Serro Castellace e la Rotta degli abissi
Serro Castellace e la Rotta degli abissi San Pantaleone: Alla scoperta del cuore selvaggio della Provincia di Reggio Calabria Share Contenuto 1. San Pantaleone: Un Borgo incantato tra mare e monti2. Il panoramico affaccio sulla costa ionica3. Fiumare: confini naturali di un territorio ricco di suggestioni4. Il sentiero invisibile: eventi imponderabili e sorprese inaspettate5. Vastità e bellezza: Alla scoperta dei pianori di Curtura e Ghalipari6. La lenta discesa nel Torrente Bocatofrima7. La maestosità di Serro Castellace: un obiettivo da conquistare8. La magia dell’arrivo: sospesi tra cielo e terra9. La ‘Rotta degli abissi’10. Pinnacoli e paesaggi ciclopici11. L’Ultima sfida: l’ascesa notturna verso Serro Pistacavallo12. San Pantaleone: un’avventura che rimane nel cuore San Pantaleone: Un Borgo incantato tra mare e monti Nel cuore della Provincia di Reggio Calabria, sorge San Pantaleone, suggestiva frazione del Comune di San Lorenzo, incastonata tra la bellezza aspra dell’entroterra e la vastità del Mar Ionio. Le fiumare dell’Aspromonte: Storie d’acqua e di pietra Leggi di più No posts found Il panoramico affaccio sulla costa ionica Questo incantevole borgo, situato a 650 metri sul livello del mare, ci accoglie con la sua caratteristica piazza, un autentico balcone naturale affacciato su una valle rigogliosa.Da questo punto privilegiato, il panorama si estende in tutta la sua magnificenza, offrendo spettacolari vedute della costa ionica reggina. Non si tratta solo di uno scorcio di rara bellezza, ma di un vero punto di riferimento per chi esplora la zona, fungendo da bussola visiva per un viaggio che unisce natura e storia. Fiumare: Confini naturali di un territorio ricco di suggestioni Alla nostra destra, in lontananza, si snoda il corso sinuoso della fiumara di Melito, o Tuccio, mentre alla sinistra il paesaggio è dominato dall’elegante abbraccio della fiumara di Condofuri con la fiumara Amendolea, confini naturali di un territorio ricco di suggestioni, pronto per essere scoperto. Bastoni da trekking: consigli per l’acquisto Leggi di più No posts found Il sentiero invisibile: Eventi imponderabili e sorprese inaspettate È da qui che ha inizio la nostra avventura. Superiamo il piccolo centro abitato, lasciando alle spalle le antiche mura del villaggio, per immergerci in un paesaggio incontaminato dove il tempo sembra essersi fermato. Un sentiero, quasi invisibile, si stacca dalla strada principale, conducendoci lontano dai percorsi battuti. La nostra mappa, quindi, diventa un’alleata preziosa ed orienta i nostri passi lungo un sentiero poco accessibile. Gli obiettivi sono chiari, ma sappiamo che durante il cammino non mancheranno eventi imponderabili e sorprese inaspettate. Eppure, nonostante le incertezze, ci sentiamo pronti ad affrontare questa nuova sfida, certi che l’esperienza accumulata sarà la chiave per sostenere questa nuova avventura. Vastità e bellezza: Alla scoperta dei pianori di Curtura e Ghalipari Ogni passo è lento ma carico di significato, mentre attraversiamo i vasti pianori di Curtura. Da queste alture, lingue di terra si estendono come un trampolino vertiginoso proiettandosi verso il fondovalle. Qui, ampie incisioni si evidenziano con forza e grandezza nel paesaggio circostante, creando uno scenario naturale di rara bellezza come quello che incontriamo in località Ghalipari. Un cammino che si svela gradualmente e che si fa memoria, una connessione che cresce in intensità e che crea un legame intimo con il luogo. La lenta discesa nel Torrente Bocatofrima In questi posti la presenza umana è assente da tempo, il richiamo di cani pastore incuriositi dal nostro passaggio è più di sorpresa che di minaccia. Attraversiamo senza timore i resti di antichi insediamenti, testimonianze silenti di un passato ormai lontano, mentre la nostra discesa, lenta e costante, ci conduce sul letto del Torrente Bocatofrima. Trekking con il cane: 12 consigli utili per affrontare al meglio l’avventura Leggi di più No posts found La maestosità di Serro Castellace: Un obiettivo da conquistare Ci troviamo alle pendici di Serro Castellace, un promontorio imponente composto da una profonda spaccatura centrale che ne limita il passaggio. Sopra di noi, maestose cime si ergono come sentinelle di un paesaggio primordiale, quasi invalicabili nella loro imponenza. Eppure, queste vette segnano il nostro obiettivo, un traguardo che ci spinge ad avanzare con determinazione, pronti a sfidare la natura nella speranza di raggiungerle.Non ci arrendiamo alle evidenze e, seppur le circostanze consiglierebbero di desistere, cerchiamo un varco che ci consenta di raggiungere la sommità. Un passaggio si apre tra grovigli di spine e arbusti e aumenta progressivamente in dislivello e fatica. Il passo costante si misura con il ritmo del nostro respiro sempre più frequente e affannato. Mani e piedi superiamo gli ostacoli più audaci evitando imprudenze su verticali esposte. Ci siamo! La magia dell’arrivo: Sospesi tra cielo e terra Il nostro impegno viene ripagato da una prezioso arrivo. Giungiamo sulla sommità di Castellace un pianoro che domina l’intera area, posto su una costola di terra spartiacque del Torrente Bocatofrima e quello di Misacrifa. Qui, il panorama è un premio che toglie il fiato: Serro Carafi, Monte Culisirti, Monte Cappella, Saracene e le Colline di Grosso si mostrano come un dipinto vivente. La ‘Rotta degli abissi’ Attraversiamo il vasto pianoro, percorrendo la linea del crinale che marca il suo bordo. Ai nostri lati, il paesaggio si apre a picco, mentre il promontorio si sviluppa su un morbido falsopiano verdeggiante, tracciando una rotta che sembra condurci direttamente negli abissi. Ci avviciniamo lentamente al bordo di una frattura imponente, segno di un’evidente trasformazione naturale. Una separazione netta che, in tempi passati, univa questo straordinario rilievo in un’unica lingua di terra. Pinnacoli e paesaggi ciclopici Crolli e smottamenti ne hanno lacerato la sua configurazione originaria dando vita a visioni ciclopiche, straordinarie nella loro maestosità e potenza. Imponenti pinnacoli, di roccia sedimentaria si ergono verso il cielo, come gigantesche lance di pietra, rivelando una forza primordiale e una vastità che incanta e sbalordisce. La maestosità di queste formazioni, scolpite dal tempo e dagli elementi, offre uno spettacolo straordinario di bellezza e potenza. L’Ultima sfida: L’ascesa notturna verso Serro Pistacavallo Dopo una breve sosta, decidiamo di riprendere il cammino, tornando sui nostri passi alla ricerca di una via di fuga che ci permette di raggiungere il versante opposto prima che cali la notte.










