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Oltre l'invalicabile. Alla scoperta della cascata ra campana e della Fiumara Torno

Oltre l'invalicabile! Incredibile avventura nella Fiumara Torno

Rivivi le emozioni più intense del nostro viaggio. Scopri il magnetismo di luoghi remoti e inesplorati.

Oltre l'invalicabile. Alla scoperta della cascata ra campana e della Fiumara Torno

Avventura nella Fiumara Torno

Come sempre la stagione estiva diventa occasione ideale per affrontare nuove imprese e sbloccare obiettivi lasciati irrisolti. Anche quest’anno tornano protagoniste le fresche acque della fiumara Torno che scorrono per oltre 12 km fino al borgo di Motticella e dividono idrograficamente i comuni di Brancaleone e Bruzzano Zeffirio. 

La sfida dell’invalicabile

Il nostro ritorno ha un unico obiettivo: superare l’invalicabile. Una cascata di modeste dimensioni che si tuffa con forza in una gurna ampia e profonda. Non lasciatevi ingannare dalla sua apparenza contenuta: ciò che le manca in altezza, lo compensa in ostilità. Non a caso, ha conquistato con merito il titolo di invalicabile. Le pareti che la circondano, infatti, sono concave, lisce come vetro, prive di appigli, e rendono ogni tentativo di superarla un confronto diretto con la natura stessa.
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L'accesso al torrente

Il greto del torrente è facilmente raggiungibile percorrendo in discesa un breve sterrato. Il primo tratto si rivela una piacevole passeggiata, un invito alla destrezza e alla cautela mentre ci si muove su rocce scivolose e continui passaggi in ambienti umidi e primitivi.

Gurnali da Campana

Il cammino prosegue all’interno di un canyon sempre più stretto, scolpito nel tempo da acque antiche e silenzi profondi. Alla fine di questo sinuoso passaggio, si apre improvvisamente un’ampia conca localmente conosciuta come ‘Gurnali da Campana‘. Davanti a noi, una cascata di piccole dimensioni si riversa all’interno della profonda  vasca naturale con un fragore sommesso, accrescendo il senso di rara bellezza che caratterizza l’intera area. La difficoltà oggettiva nel superarla rappresenta un ulteriore banco di prova per chi tenta di spingersi oltre, ponendo ancora una volta la natura come guardiana silenziosa di questo angolo primordiale e inalterato.

La conquista dell’invalicabile

Il nostro approccio è più riflessivo rispetto agli anni precedenti. Non ci lanciamo in improbabili scalate, ma studiamo attentamente le pareti alla ricerca di vulnerabilità da sfruttare con intelligenza e tecnica. Tra le fessure della roccia notiamo un buon punto di ancoraggio all’interno del quale fissare una corda. Un’intuizione geniale che cambierà la narrazione di questa storia e permetterà di raggiungere un incredibile risultato.

La vittoria

Dopo vari tentativi la corda si rivela un utile appoggio per espugnare la parete. Dall’alto godiamo l’istante della conquista. Immortaliamo con soddisfazione l’invalicabile valicato proiettando la nostra avventura verso un nuovo corso.

Un nuovo inizio

Il nostro viaggio comincia proprio dal nuovo mondo, primitivo e primordiale. Sopra di noi, pareti a strapiombo sembrano inghiottire il nostro passaggio. Qui non siamo chiaramente i benvenuti! Gli ostacoli si moltiplicano, i guadi sempre più profondi e il fracasso dell’acqua sempre più tonante sembra inibire il nostro entusiasmo. Scrutiamo con attenzione le imponenti falesie che si fanno vive al nostro passaggio. Avventura, adrenalina, incoscienza, paura! Questo luogo ci attrae e ci respinge.

La sfida continua

Restiamo discreti, ci muoviamo con cautela cercando un varco per uscire da questo incredibile paesaggio che amiamo e temiamo in ugual misura. Siamo quasi alla fine, le carte ci indicano una possibile via d’uscita.

Verso la civiltà

Percorriamo mani e piedi un rovinoso pendio posto sulla sinistra idrografica del fiume. Sulla pelle i segni indelebili del nostro passaggio. Meno di 700 metri ci separano dall’asfalto. Ogni passo ci avvicina alla meta mostrando dall’alto il nostro intrepido trascorso. Attraversiamo la località di S. Caterina, concludendo così un’avventura che ha testato i nostri limiti e ampliato i nostri orizzonti. E mentre l’asfalto si avvicina, sorridiamo sapendo che questa è solo una tappa del nostro interminabile viaggio. Perché, alla fine, è là fuori che sentiamo di appartenere, dove ogni passo è una scoperta e ogni fine è solo l’inizio di qualcosa di straordinario.
Autore: Claudio Bova 
©Riproduzione riservata

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