagno rinfrescante scioglie la tensione dell’ascesa e regala un’ultima pausa prima di intraprendere la via del ritorno. Un’esperienza indimenticabile di natura e divertimento In conclusione, l’esplorazione delle cascate Teresa e Paola si rivela un’avventura intensa e gratificante, immersa nella selvaggia bellezza del torrente Calivi. Laghetti trasparenti, salti d’acqua spettacolari e percorsi che richiedono un impegno fisico notevole danno vita ad un’esperienza unica. Una giornata trascorsa tra fatica, risate e meraviglia, che lascia un ricordo indelebile e un forte senso di connessione con la natura più autentica. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata.  Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato Serro Castellace e la Rotta degli abissi No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Cascata Linnha

Cascate Linnha e Castanò

Cascate Linnha e Castanò Scopri l’incanto delle cascate Linnha e Castanò nell’incontaminata bellezza dell’Aspromonte! Torrente Santa Trada: Esperienza avventurosa e coinvolgente Tra le possenti pareti di roccia granitica dell’Aspromonte si cela un tesoro naturale di incredibile fascino e bellezza: le gole del torrente Santa Trada e le suggestive cascate di Linnha e Castanò. Accedervi è un’esperienza avventurosa e coinvolgente che porta alla scoperta di paesaggi selvaggi e incontaminati. Una meravigliosa destinazione la cui fruizione (per fortuna) è riservata ad un target limitato di escursionisti, lontana dal turismo di massa.[the_ad id=”20134″] Alla scoperta della valle primordiale Il nostro viaggio inizia dai Piani di Cufalo e prosegue lungo uno sterrato che progressivamente va perdendosi in località Santa Trada nel cuore della primordiale vallata dell’Amendolea da cui non si scorge ne via d’entrata, né d’uscita. L’avventurosa discesa all’interno di una fitta vegetazione L’avvicinamento al fiume presenta una discesa ardita all’interno di una fitta vegetazione di cespugli e arbusti ad altezza uomo che sembra volerci inghiottire. Nessun sentiero è definito, i cappelli colorati dei miei compagni di viaggio segnano il passo facendosi largo tra il fitto intreccio selvatico di rovi, eriche e ginestre. [the_ad id=”20193″] Il fascino remoto del torrente Santa Trada L’arrivo al fiume è molto suggestivo, un posto talmente remoto e primitivo in cui si realizza da subito il privilegio di poterci sostare. L’acqua mostra un colore verde smeraldo di rara bellezza. Gurne ampie e profonde consentono tuffi e momenti di pace e contemplazione. Alla scoperta delle cascate: Linnha e Castanò La risalita del fiume conduce alla prima cascata denominata Linnha, alta circa 10 mt, che presenta un carico d’acqua notevole ed un’ampia vasca ideale per una pausa e un suggestivo bagno.Procedendo mani e pieni lungo il fianco roccioso sinistro della cascata, con cauta prudenza, raggiungiamo una seconda cascata: La maestosa cascata Castanò o Maru Micu.Un salto d’acqua di circa 26 metri ancora più imponente e affascinante del precedente. Ai suoi piedi un ampia vasca molto profonda e un possente sperone roccioso, trampolino naturale per audaci tuffi. Il ritorno: Sosta al casello di Croce di Melia Il cammino di ritorno percorre a ritroso il corso del fiume all’interno del canyon Santa Trada e il sentiero intricato e selvaggio nel cuore della fitta boscaglia della valle. Dopo circa quaranta minuti di risalita giungiamo al Casello Croce di Melia in località Roccaforte del Greco. Da qui godiamo di un affaccio privilegiato sul vallone Colella e sulla cascata Chalonero o Puzzaratti. Una breve sosta ci ristora prima di percorrere agevolmente il sentiero di ritorno, accompagnati dal passo lento e scrutatore delle onnipresenti vacche aspromontane. [the_ad id=”20176″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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