Alla scoperta del Torrente Vacale
Avventura nel Torrente Vacale, mistero e fascino nel cuore del Parco Nazionale dell'Aspromonte

Torrenti e fiumare, aree selvagge e primordiali
Con l’arrivo delle giornate più lunghe e soleggiate trasformiamo le nostre avventure in epiche traversate. Percorriamo distanze maggiori dedicando più tempo alle nostre esplorazioni. Il caldo ci guida all’interno di torrenti e fiumare, aree selvagge e primordiali un tempo protagoniste indiscusse dell’economia locale. In questi luoghi ogni passo è un invito alla scoperta, una connessione tangibile con una natura incontaminata e con un passato che trasuda storia e resilienza.

Alla ricerca di tesori nascosti
Immersi nell’incantevole scenario del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ci lanciamo in un’avventura senza tempo alla scoperta di un gioiello nascosto: il torrente Vacale. Questo corso d’acqua, che funge da confine naturale tra i comuni di Cittanova e San Giorgio Morgeto, ci attende con la sua aura di mistero e fascino primordiale. Tra le fronde di alberi secolari, ci addentriamo nelle profondità di questo luogo desiderosi di svelare i suoi segreti più profondi.

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La scoperta di un tunnel misterioso
Durante l’avvicinamento al torrente la nostra attenzione viene distrattamente catturata da una piccola spelonca abilmente mimetizzata dalla rigogliosa vegetazione circostante. Questa terra è spesso punteggiata da piccoli cunicoli che offrono rifugio alla variegata fauna locale. Il ristretto pertugio, inizialmente sottovalutato, si rivela l’ingresso di un enigmatico tunnel. Un passaggio segreto che richiama irresistibilmente la nostra curiosità e alimenta il desiderio di svelarne i suoi misteri.

Avventura all’interno della grotta
Con il cuore in gola e la fioca luce di una torcia, ci avventuriamo con coraggio all’interno dell’enigmatico foro. Passo dopo passo avanziamo carponi all’interno di un tunnel stretto e cupo mentre Lilli, nostra guida instancabile e pioniera nell’esplorazione, traccia la via attraverso l’oscuro cammino. Improvvisamente un bagliore in lontananza rinnova la nostra determinazione segnando un’imminente via d’uscita.

Una sorpresa dopo l’altra
In questa straordinaria avventura, una singola scoperta non basta a definire l’intera esperienza, ogni istante assicura un’incommensurabile ricchezza. Eppure, questa sola rivelazione basterebbe a rendere la giornata indimenticabile, ma c’è di più. Rapiti da un viaggio che promette emozioni senza fine, ogni passo ci introduce a nuove sorprese.
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Il Torrente Vacale
Il corso del torrente Vacale si fa compagno di viaggio, un’opportunità non solo per mettere alla prova il nostro spirito avventuroso, ma anche per abbracciare l’incanto selvaggio della natura. Noto per la sua rilevanza storica e la sua intrinseca bellezza, il torrente Vacale emerge come un’icona immutabile del tempo. Originariamente, le sue “gurne”, piccoli bacini d’acqua formati da ostacoli naturali, erano veri e propri teatri di vita quotidiana che univano lavoro e socialità. Oggi, questo affluente naturale è divenuto un’attrazione irrinunciabile per gli escursionisti in cerca di emozioni autentiche immersi nell’armonia del paesaggio circostante.




La sfida della cascata Grandecaccia
Avanziamo tra rocce stondate dal corso del fiume e tra i ruderi di imponenti briglie abbattute dall’impeto della corrente. Fossili di mulini e antichi frantoi, emblemi di sopravvivenza e di sacrificio contadino, restano immobili testimonianze di una memoria collettiva. Un’epoca in cui la vita era scandita dal ritmo della natura e dall’ingegno dell’uomo. Ogni passo su questo percorso evoca emozioni ancestrali anticipando avventure straordinarie. E mentre il tempo scorre, i nostri passi diventano sempre più gravosi nell’estremo tentativo di conquistare la maestosa cascata Grandecaccia. In un ambiente in cui il tempo riveste un valore tanto inestimabile quanto implacabile, la realizzazione di quest’ambizioso obiettivo si trasforma in un’epica battaglia contro il tempo stesso.




La delusione e la determinazione
Il fragore del torrente accoglie con fermezza ogni tentativo di conquista mentre il calare inesorabile del sole ci sottrae il lusso del tempo. Affrontiamo i primi chilometri con l’angoscia di perdere questo eccezionale abbraccio con la grande cascata. Nonostante la prossimità del traguardo, le scarse ore di luce restanti non consentono di portare a termine questa titanica impresa. Coscienti dei limiti temporali, ci arrendiamo all’inevitabile, rinviando l’incontro con la Grandecaccia a future ricerche. Ma è solo l’inizio di una nuova fase della nostra avventura.
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Alla scoperta del Borgo Cernatali e del Monte Piraino
Carte alla mano, tracciamo un nuovo percorso di ritorno. Abbandoniamo le acque del torrente Vacale per esplorare il pittoresco villaggio di Cernatali nel tentativo di conquistare la maestosa vetta del Monte Piraino. Un’ascesa di circa 400 metri attraverso una vegetazione intricata di fronde e arbusti. Giungiamo al remoto villaggio seguendo il calpestio di animali che ci hanno preceduto. Una distesa di felci ed eriche nascondono i nostri passi preservando gelosamente l’intimità di questo luogo. Con curiosità ci aggiriamo per le vie di questo piccolo borgo. L’eredità di un’epoca pastorale ci viene rivelata da un’anziana donna ultra ottantenne, simbolo di resistenza e determinazione, custode vivente di una comunità al limite del silenzio. Il nostro passaggio è breve, consapevoli che il cammino di ritorno sarà ancora lungo e ricco di sorprese.



Una nuova fase dell'avventura
Riprendiamo il nostro cammino attraversando sentieri dimenticati che progressivamente si perdono all’interno di una vorace vegetazione. Affrontiamo con fermezza il tortuoso versante del Monte Piraino, mentre il sole al tramonto colora la cresta del Monte Campanaro. Ma non siamo soli nel nostro viaggio: un cancello invalicabile e una fitta vegetazione ostacolano il nostro cammino, sfidando il nostro impegno. Procediamo con cautela attraverso un campo recintato, consapevoli della presenza di due possenti cani che vigilano su un branco di bovini al pascolo. Evitiamo attentamente di attirare la loro attenzione, orientando la nostra rotta verso una via di fuga più sicura.



L’incertezza della notte
Quando tutto sembrava volgere al meglio, ecco che l’imponderabile ritorna a farci compagnia. Mentre la luce calda del crepuscolo cede lentamente il passo al tenue chiarore della notte, ci troviamo nuovamente imbrigliati in un intricato labirinto di sentieri abbandonati dove ogni passo è un interrogativo senza risposta. Nella penombra delle 21:00, le nostre torce fendono il buio, proiettando ombre di giganti tra antichi alberi di ulivi. Nonostante l’auto sia a portata di mano, la fitta vegetazione ci obbliga a ripensare un’altra volta il nostro cammino.


Ritorno alla civiltà
Mentre le lancette avanzano implacabili verso le 22:00, il nostro viaggio raggiunge la sua epica conclusione. Con un ultimo salto guadiamo nuovamente il corso del ritrovato torrente Vacale per raggiungere la sicurezza sulla sponda opposta. Un sentiero si schiude tra le fronde profumate di alberi di arancio indicandoci la via verso le nostre auto. Ma questo non è solo un viaggio, è un’odissea di coraggio e legami indissolubili. Un tributo alla bellezza selvaggia del nostro mondo, alla perseveranza umana e all’inarrestabile forza dell’amicizia che si consolida di fronte alle sfide più ardite.

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