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Diario di viaggio

Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino

Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Iniziamo il nostro viaggio nell’agro sud reggino percorrendo antiche mulattiere modellate dagli zoccoli di cavalli che ci hanno preceduto. Un percorso che si snoda nella storia e nella natura, ricco di emozioni e di inaspettate scoperte. Borgo Cerasara: Un borgo incantato Giungiamo su un piccolo colle, un gioiello nascosto situato tra le frazioni di Croce Valanidi e Bovetto. Questa sella di roccia arenaria custodisce al proprio interno fossili di organismi marini e fluviali, una storia vecchia milioni di anni. Proseguendo a valle incontriamo il pittoresco borgo abbandonato di Cerasara. Un piccolo tesoro adagiato sul pianoro antistante al torrente Pernasiti. Ci addentriamo in un paesaggio che sembra sospeso fuori dal tempo, accompagnati dal silenzio della valle, che ci guida verso un mondo inaspettato. In questo angolo nascosto, il tempo sembra essersi magicamente fermato e ogni dettaglio racconta storie di un passato remoto e affascinante. Il misterioso tunnel di arenaria Durante la nostra esplorazione, nascosto dalla vegetazione, scopriamo un piccolo tunnel misterioso scavato nell’arenaria. Un passaggio enigmatico che collega il paese al vallone adiacente. Esplorazione tra le antiche abitazioni del villaggioProseguiamo il nostro viaggio esplorando le abitazioni circostanti, testimoni silenziose del lento incedere del tempo. Queste strutture resistono stoicamente all’abbandono conservando al loro interno un vero e proprio museo di civiltà contadina. Queste abitazioni, spesso realizzate con materiali locali come pietra e mattoni, mostrano una forte connessione con la storia e la cultura del posto. Questi dettagli non sono solo elementi architettonici, ma vere e proprie finestre sul ricco patrimonio culturale e storico del luogo. Il frantoio nascosto: Una testimonianza del passato Nascosto tra le rovine scopriamo un antico frantoio, un vero e proprio simbolo del passato. Questa antica struttura, sepolta tra le rovine e circondata da mistero, è una testimonianza tangibile della vita e del lavoro di un tempo. Con la sua macina in pietra e l’atmosfera carica di storie, ci offre uno sguardo intimo e suggestivo sulla storia e la cultura del luogo. Incontri inaspettati Mentre stiamo per concludere il nostro viaggio, un inaspettato richiamo dalla cima del versante opposto ci sorprende. Amici escursionisti, attirati dalla nostra presenza nella valle (e dal vivace zampettio dell’immancabile Lilli), ci raggiungono per unirsi a noi. Ecco come trasformiamo ogni escursione in un’esperienza unica e speciale! Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Mocissà e la Valle delle Mummie Mocissà e la Valle delle Mummie Esplora Monte Mocissà e… Continua a leggere… I calanchi di San Lorenzo I calanchi di San Lorenzo Un viaggio straordinario e avventuroso… Continua a leggere… Load More

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Fiumara Torno: Avventure acquatiche nel cuore della natura

Fiumara Torno Avventure acquatiche nel cuore della natura Benvenuti alla scoperta della Fiumara Torno, nota anche come Fiumara di Bruzzano. Attraverso questo racconto vi guiderò alla scoperta del suggestivo ‘Torrente Bampalona’, tratto iniziale della Fiumara Torno, che scorre sinuosamente per oltre 12 km fino all’incantevole borgo di Motticella. Un regno di avventure che delinea i confini tra i pittoreschi comuni di Brancaleone e Bruzzano Zeffirio. Motticella: Borgo incantato Immaginatevi nella piazzetta incantata del borgo di Motticella, piccola frazione del Comune di Bruzzano Zeffirio in provincia di Reggio Calabria, caratteristico borgo a valle del monte Scapparone (1038 m. s.l.m.) o ‘Scapparruni’ in dialetto locale. Il termine che identifica il Borgo fa riferimento alla “Motta”, tipica fortificazione normanna di piccole dimensioni. Oggi, la comunità è composta principalmente da pochi residenti, prevalentemente anziani, devoti all’agricoltura e alla pastorizia. Avventure acquatiche nella Fiumara Torno Dopo soli 300 metri di sentiero asciutto i nostri passi si tuffano nelle acque del torrente.L’esplorazione di questo luogo ancestrale va oltre la comune passeggiata. È un invito alla destrezza e alla cautela mentre ci si muove su rocce scivolose e continui guadi in ambienti umidi. Ma cosa è l’avventura senza sfide? La risalita del torrente non è un compito difficile e gli ostacoli, come piccole cascatelle, sono facilmente aggirabili con agili salti o semplici arrampicate su rocce o costoni laterali. Sorprese naturali Durante i caldi mesi estivi, immergersi nel fiume è un’esperienza straordinaria. Qui, il torrente scorre all’interno di un canyon tra curve sinuose e forme uniche che catturano lo sguardo e l’immaginazione. Ogni passo ci porta più vicini a uno spettacolo visivo mozzafiato, fatto di giochi di luce e suggestioni incredibili. Le soste frequenti lungo il percorso ci consentono di assaporare appieno la bellezza dei canyon e di immergersi in rinfrescanti bagni nelle pittoresche gurne, piccole vasche d’acqua che punteggiano il tragitto. Magia naturale: Memorabili ricordi La Fiumara Torno è più di un semplice parco acquatico; è un viaggio attraverso la magia della natura, un’opportunità di connessione con la bellezza selvaggia e incontaminata. Preparatevi a lasciarvi affascinare dalle meraviglie che questa fiumara ha da offrire e a portare a casa ricordi che dureranno per sempre. Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Pellaro e il Vallone Palombaro Pellaro e il Vallone Palombaro Scopri il fascino del Vallone… Continua a leggere… Pietra Cappa: Il monolite più alto d’Europa Pietra Cappa, il monolite più alto d'Europa Continua a leggere… Load More

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Cascata Linnha

Cascate Linnha e Castanò

Cascate Linnha e Castanò Scopri l’incanto delle cascate Linnha e Castanò nell’incontaminata bellezza dell’Aspromonte! Torrente Santa Trada: Esperienza avventurosa e coinvolgente Tra le possenti pareti di roccia granitica dell’Aspromonte si cela un tesoro naturale di incredibile fascino e bellezza: le gole del torrente Santa Trada e le suggestive cascate di Linnha e Castanò. Accedervi è un’esperienza avventurosa e coinvolgente che porta alla scoperta di paesaggi selvaggi e incontaminati. Una meravigliosa destinazione la cui fruizione (per fortuna) è riservata ad un target limitato di escursionisti, lontana dal turismo di massa.[the_ad id=”20134″] Alla scoperta della valle primordiale Il nostro viaggio inizia dai Piani di Cufalo e prosegue lungo uno sterrato che progressivamente va perdendosi in località Santa Trada nel cuore della primordiale vallata dell’Amendolea da cui non si scorge ne via d’entrata, né d’uscita. L’avventurosa discesa all’interno di una fitta vegetazione L’avvicinamento al fiume presenta una discesa ardita all’interno di una fitta vegetazione di cespugli e arbusti ad altezza uomo che sembra volerci inghiottire. Nessun sentiero è definito, i cappelli colorati dei miei compagni di viaggio segnano il passo facendosi largo tra il fitto intreccio selvatico di rovi, eriche e ginestre. [the_ad id=”20193″] Il fascino remoto del torrente Santa Trada L’arrivo al fiume è molto suggestivo, un posto talmente remoto e primitivo in cui si realizza da subito il privilegio di poterci sostare. L’acqua mostra un colore verde smeraldo di rara bellezza. Gurne ampie e profonde consentono tuffi e momenti di pace e contemplazione. Alla scoperta delle cascate: Linnha e Castanò La risalita del fiume conduce alla prima cascata denominata Linnha, alta circa 10 mt, che presenta un carico d’acqua notevole ed un’ampia vasca ideale per una pausa e un suggestivo bagno.Procedendo mani e pieni lungo il fianco roccioso sinistro della cascata, con cauta prudenza, raggiungiamo una seconda cascata: La maestosa cascata Castanò o Maru Micu.Un salto d’acqua di circa 26 metri ancora più imponente e affascinante del precedente. Ai suoi piedi un ampia vasca molto profonda e un possente sperone roccioso, trampolino naturale per audaci tuffi. Il ritorno: Sosta al casello di Croce di Melia Il cammino di ritorno percorre a ritroso il corso del fiume all’interno del canyon Santa Trada e il sentiero intricato e selvaggio nel cuore della fitta boscaglia della valle. Dopo circa quaranta minuti di risalita giungiamo al Casello Croce di Melia in località Roccaforte del Greco. Da qui godiamo di un affaccio privilegiato sul vallone Colella e sulla cascata Chalonero o Puzzaratti. Una breve sosta ci ristora prima di percorrere agevolmente il sentiero di ritorno, accompagnati dal passo lento e scrutatore delle onnipresenti vacche aspromontane. [the_ad id=”20176″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Telegram Video racconti Le nostre avventure Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Cascata del Carruso: natura selvaggia, bellezza pura, emozione autentica Da Ortì ad Arasì alla scoperta dell’antico borgo di Perlupo Poggio l’Edera: il respiro della storia tra rovine e natura selvaggia Sargagna: Viaggio nel cuore di un mondo dimenticato No posts found Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! 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Fiumara Amendolea viaggio straordinario tra natura e tradizione. Esplora il selvaggio corso della fiumara, percorri i sinuosi sentieri tra paesaggi incantevoli, borghi antichi e la ricca eredità delle comunità greche di Calabria

Dalla Fiumara Amendolea a Gallicianò

Dalla Fiumara Amendolea a Gallicianò Un viaggio tra natura selvaggia, tradizioni greche e borghi senza tempo Contenuto 1. La magia della Fiumara Amendolea2. Oltre il Greto: tra le correnti gelide e gli antichi sentieri della fiumara3. Il cammino verso Gallicianò4. Gallicianò: storie, voci e melodie nel paese che custodisce un’antica lingua5. Tesori da scoprire6. Tra Bova, Gallicianò e la Fiumara che unisce7. Emozioni e speranze La magia della Fiumara Amendolea Immersa in un’atmosfera quasi primordiale, la fiumara Amendolea si presenta come un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Esplorare questi luoghi significa addentrarsi in un mondo dove natura e cultura si fondono in un equilibrio perfetto. Un viaggio che non è solo geografico, ma un vero e proprio tuffo nell’anima più autentica della Calabria. Oltre il Greto: tra le correnti gelide e gli antichi sentieri della fiumara Il viaggio ha inizio risalendo l’antico letto ciottoloso del fiume. Fin dai primi istanti, l’impresa svela la sua natura selvaggia, mettendo alla prova determinazione e agilità. Superato con cauti guadi le acque gelide e impetuose del torrente, lo sguardo si apre su uno sterrato che si insinua con gradualità tra i promontori. Ogni curva, ogni salita, è un preludio alle vette che ci attendono, mentre alle nostre spalle il paesaggio si dilata, promettendo panorami che, una volta raggiunta la sommità, trasformeranno la fatica in pura emozione. Il cammino verso Gallicianò Il sole inizia a diffondere una tiepida luce, mentre l’aria pungente di fine febbraio continua a scorrere lungo il sentiero, avvolgendo ogni passo in un fresco persistente. Una vegetazione aspra e selvaggia si fa strada tra le rocce, mentre con meraviglia percorriamo un sentiero che si apre sulla costa svelando panorami incantevoli. Un piccolo rifugio in località Vorrito, un avamposto solitario sospeso tra cielo e terra, ci offre riparo per una breve sosta rigenerante. Poco dopo, il cammino riprende, accompagnato da un’atmosfera quasi surreale: lo scampanellio lontano delle capre e i richiami dei pastori che riecheggiano tra le valli, annunciano l’imminente arrivo al suggestivo borgo di Gallicianò, l’incantevole Acropoli dell’area greca aspromontana. Qui, tra viottoli lastricati e case di pietra, respira ancora l’anima più autentica di una cultura che resiste, sospesa tra storia e leggenda. Gallicianò: storie, voci e melodie nel paese che custodisce un’antica lingua Ci lasciamo quindi guidare dalla curiosità attraverso le affascinanti stradine di Gallicianò, seguendo le indicazioni scritte in lingua greca. In questo angolo d’Italia, l’eredità ellenofona non è solo un ricordo, ma un respiro vivo, palpabile nell’ospitalità genuina degli abitanti e nelle melodie di una lingua antica. Una minoranza linguistica preziosa, riconosciuta e protetta, che trasforma ogni passo in un viaggio nel tempo, arricchendo l’atmosfera di un fascino senza eguali. Qui, il greco non è una reliquia, ma una voce che ancora oggi racconta, unisce e incanta. Tesori da scoprire Ci troviamo nel cuore del borgo, dove il tempo sembra essersi accordato con il ritmo lento del luogo. Davanti a noi, silenziosa, la Chiesa di San Giovanni Battista, di origine bizantina, un gioiello domina la piazza con la sua architettura semplice ma carica di storia. Al suo interno, custodisce un tesoro artistico di inestimabile valore: una statua marmorea del Santo, scolpita con tale maestria di scuola gaginiana, celebre famiglia di artisti rinascimentali che ha lasciato il segno in tutta l’Italia meridionale. Ma non è tutto. Tra queste mura sacre, il passato rivive attraverso due antiche acquasantiere e due campane fuse nel 1508 e nel 1683 [¹], le cui voci hanno scandito secoli di gioie, dolori e devozione.  Tra Bova, Gallicianò e la Fiumara che unisce Riprendiamo il nostro cammino, avanzando lentamente lungo la strada del ritorno. Davanti a noi, un panorama mozzafiato si mostra come un dipinto vivente, abbracciando l’intera valle e il maestoso letto della fiumara Amendolea, le cui acque hanno scolpito nei secoli questa terra aspra e magnifica. Un pendio dolce ci guida, attraversando terrazzamenti modellati dall’uomo e vasti pianori che sembrano sospesi nel tempo. Ogni curva regala scenari da cartolina: distese di ulivi secolari, muretti a secco che raccontano storie di fatica e ingegno, e lo sguardo che si perde verso l’orizzonte infinito del Mar Ionio. Proseguiamo a ritroso lungo l’alveo della fiumara, quel confine naturale che separa geograficamente, ma non culturalmente, due antiche colonie greche di Calabria: Bova e Gallicianò, due gemme di una stessa civiltà. Emozioni e speranze Al termine di questa straordinaria avventura, tra emozioni intense e speranze ancora vive, le parole di una cara amica risuonano dentro di me, cariche di saggezza. Non è solo la storia di questi luoghi a dover essere riscoperta e tramandata, a sfidare la nostra conoscenza e la nostra smemoratezza. C’è di più. È l’intero sistema economico che deve interrogarsi sulla sua capacità di generare sviluppo autentico. Menti brillanti, capaci di onorarne l’essenza, dimostrano che un profitto etico è possibile, in sintonia con la natura e con l’ambiente. La domanda è inevitabile: perché non riusciamo a fare di queste ricchezze il motore di un futuro migliore, proprio qui, dove tutto ha origine? Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! 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Scopri i panorami magici di Lianò, frazione di Montebello Ionico. Da località Stinò a Monte Sprea, attraverso la suggestiva Rocca e le Rocche di Prastarà. Ritorno tra ulivi millenari e melodie aspromontane. Un'esperienza coinvolgente tra storia, natura e spiritualità calabrese!

Da Monte Sprea alle Rocche di Prastarà

Da Monte Sprea alla Rocche di Prastarà Segui il cammino da Stinò a Monte Sprea. Scopri le Rocche di Prastarà: Storia, natura e spiritualità a pochi passi dalla città Panorami magici a pochi passi dalla città I nostri itinerari a bassa quota ci conducono attraverso le panoramiche colline di Lianò, affascinante frazione o località del Comune di Montebello Ionico. L’area, situata alle pendici meridionali del massiccio aspromontano, si affaccia con grazia sul mar Ionio offrendo un ampio affaccio sulla costa e sul vulcano Etna. Il cammino da località Stinò a Monte Sprea La zona, come le precedenti, è ricca di conglomerati a cui l’immaginazione collega spesso le più svariate forme. Il nostro cammino prende quota dalla località di Stinò e sale lungo un dolce declivio che si apre a valle fin dai primi passi. Superata l’imponente rocca che assume la forma suggestiva di una tartaruga, proseguiamo lungo una comoda sella che ci conduce ai piedi del Monte Sprea. Da qui si apre uno spettacolare panorama sul caratteristico borgo di Pentedattilo, un luogo che incanta gli occhi e cattura l’anima. Una breve sosta è d’obbligo per ammirare la bellezza circostante e catturare il momento con alcuni scatti fotografici.[the_ad id=”20176″] Alla scoperta delle Rocche di Prastarà Proseguendo il nostro viaggio attraversiamo le morbide dorsali dei colli che si susseguono armoniosamente poco distanti tra loro. Raggiunto lo sterrato, ci dirigiamo verso le Rocche di Prastarà o prasterà o ancora Plasterà (dal greco “chi fa spianatoi”), un sito di notevole interesse storico e geologico a sud di Montebello e Masella. Ricco di anfratti e grotte, questo luogo ha restituito reperti archeologici risalenti all’età del bronzo. Una delle spelonche fu dimora di San’Elia di Enna nell’800 d.C., che con le sue opere santificò il luogo, tanto che il popolo attribuì il suo nome alla fiumara prospicente. Il ritorno tra ulivi millenari e melodie aspromontane Il lento rientro segue un breve sterrato e costeggia ulivi millenari. Il belare delle capre aspromontane ci accompagna creando una melodia che ci avvolge mentre ci avviciniamo alla fine di questa bellissima avventura. Esplorare le colline di Lianò è un’esperienza magica, un viaggio che ci ha portato tra la storia, la natura e la spiritualità di questa affascinante area della Calabria.[the_ad id=”20193″] Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, il nostro impegno si basa su uno scambio reciproco di idee non di denaro. Promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! I nostri canali Social Facebook-f Instagram Youtube Whatsapp Video racconti Iscriviti alla newsletter Niente SPAM promesso! Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.Nome *Cognome *Email *Scegli le notizie che vuoi ricevere * Blog Rubriche Mi interessa tutto Trattamento dati * Ho letto l’informativa sulla privacy e acconsento Invia [the_ad id=”20193″] Continua a leggere… Sentiero dei francesi: Grotta di San Sebastiano e tunnel di Murat Sentiero dei francesi Alla ricerca della grotta di San Sebastiano… Continua a leggere… Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Borgo Cerasara, viaggio nell’agrosud reggino Iniziamo il nostro viaggio nell’agro… Continua a leggere… Load More [the_ad id=”20134″]

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Leggende e segreti nascosti tra le pietre di Molaro e la Valle delle Mummie di Montebello Ionico

Mocissà e la Valle delle Mummie

Mocissà e la Valle delle Mummie Esplora Monte Mocissà e la leggendaria Valle delle Mummie di Montebello Ionico. Scopri i segreti nascosti tra le pietre di Molaro! Share Monte Mocissà e Valle delle Mummie: Un viaggio nei tesori di Montebello Ionico Benvenuti in un’avventura straordinaria alla scoperta del Monte Mocissà o Mociassa, situato nel Comune di Montebello Ionico, incantevole borgo alle pendici meridionali del massiccio d’Aspromonte.Questa terra, un tempo ricca e fertile per la coltivazione di bergamotto e gelsomino, oggi si presenta come porta d’accesso ad itinerari che svelano la ricca tessitura della sua storia, connubio unico di elementi culturali e paesaggistici. Tra i 16 Comuni dell’area grecanica della Calabria, Montebello Jonico è il luogo in cui si incontrano cammini di storia, fede, arte e natura. Un’avventura tra natura e immaginazione Il nostro giro prende quota dalla località San Nicola e avanza lungo la dorsale che si apre sulla fiumara di Molaro. Lasciamo alle spalle un simpatico asinello a guardia delle nostre auto e procediamo verso le pendici di Serro D’Arecchio (o Fimmina d’Arecchiu). Durante la salita ogni spigolo, ogni cresta prendono forma e nomi particolari, un richiamo alla storia o alla natura circostante. Una breve esplorazione ci conduce all’interno di piccole cavità naturali ai piedi della caratteristica ‘sfinge’ di Molaro. Da Monte Mocissà, l’orizzonte si apre ai miti attraverso suggestive rocce con sembianze di ‘orco’ o di un ‘teschio’. La pareidolia (dal greco εἴδωλον èidōlon, “immagine”, col prefisso παρά parà, “vicino”), l’illusione subcosciente di ricondurre a forme note oggetti dalla forma casuale è un’associazione persistente in quest’area. La Valle delle Mummie: Leggende e segreti nascosti tra le pietre Un’antica colpa, un amore proibito e un oscuro segreto si celano tra le pietre e le leggende, alimentando il fascino nascosto di questo luogo. La leggenda narra di un tempo in cui la vallata del torrente Molaro fosse abitata da giganti, esseri imponenti che non conoscevano né bontà né malvagità, ma solo il rispetto per la pastorizia e per l’ospitalità. La loro presenza rendeva la valle un luogo prospero e accogliente, dove tutti potevano trovare rifugio. In questo luogo uomini venuti dalla marina e giganti coesistettero in pace per lungo tempo.Un giorno, improvvisamente, un tuono senza nuvole e senza pioggia tramutò i giganti in pietra.Si racconta che uno dei giganti, travolto dall’amore per una giovane donna, provocò accidentalmente la sua morte. I suoi fratelli, per proteggerlo, fecero cadere il marito che era giunto a cercarla. Da quel giorno, la zona divenne nota come la “Valle delle Mummie”, testimone silenziosa della tragedia che aveva colpito gli abitanti della valle. Il sentiero perduto e le antiche costruzioni La nostra avventura prosegue lungo un antico e panoramico sentiero. Di questa via non esiste più evidenza, la natura ne domina completamente il suo percorso. Tuttavia forziamo l’ingresso immergendoci nella fitta vegetazione di arbusti seguendo uno stretto corridoio tracciato pazientemente dal lento calpestio di vacche. Superando il torrente Lampone, raggiungiamo un verde pianoro dove antiche costruzioni in pietra (dette prache) sfidano il tempo e resistono alle minacce di restauri moderni poco rispettosi della loro storia. Autore: Claudio Bova ©Riproduzione riservata Sostieni il progetto! TaCuntu non è solo un progetto, ma una missione che richiede il tuo sostegno. Donaci il tuo tempo, promuovi i nostri contenuti, seguici sui nostri canali Social, condividi con amici i nostri post, parla di noi! 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Assicurazione per escursionisti: dove, come e perché La guida essenziale per scegliere l’assicurazione… Continua a leggere… Consigli Utili Cani da pastore: Come gestire l’incontro con calma e sicurezza Cani da pastore: ecco come gestire l’incontro con calma e sicurezza Scopri come affrontare al meglio… Continua a leggere… Rubriche Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Zecche: cosa sono, quali pericoli portano e come tenerle lontane Contenuto 1. Zecche:… Continua a leggere… Rubriche Zecche: difese efficaci per il tuo cane Zecche: difese efficaci per il tuo cane Se hai un cane, sai bene quanto sia importante proteggerlo… Continua a leggere… Consigli Utili Processionaria: Come difendere i nostri amici animali Processionaria: Come difendere i nostri amici animali Contenuto 1. 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